14 Gennaio 2024
12:00

I castori (Castor)

I castori sono roditori semiacquatici appartenenti alla famiglia Castoridae e al genere Castor. Vengono classificati in due specie: il castoro euroasiatico e il castoro nordamericano. Sono famosi per l'abilità nel costruire dighe.

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Castor fiber

I castori sono roditori semiacquatici appartenenti alla famiglia Castoridae e al genere Castor. Vengono classificati in due diverse specie, ovvero il castoro euroasiatico (Castor fiber), diffuso in Siberia, Mongolia ed Europa tranne, e il castoro nordamericano (Castor canadensis), comune in Canada, Alaska, gran parte del Stati Uniti, Cile e Argentina.

Questi grandi roditori sono riconoscibili soprattutto per via della forma della coda, che è larga, piatta e ricoperta da grandi scaglie nere.

I castori vengono definiti anche "ingegneri ecosistemici" perché una delle caratteristiche che contraddistinguono queste due specie è la capacità di costruire dighe e, così facendo, modificare il proprio habitat.

Come sono fatti i castori

Il corpo dei castori è di forma piuttosto tozza, con un muso rotondo e arti brevi. Le zampe posteriori hanno lunghe dita unite tra loro da una membrana natatoria. La coda è larga e piatta, a forma di spatola, ed è rivestita di squame. Il mantello è fitto e dispone di uno strato di sottopelo altrettanto denso.

La specie americana, chiamata Castor canadensis può raggiungere i 120 centimetri di lunghezza e i 18/47 chili di peso. Lo Smithsonian's National Zoo, riporta però il caso di un castoro nordamericano che ha raggiunto addirittura i 50 chili.

Il colore del mantello varia dal marrone-giallastro al nero, con il marrone-rossastro come sfumatura più comune. Il sottopelo è invece di colore grigio piombo. Nei giovani la coda è nera, ma si schiarisce con l'età.

Trattandosi di specie acquatiche, entrambe sono provviste di membrane nittitanti (ovvero una terza palpebra trasparente che protegge l'occhio). Le orecchie e il naso, inoltre, sono valvolari e possono quindi richiudersi quando l'animale si immerge.

I castori eurasiatici sono più leggeri dei nordamericani, perché non superano i 35 kg, secondo quanto descritto dal Museo di Zoologia del Michigan, eppure possono raggiungere i 135 centimetri di lunghezza. Anche questa specie è dotata di un fitto sottopelo colore grigio scuro, mentre lo strato esterno del mantello è bruno rossastro ed è più scuro nelle popolazioni settentrionali. La coda di C.fiber è più stretta di quella della specie americana.

Entrambe le specie hanno due ghiandole situate accanto all'apertura cloacale, le quali producono una sostanza chimica dall'odore dolce che ricorda quello del muschio, chiamata castoreo. Molto interessante anche il fatto che, all'interno della bocca, dispongono di una piega cutanea che consente loro di rosicchiare i rami anche sott'acqua, senza che essa penetri nella cavità orale.

Gli incisivi dei castori sono particolarmente robusti e leggermente ricurvi. Il colore dei denti è arancione, come quelli delle nutrie (Myocastor coypus), le quali vengono talvolta chiamate anche "castorini", ma si distinguono dalle specie appartenenti al genere Castor per via della forma della coda. La nutria, infatti, ha la coda cilindrica, che ricorda quella dei ratti, invece che dalla forma piatta tipica di C. fiber e C. canadensis.

Grazie alla forma delle zampe e della coda, i castori sono particolarmente agili quando si muovono in acqua e, durante il nuoto, sono quasi completamente sommersi, ad eccezione di una piccola porzione della schiena e della parte superiore della testa.

Habitat e distribuzione

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Castor canadensis

Un recente studio condotto dall'Università di Kazan, in Russia, sottolinea come in Europa, a partire dal 1900, siano avvenute numerose reintroduzioni legali di C. fiber. Allo stesso tempo, rilasci non autorizzati si sono verificati in diversi paesi, ad esempio in Spagna, Belgio, Scozia e anche in Italia centrale. Nel 2021, infatti sono stati rilevati segnali inequivocabili della presenza della specie sugli Appennini. Più di un individuo è stato catturato dalle immagini di alcune fototrappole e, secondo uno studio del 2021, pubblicato su Hystrix, the Italian Joournal of Mammology, già dal 2020 può essere avvenuta la riproduzione in natura.

Per quanto riguarda invece l'Italia settentrionale, dopo oltre 400 anni i castori sono tornati anche sulle Alpi. Già dal 2018, un paio di individui provenienti dall'Austria sono stati avvistati di tanto in tanto in Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

Anche a Verbania, nella notte tra il 30 e 31 dicembre 2023, è stato avvistato un castoro, per la prima volta negli ultimi secoli, la specie è quindi tornata anche sulle Alpi centro-occidentali. Si tratta però sempre di esemplari isolati e non ancora di una popolazione stabile e riproduttiva. 

Per quanto riguarda la specie americana, invece, l'areale riguarda tutto il Nord America, ad eccezione delle regioni settentrionali del Canada e dei deserti degli Stati Uniti meridionali e del Messico. In America del Sud, invece, il castoro è stato reintrodotto dall'uomo nel 1946 e questo fattore ha creato numerosi squilibri ecosistemici. Uno studio del 2015, condotto presso l'Universidad de Magallanes, di Punta Arenas, nella Patagonia cilena, ha analizzato la situazione attuale, rilevando enormi problematiche legate alla presenza della specie, per gli ecosistemi boschivi subantartici dell'area meridionale del continente, che vengono modificati in maniera evidente a causa dell'abbattimento degli alberi.

Alimentazione

I castori sono erbivori e si nutrono di corteccia e, in particolare, delle parti più morbide che crescono sotto al primo strato. Le piante preferite sono il salice, l'acero, il pioppo, il faggio, la betulla e l'ontano. Ingeriscono anche i germogli e le radici delle piante acquatiche, in particolare se non vi è altra risorsa alimentare disponibile.

Nelle aree agricole questi roditori tendono a consumare anche i raccolti e questo aspetto rischia di creare conflitti con gli esseri umani.

Comportamento

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Castor fiber

Uno studio pubblicato nel 2020 e condotto dal Dipartimento di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) del Politecnico di Torino, sottolinea come C. fiber e C. canadensis siano due delle poche specie di mammiferi che trasformano intenzionalmente l'habitat per adattarlo ai propri bisogni, ed è proprio questo il motivo per cui queste due specie hanno guadagnato il soprannome di "ingegneri ecosistemici".

Il motivo per cui operano in questo modo è per modificare il flusso dell'acqua nei ruscelli e nei fiumi, dove poi costruiranno ripari, dove proteggersi e difendersi dai predatori, rappresentati generalmente da orsi, linci e lupi.

Le dighe vengono progettate in base alla velocità dell'acqua e, secondo quanto osservato dai ricercatori dell'Organizzazione americana Beavers, Wetlands&Wildlife, che si occupa di divulgazione scientifica nell'ambito del comportamento di queste specie, i castori costruiscono strutture perpendicolari alla riva quando l'acqua scorre lenta, mentre le strutture presentano una curva quando la corrente è più rapida. Ciò fa in modo che la diga non venga spazzata via.

Riproduzione

I castori eurasiatici sono monogami e solo una coppia adulta per colonia è riproduttiva. Questi roditori, infatti, vivono in piccoli gruppi familiari costituiti spesso da una femmina e un maschio (gli adulti riproduttori), dai cuccioli dell'anno e da soggetti subadulti, che aiutano nell'allevamento dei più piccoli. La stagione riproduttiva cade nei mesi invernali (tra gennaio e febbraio, per quanto riguarda l'emisfero Boreale) e quasi sempre l'accoppiamento avviene in acqua anche se, in alcuni casi, può avvenire pure sulla terraferma.

I membri della famiglia, in seguito alla nascita, collaborano con la madre nella cura dei cuccioli, che generalmente sono 1-3, ma possono arrivare ad essere 6. Tra i 16 e i 24 mesi di età i castori vanno in dispersione e prima si legano ad un altra colonia, mentre poi spesso trovano una nuova area in cui insediarsi. La maturità sessuale viene raggiunta più o meno verso i 3 anni di età.

I castori eurasiatici possono arrivare a 17 anni, ma solo raramente vivono più di 7-8 anni in natura.

Il castoro e l'uomo

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La coda di un castoro

In passato in Italia i castori sono stati cacciati in maniera incontrollata dall'uomo. Questo elemento rappresenta la causa principale della quasi scomparsa della specie nel nostro paese. I castori venivano uccisi per cibarsi della carne, utilizzare la pelliccia e il castoreo, ovvero una sostanza chimica secreta dalle sacche anali. Un tempo, questo olio dall'odore fortemente riconoscibile, infatti, veniva utilizzato per la produzione di profumi e medicine.

I progetti di reintroduzione della specie avvenuti in Europa generano talvolta qualche dubbio da parte delle popolazioni interessate e delle istituzioni locali. In Carinzia, ad esempio, dove l'ambiente è ricco di corsi d'acqua, la specie è stato reintrodotta più di 30 anni fa, ma nel 2020 la regione ha deciso di tornare a inserirla tra le specie cacciabili.

L'Università di Freiburg, in Germania, sta invece approfondendo i temi della convivenza con questa specie, con l'intenzione di promuovere una gestione multidisciplinare, che preveda una ricerca scientifica abbinata a progetti di didattica e a strategie conservazionistiche.

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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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