11 Febbraio 2024
13:00

Animali della taiga: chi sono e come sono fatti

La taiga è un bioma terrestre formato da foreste di conifere, tipico delle regioni sub-artiche dell’emisfero boreale e che costituisce circa un terzo delle foreste mondiali. Tra gli animali della taiga più noti ci sono grandi predatori come lupi e orsi, erbivori come alci e bisonti, ma anche maestosi uccelli come il gufo reale.

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La taiga, o più semplicemente foresta boreale, è uno dei principali biomi del Pianeta, che ricopre le regioni sub-artiche dell'Eurasia e dell'America. Queste fitte foreste di conifere costituiscono circa un terzo della massa delle foreste mondiali e ospitano diverse specie di animali, in prevalenza mammiferi e uccelli, per via del clima rigido. Tra i principali rappresentanti della fauna della taiga ci sono grandi predatori come lupi e orsi, ma anche erbivori come alci, cervi e bisonti, o ancora mammiferi di taglia più piccola come linci, ghiottoni e castori. Tra gli uccelli più tipici ci sono il gufo reale e il gallo cedrone. Gli inverni di questo bioma sono molto lunghi e per questo gli animali della taiga hanno folte pellicce o piumaggi e una serie di adattamenti per resistere al freddo. Le estati sono brevi ma molto soleggiate a causa dell’alta latitudine.

Che cos'è la taiga?

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Tra i diversi biomi terrestri, ovvero l’insieme di comunità vegetali e animali adattati ad un determinato clima, quello della taiga è uno dei più freddi. Viene comunemente chiamata anche foresta boreale, proprio perché, a causa della disposizione dei continenti, è presente quasi esclusivamente nell’emisfero settentrionale (o boreale) del nostro Pianeta. Questo bioma forma, infatti, una fascia di spessore variabile subito al di sotto della tundra artica, mentre solitamente confina a sud con le foreste decidue di latifoglie o le praterie aperte. Sono inoltre frequenti radure, zone umide, paludi e torbiere che si alternano con le macchie di foreste.

Generalmente la flora è piuttosto omogenea su tutti i continenti, con le principali differenze a livello di specie o sottospecie, e può comprendere una percentuale di latifoglie e, più raramente, arbusti, muschi, licheni e piante erbacee. Le piante della taiga devono necessariamente essere tutte in grado di resistere al clima freddo e secco, ai lunghi inverni e all’escursione termica tra la stagione fredda, con temperature che possono scendere fino a oltre -45°C, e quella calda, che spesso dura solo un paio di mesi e raggiunge temperature dai 6 ai 16°C. Quest’ultima, poi, a causa dell’elevata latitudine, è estremamente soleggiata, mentre nei mesi invernali le ore di luce si riducono enormemente.

Nonostante le precipitazioni siano scarse, il suolo risulta molto umido per via dei numerosi corsi d’acqua e falde acquifere superficiali e nelle zone più settentrionali o più esposte al gelo avviene la formazione di permafrost, ovvero uno strato di suolo ghiacciato. A causa delle basse temperature, inoltre, la materia organica si decompone lentamente e viene spesso trasportata via dai corsi d’acqua prima che il terreno possa assorbirla.

Gli animali che vivono nella taiga

Il clima particolarmente severo delle terre che ospitano la taiga impone agli animali di queste zone una serie di adattamenti per poter sopravvivere: innanzitutto la presenza di rettili, anfibi e invertebrati “a sangue freddo” è piuttosto limitata, specie se paragonata a quelle dei climi tropicali, e la fauna consiste per lo più in mammiferi o uccelli, ricoperti rispettivamente da folte pellicce o piumaggi isolanti.

Questi animali sono in grado di mantenere la propria temperatura corporea costante e hanno sviluppato forme corporee adattate a disperdere il meno possibile il calore prodotto dal metabolismo: i mammiferi della taiga hanno, infatti, solitamente appendici come code e orecchie relativamente piccole e una forma del corpo che si avvicina ad una sfera (caratteristica ancora più accentuata negli animali polari). Molti animali di queste zone raggiungono, inoltre, dimensioni considerevoli: un altro adattamento contro le rigide temperature, dato che risulta più semplice trattenere il calore corporeo superata una certa taglia. Molti piccoli animali, invece, ricorrono a periodi di ibernazione o letargo.

Vediamo alcuni dei principali abitanti delle foreste boreali.

Il lupo grigio

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Il lupo grigio (Canis lupus) è probabilmente uno dei carnivori più iconici e famosi dei boschi e il suo ruolo all’interno dell’ecosistema è quello di controllare le popolazioni di erbivori attraverso la predazione. È un mammifero appartenente all'ordine Carnivora e alla famiglia dei canidi, caratterizzato da una pelliccia prevalentemente grigia, lunga e folta. Gli esemplari della taiga sono generalmente più grandi di alcune sottospecie come quelle italiana (Canis lupus italicus) e pesano circa 35-45 kg, con le femmine solitamente più piccole dei maschi.

Sono animali dalla struttura sociale particolarmente articolata e vivono in branchi dalle dimensioni variabili in base all’ambiente e all'alimentazione. I lupi sono capaci di spostarsi per decine di chilometri in una notte, anche a velocità elevate, fino a 50 km/h, dimostrando grande resistenza. Si riproducono tra febbraio e marzo e le femmine danno alla luce dai due ai sette piccoli. La vita media di un lupo in natura è pari a 8-10 anni.

L’orso bruno

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Il più grande carnivoro della taiga è l’orso bruno (Ursus arctos), in particolare la sottospecie americana nota come grizzly (Ursus arctos horribilis) in cui i maschi possono arrivare fino a 3 metri di altezza su due piedi per oltre 300 kg di peso (il record è di 680 kg). Il corpo di questo possente predatore è robusto, con capo largo e massiccio, orecchie corte e arrotondate, occhi piccoli e una coda appena visibile. Il colore del mantello è, come dice il nome comune, bruno, tendente al rossastro. Nella deambulazione i piedi vengono appoggiati completamente al suolo e per questo l’orso è definito “plantigrado”, esattamente come l’essere umano. Solitamente questi animali si muovono al passo, ma possono raggiungere velocità di 45 km/h in corsa.

Gli orsi bruni raggiungono la maturità sessuale a partire dai 4-6 anni di età e il periodo della riproduzione, in cui si formano le coppie, va da maggio a luglio, mentre per il resto dell’anno gli animali vivono solitari. La gestazione dura 7-10 mesi e i piccoli, quando nascono in inverno, sono molto piccoli, hanno gli occhi chiusi e sono privi di pelo. Per questo la loro crescita nei mesi successivi è molto rapida, in modo da non rimanere completamente vulnerabili per un lungo periodo di tempo. L’orso è un animale attivo principalmente negli orari crepuscolari o notturni, ha un’indole pacifica ed è estremamente silenzioso, tanto che emette vocalizzazioni solo in rari casi. Essendo schivo di natura, le aggressioni agli esseri umani avvengono solitamente in risposta a una minaccia percepita, specialmente se nei confronti della prole.

L’alce

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L'alce (Alces alces) è la più grande specie appartenente alla famiglia dei cervidi e si distingue dagli altri membri della stessa famiglia per via della particolare forma dei palchi che, nelle popolazioni nordamericane, possono pesare fino a 35 chilogrammi. I maschi adulti di questi animali possono superare i 2 metri di altezza al garrese e i 600 kg di peso, rendendoli difficilmente attaccabili da altri animali, che preferiscono puntare individui giovani, feriti o malati di questa specie.

Per via delle zampe molto lunghe e del collo relativamente corto, l'alce non è in grado di brucare da terra e si nutre principalmente di germogli e foglie di salice e betulla o, in alternativa, di piante acquatiche. Infatti non è raro avvistare questi ruminanti mentre guadano fiumi o sono intenti a cibarsi nelle zone umide che interrompono i boschi.

Il wapiti

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Da non confondere con l’alce, il wapiti (Cervus canadensis) è un altro grande rappresentante della famiglia dei cervidi. Il suo nome deriva dalla parola shawnee e cree “waapiti”, che significa “sedere bianco” per via del pelo chiaro che ha sul posteriore, mentre in inglese è chiamato “elk”, causando spesso confusione con l’alce (in inglese moose). I maschi di wapiti possono raggiungere il metro e mezzo di altezza al garrese, per quasi 500 kg di peso, mentre le femmine sono decisamente più piccole e non superano i 300 kg. Come tutti i cervidi, i maschi ogni anno crescono un paio di palchi e in questa specie possono svilupparsi ad una velocità di anche 2,5 cm al giorno.

I wapiti sono tra le specie di cervi più gregarie e durante l'estate le mandrie possono raggiungere i 400 individui. Tuttavia, per la maggior parte dell'anno, maschi e femmine vivono separati in mandrie diverse: le femmine formano gruppi numerosi, mentre i maschi pascolano con pochi individui o conducono un'esistenza solitaria, fino alla stagione degli amori, al termine dell’estate. In questo periodo i maschi cercano di intimidire i rivali in amore con dei vocalizzi oppure mettendo in mostra i palchi, ma se nessuno dei due indietreggia vengono ingaggiati violenti combattimenti che possono causare anche gravi ferite.

Il bisonte delle foreste

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Il bisonte delle foreste (Bison bison athabascae) è una sottospecie del bisonte americano (Bison bison) che abita principalmente la taiga del Canada, invece delle ampie praterie aperte del Nord America. Attualmente è considerato a maggior rischio di estinzione rispetto alla sua controparte di pianura. Le due sottospecie si differenziano principalmente per la stazza: il bisonte di foresta è più grosso e pesante, con esemplari maschi che possono oltrepassare i 900 kg. Inoltre presenta corna più grandi e pelo più scuro e lanoso.

La lince canadese

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La lince canadese (Lynx canadensis) è un felide predatore particolarmente elusivo, presente in Canada, Alaska, e in alcune zone degli Stati Uniti settentrionali. Ha una folta pelliccia color bruno-argentea, particolarmente voluminosa sulle zampe, che consente di non affondare nella neve fresca, in maniera simile alle ciaspole. I sensi della lince sono particolarmente acuti e li usa per cacciare nelle ore crepuscolari e notturne. Può arrivare ad un metro di lunghezza e pesare quasi 20 kg.

Il ghiottone

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Il ghiottone (Gulo gulo) è un mustelide carnivoro tipico della fredda taiga, dal temperamento piuttosto aggressivo, lungo fino a 120 cm di lunghezza, coda esclusa, per un peso medio di 32 kg. Le zampe del ghiottone sono corte e forti, dalla pianta larga, che gli permette di correre nella neve senza affondare. La sua pelliccia è bruna, più scura sulle zampe e sul ventre, folta e idrorepellente, in modo da essere più resistente al gelo. Proprio per via della sua pelliccia in passato veniva cacciato dai pionieri americani, ma oggi non è considerato in pericolo di estinzione.

Il castoro

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I castori sono roditori semiacquatici classificati in due diverse specie: il castoro euroasiatico (Castor fiber) e il castoro nordamericano (Castor canadensis), comune nella tundra di Canada, Alaska, ma anche in gran parte di Stati Uniti, Cile e Argentina. Sono riconoscibili soprattutto per via della forma della coda, che è larga, piatta e ricoperta da grandi scaglie nere. La caratteristica più famosa di questi animali è la capacità di costruire dighe e, così facendo, modificare il proprio habitat, contribuendo ad intrappolare l’acqua nel terreno e favorire la crescita di vegetali. Castor canadensis può raggiungere i 120 cm di lunghezza e i 47 kg di peso.

Il gufo reale

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Il gufo reale (Bubo bubo) è un rapace notturno della famiglia degli strigidi dal vasto areale, che va dall’Europa occidentale fino all'estremo oriente asiatico. È la specie di gufo più grande del mondo e può raggiungere i 65 cm di lunghezza, i 4 kg di peso e quasi 2 m di apertura alare. I suoi occhi sono grandi, arancioni e rotondi e risaltano sul piumaggio grigio-bruno e, come tutti i gufi, è in grado di ruotare la testa fino a 270 gradi e di volare senza emettere pressoché alcun suono.

Il gallo cedrone

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Tra gli uccelli, i tetraoni sono tra i più tipici della fauna della taiga, in particolare il gallo cedrone (Tetrao urogallus). Si tratta di un membro della famiglia Phasianidae dal temperamento combattivo, che non si tira indietro per difendere il suo territorio ed è in grado di spaventare avversari anche molto più grandi di lui. Non si tratta di un uccello di piccole dimensioni, anzi, la sua apertura alare può arrivare a 1,3 metri e i maschi possono raggiungere i 5 kg di peso. Questa specie presenta un evidente dimorfismo sessuale: i maschi sono più grandi delle femmine e presentano una livrea nera con una coda a ventaglio e un caratteristico segno rosso sugli occhi.

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Yuri Digiuseppe
Redattore
Classe '94, appassionato di animali e scienze sin da piccolissimo, sono un naturalista di formazione, specializzato in paleontologia e divulgazione. Mi è sempre venuto spontaneo spiegare agli altri le bellezze della natura e passare intere giornate ad osservare piante e animali di ogni tipo ovunque andassi, per poi tornare a casa e disegnarli. Vorrei contribuire ad avvicinare il pubblico all'ambiente ed essere parte di una ritrovata armonia uomo-natura, per il bene e la salvaguardia di ogni specie.
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