I ruminanti sono un gruppo di animali erbivori, che si nutrono quindi di materiale vegetale, e che hanno evoluto qualcosa di diverso e particolare rispetto ad altri erbivori: un caratteristico apparato digerente. Il materiale vegetale è infatti molto più difficile da digerire rispetto alla carne, perché presenta sostanze complesse come la "cellulosa" nelle pareti cellulari, che necessita di particolari enzimi per poter essere scomposto e metabolizzato. Purtroppo però, nessun vertebrato è dotato di questo enzima, motivo per cui ogni gruppo animale erbivoro nel corso dell'evoluzione ha dovuto escogitare una diversa strategia per ricavare energia e nutrienti dai vegetali, che può consistere, come in questo caso, nel fare "accordi" con dei microrganismi e sottoporre il cibo a diversi passaggi prima di poterlo digerire. I ruminanti comprendono tutte le specie di mammiferi che appartengono al sottordine Ruminantia, come bovini, capre, pecore, ma anche giraffe, cervi e antilopi e anche specie appartenenti a sottordini diversi, come i cammelli.

Caratteristiche dei ruminanti

I ruminanti riescono in maniera efficiente a ricavare sostanze nutritive dal materiale vegetale. Ma come fanno a digerirlo se sono sprovvisti degli enzimi necessari? Ci riescono grazie ad un apparato digerente particolare definito "poligastrico", ossia composto da più scompartimenti comunicanti, all'interno dei quali sono presenti i microrganismi necessari per rendere il cibo appetibile. Per farvi un'idea potete immaginare una casa composta da quattro camere diverse: ecco, così può essere immaginato "il pluri-stomaco" dei ruminanti. Le prime tre camere sono considerate pre-stomaci, mentre l'ultima rappresenta il vero e proprio stomaco dell'animale. Ogni camera inoltre ha un nome e una funzione differente, anche se le prime due sono molto simili e possono essere considerate come una struttura unica. Ecco quali sono nell'ordine in cui il cibo vi passa all'interno:

  • Rumine
  • Reticolo
  • Omaso
  • Abomaso

Un'altra caratteristica comune ai ruminanti è la presenza di denti che non smettono di crescere con l'età, cosa che avviene invece per la nostra specie così come tante altre. La maggior parte del materiale di origine vegetale infatti, come ad esempio le foglie, sono composte da silice, una sostanza che per le sue caratteristiche abrade e lima i denti. Proprio per questo motivo è meglio avere questi ultimi a crescita continua, se non ci si vuole ritrovare con denti più piccoli di una nocciolina. Inoltre i ruminanti sono spesso privi di incisivi e canini superiori e presentano a volte una struttura sotto al palato, chiamata cuscinetto dentale, che serve ad aiutarli nella presa e nel trattenimento del materiale vegetale.

Digestione dei ruminanti: il viaggio del cibo nello stomaco poligastrico

Adesso immaginate una mucca che pascola nei prati e comincia a mangiare l'erba, e con questa immagine in mente, preparatevi a vedere come avviene il viaggio del cibo nei quattro scompartimenti e in che modo viene scomposto. L'erba viene sottoposta prima ad un processo di masticazione abbastanza grossolano da parte dell'animale, che produce una proficua salivazione necessaria per ammorbidire il cibo, renderlo più "fermentabile" e mantenere il giusto livello di pH.

Una volta ingerito il cibo arriva nel rumine e nel reticolo, le prime due camere, dove avviene la fermentazione microbica. La fermentazione serve a scomporre il materiale vegetale in composti più semplici, processo reso possibile esclusivamente grazie agli organismi microbici presenti. A questo punto la parte solida è ancora abbastanza grossolana ma più morbida e viene definita bolo, che viene rigurgitato dall'animale e nuovamente masticato per essere maggiormente sminuzzato e insalivato. Più le dimensioni delle particelle del cibo sono piccole infatti più è facile ed efficiente è l'assorbimento dei nutrienti. E' proprio da questo comportamento di rimasticamento che deriva il nome "ruminanti" che vuol dire per l'appunto "rimasticare".

A questo punto il cibo viene reinghiottito e torna nelle prime due camere, che possono prendere anche il nome di reticolorume, dove continua la fermentazione necessaria per degradare il cibo in sostanze più semplici e di dimensioni minori per poi passare alla fase successiva. Il cibo passa così alla terza camera, l'omaso, che ha il compito di assicurarsi che il cibo sia abbastanza sminuzzato e di piccole dimensioni per continuare il suo percorso. Quando le particelle di cibo sono abbastanza piccole arriva il momento di giungere all'ultima camera: l'abomaso. Questo in realtà rappresenta il vero e proprio stomaco, molto simile a quello degli animali monogastrici, ossia che contengono solo una camera stomacale. E' qui che comincia la digestione vera e propria ad opera di acidi ed enzimi che si conclude nell'intestino tenue, dove vi è, finalmente, il vero e proprio assorbimento dei nutrienti. Non sembra più così facile mangiare, vero?

I ruminanti, alcuni esempi

I ruminanti vivono in tutti i continenti del mondo, tranne l'Antartide, e sono quindi adattati ad ambienti e climi molto diversi tra loro. I ruminanti rappresentano circa duecento specie diverse,  e comprendono sia animali selvatici che domestici. Questi ultimi, i cosiddetti animali da allevamento, rappresentano una popolazione numerosissima: sono al di sopra dei 3,5 miliardi. Ecco alcune specie:

Mucca o toro (Bos taurus)

La mucca, se femmina, o toro, se maschio, è uno tra gli animali d'allevamento più diffuso e comune, da cui derivano molti prodotti di origine animale come carne o latticini. E' un animale ruminante che presenta una lingua rugosa e atta alla presa: si è infatti evoluta perfettamente per afferrare il fieno o avvolgere le foglie e portarle tra il cuscinetto dentale e gli incisivi inferiori per triturarle.

Pecora (Ovis aries)

La pecora è anch'essa un animale domestico d'allevamento molto comune e diffusa. E', come tutti i bovidi, un ruminante ma a differenza della mucca, per afferrare il materiale vegetale si avvale soprattutto del labbro superiore, estremamente mobile.

Cammello (Camelus bactrianus)

Il cammello, una specie diffusa principalmente in Asia centrale, nonostante non faccia parte del sottordine dei ruminanti, può essere considerato tale in quanto presenta un apparato digerente diviso in più camere. A differenza degli altri ruminanti però,  le camere non sono le classiche quattro, ma manca dell'omaso, riducendo così il numero degli scompartimenti a tre.

Mosco nano (Moschus berezovskii

Il mosco nano è una specie appartenente alla famiglia Moschidae, un gruppo primitivo e molto simile ai cervi ma che si differenzia per alcune caratteristiche come la presenza di denti a forma di zanna al posto delle strutture comunemente definite palchi. Il mosco nano vive in alcune foreste della Cina e del Vietnam, ed è una specie ruminante, così come le altre quattro specie viventi della famiglia dei moschidi.  Il mosco nano è purtroppo una specie la cui popolazione è in diminuzione ed è classificata dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature) come specie in pericolo, a causa principalmente del bracconaggio. L'uomo è infatti stato da sempre interessato al muschio che i maschi di questa specie producono che possiede proprietà odorose e cosmetiche.

Okapi (Okapia johnstoni)

L'Okapi è una specie molto particolare che vive nelle foreste della Repubblica democratica del Congo, e viene chiamata anche zebra-giraffa a causa di alcune strisce presenti sul corpo. E' l'unica specie ancora esistente, insieme alla giraffa, della famiglia giraffidae e entrambi sono animali ruminanti. L'Okapi è considerato dalla IUCN come specie in pericolo a causa della costruzione di opere antropiche e della caccia.

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