Il Jova Beach Party è stato senza dubbio uno degli argomenti più caldi e discussi dell'estate. Abbiamo infatti più volte affrontato il problema legato all'impatto ambientale del tour, così come le dichiarazioni un po' sopra le righe e non proprio veritiere rilasciate dal cantante Jovanotti in merito alle accuse ricevute. I mega-concerti sono ormai finiti, ma chi si occupa di conservazione e tutela dell'ambiente sta continuando a lavorare affinché eventi di questa portata non si ripetano più in luoghi fragili e già minacciati come spiagge e altre aree naturali.

Nasce perciò il coordinamento nazionale per la tutela degli ambienti naturali dai grandi eventi, un comitato composto da un nutrito gruppo di enti e associazioni che si occupano di tutela ambientale su tutto il territorio nazionale. «È dunque necessario che le lotte ecologiste a difesa della biodiversità e del paesaggio, si organizzino in una vertenza permanente per impedire il ripetersi di grandi eventi nei luoghi con valenza ambientale, anche solo potenziale, costruendo una battaglia unitaria a difesa dei beni comuni», si legge nel comunicato rilasciato dalle associazioni.

Il Jova Beach Party ha provocato un impatto considerevole su piante e animali delle spiagge, riproponendo su larga scala il tema sempre attuale dell'uso scorretto di ambienti naturali o semi-naturali per la realizzazione di grandi eventi. I danni sono immediati, come lo "sbancamento delle dune", richiesto dagli stessi organizzatori, oppure come l'eradicazione di piante tutelate dalle norme europee e italiane. Danneggiare un habitat tanto delicato, ha sicuramente anche un impatto a lungo termine per gli animali tipici di questi ambienti, come il già minacciato fratino, che vi abbiamo raccontato in un episodio speciale di Kodami Trails.

Come già sostenuto in passato da esperti e associazioni, eventi di tale portata posso inoltre costituire un pericoloso precedente, che può aprire la strada ad altri eventi simili in contesti ambientali naturali o semi-naturali delicati: «Aprono la strada all'idea predatrice secondo cui gli ambienti naturali e i territori siano considerati alla stregua di decorativi fondali e debbano lasciare lo spazio alle attività antropiche sempre e comunque, anche a rischio di perdere per definitivamente il patrimonio naturale presente», scrivono le associazioni.

L'obiettivo della rete è perciò quello di moltiplicare gli sforzi, mettere assieme le esperienze e vigilare sui grandi eventi che possono impattare su tutti gli ambienti naturali, dalle spiagge alle montagne, «allo scopo di attuare un percorso di lotte che andranno ad interpellare non solo le istituzioni e la politica italiana, ma anche gli organi istituzionali europei, utilizzando ogni strumento che i sistemi democratici ci consentano», si legge ancora nel comunicato.

«Sono stati costruiti, investendo risorse pubbliche, stadi e piazze, con relativi servizi, per ospitare concerti e altri eventi che ci arricchiscono umanamente. Danneggiare coste e montagne invece ci impoverisce tutti. Le spiagge non sono solo un mucchio di sabbia usa e getta, ma la casa di animali e piante. Le vette delle montagne o le praterie d'alta quota non sono auditorium a uso e consumo umano, ma i luoghi dove nel silenzio si può contemplare il volo delle aquile reali e osservare tante altre specie di organismi sempre più minacciati. Porre un freno all'invasione di questi luoghi è un segno di civiltà, per il presente e per il futuro, e noi, attraverso le iniziative che saranno messe in campo fin dai prossimi mesi, ci adopereremo per questo» concludono le associazioni.

Fanno parte del coordinamento:

Italia Nostra – Federazione Nazionale Pro Natura – Marevivo – Sea Shepherd – Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio – A SUD Onlus – GrIG Gruppo d’intervento Giuridico odv – Associazione Appennino Ecosistema – LIPU Coordinamento Regionale Lazio, Coordinamento Regionale Marche e Coordinamento Regionale Calabria – Eticoscienza APS – Genitori Tosti in Tutti I Posti APS – Comitato TAG COSTA MARE, Marche – SOA Stazione Ornitologica Abruzzese – ASOER Associazione Ornitologi dell’Emilia-Romagna – StOrCal Stazione Ornitologica Calabrese – Caretta Calabria Conservation – ARDEA Associazione per la Ricerca, la Divulgazione e l'Educazione Ambientale, Campania – GAROL (Gruppo Attività e Ricerche del Litorale), Lazio – ABM Ambiente Basso Molise – LitorAli, Associazione per la tutela dei Fratino e del suo habitat, Puglia – Mediterraneo No Triv, Basilicata – CDCA Abruzzo APS (Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali) – Salviamo l’Orso, Abruzzo – Coordinamento Tutela Vie Verdi Abruzzo – Rewilding Apennines Lazio – ARCI Comitato Chieti e Vasto – Legambiente Circolo di Barletta – ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) Sezione di Barletta – Fondazione Cetacea Onlus, Rimini – Parents For future, Sezione di Verona – FoCE Forum Civico Ecologista, Vasto – GFV Gruppo Fratino Vasto – Comitato per la Salvezza della Pineta di Viareggio – Gruppo Cittadini volontari e attivisti per l’Ambiente, Ladispoli e Cerveteri – CO.RI.TA. Comitato Rimboschimento Città di Taranto – Museo Laboratorio della Fauna Minore del Parco Nazionale del Pollino – Associazione Interpolis – Associazione Paliurus, Pineto – Retake Mola di Bari