Alberica Barbolani da Montauto
in foto: Alberica Barbolani da Montauto, assessora alla Tutela degli animali

Ad Anghiari, pittoresco borgo nelle campagne aretine che conta su poco meno di 5.500 abitanti, entra ufficialmente in servizio l’assessore alla Tutela degli animali. Mentre in alcune città ancora si fa fatica a riconoscere la necessità di eleggere il cosiddetto “garante per gli animali”, ovvero la figura incaricata di fare da tramite tra associazioni attive sul territorio e istituzioni, la cittadina toscana ha deciso di affidare ad Alberica Barbolani da Montauto, già assessora alla Cultura, rete teatrale, sistema museale e tradizioni popolari anche la delega alla Tutela degli animali.

La decisione è arrivata dal sindaco Alessandro Polcri, che al suo secondo mandato consecutivo ha deciso di esplicitare l’impegno del Comune nella tutela animale. Andando oltre dunque il concetto generico di “regolamento animale comunale” e di accorpamento del tema agli assessorati all’Ambiente, come spesso accade, ma prevedendo una specifica delega da affidare a un assessore. Ne abbiamo parlato con la stessa Barbolati, che ci ha raccontato la situazione nel piccolo Comune, eletto tra l'altro uno dei borghi più belli d'Italia.

Assessora Barbolati, come si è arrivati all'affidamento della delega?

Devo dire che è stata una sorpresa anche per me, mi occupo per lavoro di cultura e su questo tema avevo collaborato col Sindaco. Io sono nata in un piccolo allevamento amatoriale di cani, e ho sempre considerato gli animali come parte della famiglia, sono anche istruttrice di equitazione. Ho detto al Sindaco che ho apprezzato molto l'apertura di uno sportello a tutela degli animali e che apprezzavo questa parte del suo lavoro: quando è arrivato alle nomine per il suo secondo mandato, sono rimasta abbastanza  sorpresa e molto contenta di vedere che mi aveva delegato anche per la tutela degli animali.

Che tipo di problematiche dovrà affrontare sul territorio?

Anghiari è un paese di collina con moltissime riserve di caccia e una tradizione contadina molto forte. Gli animali sono da sempre presenti sul territorio in gran numero e varietà, ma la loro tutela e il loro rispetto sono un'esigenza relativamente nuova. Al momento stiamo procedendo sul tema della sensibilizzazione contro l'abbandono e per la sterilizzazione, soprattutto dei gatti. Abbiamo qualche problema con le colonie feline dovuto al fatto che nella cultura tradizionale contadina precedente si avevano altre convinzioni. Oggi sono frequenti gli abbandoni delle cucciolate e con le sterilizzazioni e campagne ad hoc miriamo a far cambiare ulteriormente la prospettiva. Non abbiamo invece grossi fenomeni di randagismo da noi, ma casi singoli. Stiamo gestendo per esempio un'emergenza attuale, la morte della persona che viveva con quattro Pastori Maremmani per i quali sono giunte diverse segnalazioni: sono cani abituati a prendersi cura del gregge e ad avere poca interazione con gli esseri umani. Nei prossimi giorni verranno trasferiti nel canile sanitario dove cercheremo di trovare loro una nuova casa congeniale al loro stile di vita e alle loro necessità. Molte persone inoltre convivono con i cavalli: sul territorio sono molto presenti, molti sentieri sono aperti e in questo modo si esercita anche una piccola azione di controllo sul territorio. Tutti sono controllati dalla Asl di San Sepolcro e non abbiamo mai trovato cavalli senza chip o regolare registrazione.

Che tipo di sensibilità c'è sul tema della tutela animale in un piccolo borgo di tradizione contadina?

Innanzitutto va detto che stiamo assistendo a un percorso nuovo e diverso per quanto riguarda i cani. In passato soprattutto i cani da pastore o i cani da caccia venivano tenuti come si usava un tempo: a catena, all'aperto, relegati in piccoli spazi. Negli ultimi 20 anni si è già avuta una grossa trasformazione e il Covid ha dato l'ultima spinta per riconoscere il cane a tutti gli effetti come membro della famiglia. Vediamo molti più cani in paese rispetto alla campagna e ci è stata chiesta più volte un'area sgambatura su cui stiamo lavorando. Abbiamo trovato un bellissimo terreno con vista su Anghiari e lo stiamo attrezzando.

Chi si occupa di vigilare sulla corretta applicazione del regolamento per il benessere degli animali?

Non abbiamo un nucleo specializzato ed è una cosa su cui vorrei cominciare a lavorare. Prima che fosse soppresso il Corpo  erano molto presenti i Forestali: giravano casa per casa e avevano la situazione sotto controllo. Adesso se ne occupa il corpo di Polizia Locale.

In un borgo come Anghiari, circondato da boschi e campagne, la presenza di fauna selvatica sarà elevata…

Abbiamo una vasta presenza di cinghiali e caprioli che vivono nelle riserve di caccia limitrofe, costituiscono un pericolo più che altro quando si parla delle strade, ma siamo abituati alla loro presenza e gli incidenti si verificano molto poco sul territorio comunale. Poi abbiamo animali come volpi e istrici, che non costituiscono problema. C'è però una sempre più frequente presenza di lupi vicino al centro abitato. In qualche caso si vedono, spesso si sentono e si trovano le fatte, ma non mi risulta che abbiano aggredito mai aggredito animali domestici o bestiame.

Prima dell'assessorato, uno sportello con le associazioni

Il Comune di Anghiari non è nuovo a iniziative di questo genere. Come accennato da Barbolati nell'intervista, soltanto pochi mesi prima delle elezioni vinte nuovamente da Polcri, ad aprile, era stato attivato uno sportello a tutela degli animali grazie a una convenzione tra amministrazione comunale e la onlus “Odv La Gattara”. Il servizio, gestito da un gruppo di volontari, garantisce informazioni sul pronto soccorso veterinario e sugli obblighi sanitari dei proprietari, punta a combattere il randagismo e fornisce supporto nella segnalazione di maltrattamenti.

«Purtroppo nel comune di Anghiari ci sono criticità importanti legate al randagismo e all’uccisione di animali – spiega la responsabile della onlus, Eleonora Iuri – nel nostro rifugio gestiamo 546 gatti randagi e oltre 30 cani, ma il problema non si ferma qui viste le continue segnalazioni di maltrattamenti e uccisioni di intere cucciolate di cani e gatti. Il nostro sportello vuole fare da supporto alle famiglie che si trovano in difficoltà e non possono crescere, vaccinare e seguire i cuccioli, con l’obiettivo di mettere la parola fine alle mattanze che purtroppo continuano a verificarsi».

«Il tema della tutela degli animali ci sta particolarmente a cuore ed è per noi di estrema importanza. Il nuovo servizio che è stato attivato dalla Onlus Odv è senza dubbio utile per il territorio di Anghiari – sottolinea il sindaco Polcri – ringrazio tutti i volontari che ogni giorno si rendono disponibili a combattere fenomeni come l’abbandono è il randagismo, supportando chi è in difficoltà nella crescita dei cuccioli. Invito i cittadini a chiamare i numeri di telefono che verranno messi a disposizione per contribuire a questa nuova iniziativa con segnalazioni e informazioni che possono essere utili ad individuare eventuali criticità».

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