Il mondo animale è composto da una grandissima varietà di specie, ognuna delle quali ha sviluppato delle determinate caratteristiche che gli permettono di sopravvivere nell'ambiente in cui vive. Tra queste anche l'alimentazione è un fattore molto importante e, rispetto alla dieta assunta, gli animali si possono dividere in tre grandi categorie: erbivori, carnivori e onnivori. Gli animali onnivori sono quelli che possiamo definire più flessibili rispetto all'alimentazione: essi infatti si cibano in maniera più o meno regolare sia di carne che di piante, ma anche di funghi e batteri. Data la loro ampia dieta hanno meno limiti nel trovare il cibo e quando un alimento, come ad esempio le piante, è meno disponibile possono "ripiegare" su un altra risorsa come la carne. In realtà questa categorizzazione basata sul piano alimentare degli animali è stata creata ovviamente dall'uomo per semplificare le cose e cercare di dare un "ordine" alla natura, ma le cose sono molto più complicate di così. Infatti ci sono animali erbivori che ogni tanto si cibano anche di carne, così come anche animali carnivori che si cibano ogni tanto di piante, come accade per i gatti che sono carnivori stretti ma occasionalmente utilizzano le piante per automedicarsi.

Inoltre l'evoluzione, la dieta e i comportamenti alimentari degli onnivori possono essere molto diversi tra loro per poterli definire in maniera precisa. Insomma, la natura è tutt'altro che ordinata e cercare di categorizzarla in maniera definita è una missione praticamente impossibile. Possiamo però riferirci agli onnivori in senso più stretto come quelli che sono fisiologicamente onnivori, ossia che riescono effettivamente a metabolizzare e ottenere energia e nutrienti sia dagli animali che dalle piante e che si cibano di questi alimenti regolarmente. Molti di questi probabilmente erano originariamente carnivori o erbivori, e hanno poi allargato la loro dieta. La quantità che assumono dell'una o dell'altra risorsa dipenderà dall'ambiente in cui vivono e dalla disponibilità del cibo.

Le caratteristiche degli onnivori

Gli onnivori nel mondo animale sono tantissimi e ampiamente distribuiti in vari gruppi animali. Come abbiamo visto ricadono a metà tra erbivori e carnivori e quindi devono avere evoluto delle caratteristiche quasi ibride che permettono loro di cibarsi sia di piante che di carne.
Una di queste è la dentatura che è generalmente caratteristica della dieta dell'animale. I mammiferi onnivori infatti sono dotati di premolari, molari, canini e incisivi come i carnivori, ma a differenza di questi i molari sono ampi e piatti, caratteristica in comune con gli erbivori, e servono loro per macinare le piante. I canini, che possono essere anche molto affilati, e gli incisivi servono invece per strappare e tagliare la carne. Ci sono anche altre caratteristiche che li distinguono dagli altri due gruppi, come ad esempio l'apertura mandibolare che influisce sul tipo di morso, generalmente mediamente grande negli onnivori. Rispetto allo stomaco invece gli onnivori sono monogastrici, quindi sono dotati di uno stomaco con una sola sacca, ma presentano degli enzimi che permettono loro di assimilare e metabolizzare sia la carne che le piante. Queste ultime sono le più difficili da digerire e l'assimilazione è spesso solo parziale.
Per gli animali invece non dotati di denti, come ad esempio gli uccelli, gli adattamenti ad una dieta onnivora sono diversi e legati maggiormente ai processi enzimatici e alla conformazione del becco.

Esempi di mammiferi onnivori

I mammiferi onnivori comprendono molte specie animali, sia selvatiche che domestiche. Ecco una lista di alcuni tra i mammiferi onnivori principali e più conosciuti:

Orso bruno (Ursos arctos)

L'orso bruno è un onnivoro opportunista, nonostante sia classificato nell'ordine dei carnivori, ossia rispetto alla disponibilità delle risorse alimentari la sua dieta varia. Questo animale mangia davvero di tutto: frutta, piante, germogli, formiche e altri mammiferi come piccoli cervi o cinghiali. L'orso bruno che vive sul nostro appennino (Ursos arctos marsicanus) ad esempio, ha una maggior alimentazione carnivora durante il periodo pre e post-estivo, mentre consuma soprattutto frutta, come la faggiola, prima di andare in letargo nel periodo definito di "iperfagia". La frutta è un alimento importante per quest'animale per accumulare il grasso che gli servirà per andare serenamente in letargo, mentre la carne è importante per mettere su massa magra. Pensate che un orso può arrivare addirittura a mangiare 15 kg di cibo al giorno, mica male.

Cinghiale (Sus scrofa)

Il cinghiale, animale che molto probabilmente conoscerete per la sua ampia distribuzione nel nostro territorio, è tipicamente onnivoro, ossia la sua dieta è composta da varie tipologie alimentari differenti. Si nutre infatti sia di frutta e radici che di invertebrati, mammiferi di piccole dimensioni e anche di carcasse.

Volpe (Vulpes vulpes)

Anche la volpe è classificata nell'ordine dei carnivori ma è in realtà un onnivoro opportunista. È ben conosciuta per l'attività di cacciare prede come piccoli mammiferi, uccelli e anche anfibi e insetti. Ma la sua alimentazione non finisce qua, spesso infatti si ciba anche di varie tipologie di frutta diversa, gradendo particolarmente i frutti di bosco.

Procione (Procyon lotor)

Il procione è noto anche con il nome di orsetto lavatore per l'abitudine di immergere spesso il cibo in acqua prima di mangiarlo, comportamento però osservato esclusivamente in cattività e che non sembra essere legato a motivi di igiene. La sua dieta è ampiamente onnivora e varia rispetto all'habitat in cui vive, essendo una specie molto adattabile. Rispetto all'ambiente quindi si ciba di differenti tipologie di alimenti che comprendono frutta, invertebrati, uova di uccelli e rettili ma anche mammiferi di piccole dimensioni e carcasse di animali.

Esempi di uccelli onnivori

Anche gli uccelli possono essere onnivori e il loro adattamento a questo tipo di dieta si può ritrovare spesso nella particolare conformazione del becco. Ecco alcuni esempi:

Cornacchia grigia (Corvus cornix)

La cornacchia grigia fa parte della famiglia dei Corvidi, la maggior parte dei quali è molto generalista nella propria dieta. Infatti presentano un becco robusto e appuntito che si è adattato sia per strappare la carne che per mangiare la frutta e altri organismi come insetti e vertebrati. Le cornacchie infatti si nutrono di una grande varietà di materiale vegetale e soprattutto animale come molluschi, pesci, topi, anfibi, piccoli rettili, carcasse e anche altri uccelli. Sono animali che si sono ben adattati alle città e alle strutture antropiche, cibandosi spesso anche dei nostri rifiuti.

Struzzo (Struthio camelus)

Lo struzzo, animale sicuramente ben conosciuto per la sua maestosità, è originario dell'Africa e può essere considerato un uccello onnivoro. Infatti si nutre principalmente di foglie, semi e frutta ma può anche cibarsi di insetti come le locuste e piccoli vertebrati come lucertole. Data l'assenza dei denti spesso inghiottisce anche un po' di ghiaia o sassolini, per aiutare la frammentazione degli alimenti nello stomaco e favorire la digestione.

Storno (Sturnus vulgaris)

Lo storno è un passeriforme migratore dotato di un becco appuntito ma più robusto rispetto alle specie insettivore ma meno rispetto a quelle granivore, ossia che si cibano di semi, rappresentando così una via di mezzo. È considerato un uccello onnivoro in quanto si ciba sia di materiale vegetale come semi, piante e frutta, che di quello animale come invertebrati tra cui falene e ragni ma anche piccoli vertebrati. Inoltre nutre i pulli, ossia i piccoli di uccello, esclusivamente con insetti. Una tecnica spesso utilizzata da quest'uccello è quella di aprire i gusci inserendo il becco all'interno per raggiungere il cibo.

Esempi di rettili e pesci onnivori

Anche molte specie di rettili e pesci sono onnivori e comprendono animali provenienti da varie parti del mondo. Eccone alcuni esempi:

Lucertola ocellata (Timon lepidus)

È una specie che si trova soprattutto in Spagna e Portogallo, Sud della Francia e nella parte occidentale della Liguria. La loro dieta è composta principalmente da piccoli mammiferi e insetti ma possono cibarsi anche della frutta matura.

Tartarughe scatola (Terrapene sp.)

Le tartarughe comunemente chiamate "scatola" sono costituite da più specie diverse che vivono in Nord America. Il loro nome è dovuto alla presenza di una sorta di cerniera nella parte inferiore del piastrone che permette loro di ritirarsi nel carapace, così da non essere visti dai predatori. Questi rettili si cibano di molte tipologie diverse di alimenti: dagli invertebrati come i millepiedi alla frutta e materiale vegetale.

Piranha rosso (Pygocentrus nattereri)

Il piranha rosso, a dispetto del nome che richiama l'idea di un atroce predatore, non è un carnivoro stretto ma può essere considerato più un onnivoro opportunista. Infatti si ciba principalmente di crostacei, vermi, insetti e pesci, ma è stato osservato anche nutrirsi di materiale vegetale.

Opaleye (Girella nigricans)

Girella nigricans è un pesce che vive nell'Oceano Pacifico Orientale e si ciba principalmente di alghe rosse e verdi che si trovano sui fondali oceanici, ma può mangiare anche invertebrati come alcune specie di molluschi e crostacei. È stato visto inoltre che la sua dieta propende maggiormente verso l'erbivoria quando la temperatura ambientale aumenta.

Gli onnivori nella catena alimentare e nell'ecosistema

La catena trofica, o per meglio dire la rete trofica, è composta da vari livelli, in ognuno dei quali vi sono gli animali che, rispetto alla loro dieta, assumono un ruolo preciso. Al livello più basso ad esempio troviamo i produttori primari, ossia quegli organismi capaci di autoprodursi il cibo come le piante attraverso la fotosintesi clorofilliana. Al secondo troviamo invece gli erbivori, con particolari caratteristiche evolutesi proprio per mangiare materiale vegetale, che hanno un ruolo molto importante anche nella costruzione e modifica del paesaggio. Al terzo e ultimo livello troviamo invece sia i carnivori che gli onnivori che mantengono insieme agli altri l'equilibrio dell'ecosistema. Tutti questi organismi infatti interagiscono fra loro e la rimozione di uno tra questi animali potrebbe portare a delle gravi conseguenze. Gli onnivori e i carnivori infatti, se rimossi dalla catena trofica, potrebbero causare degli squilibri importanti come un eccessivo aumento di erbivori, che vengono meno predati dai carnivori, con successiva diminuzione delle piante che vengono eccessivamente consumate dagli erbivori che sono in numero maggiore del normale.