Intervista a Dottoressa Gabriella Meo
Garante per la Tutela degli Animali per il Comune di Parma
gabriella meo
in foto: Gabriella Meo

Origini romane, ma vive a Parma da ormai 30 anni e da altrettanti è impegnata nella tutela degli animali a livello personale e istituzionale. Gabriella Meo è la nuova Garante per la tutela degli animali del Comune di Parma, la figura incaricata di fare da ponte tra il Comune e le associazioni che si occupano di tutela animale, la prima di questo genere per la città amministrata dal sindaco Federico Pizzarotti. Di professione insegnante di scuola superiore, per i prossimi tre anni si occuperà di vigilare sulla corretta applicazione delle norme contenute nel regolamento sul benessere animale comunale e di raccogliere segnalazioni su problemi e necessità.

Il Comune di Parma aveva pubblicato il bando per l’individuazione del Garante il 13 aprile 2021. Tra i requisiti richiesti per fare domanda, «riconosciuta e comprovata esperienza nell’ambito della tutela e dei diritti degli animali, così come la competenza e la professionalità su questo argomento. Il Garante degli animali sarà una figura di raccordo tra il Comune e il territorio – aveva spiegato l’assessora al Benessere Animale Nicoletta Paci  – il bando per la selezione dell’incarico è il compimento di un percorso avviato con numerosi confronti con altre realtà importanti che ne hanno già previsto l’istituzione e che, con successo, supporta l’amministrazione nella tutela degli animali e con l’analisi dei bisogni del nostro territorio».

Fra i compiti riconosciuti, oltre alla vigilanza e al monitoraggio, anche quello di assumere iniziative a favore della tutela degli animali presenti in città e di promuovere attività culturali ed educative per sensibilizzare i cittadini sui temi della tutela degli animali, anche per favorire la conoscenza delle norme. Meo, attivista ecologista fin dai primi anni ’80, è stata assessora all’Ambiente del Comune di Parma dal 1989 al 1990, presidente del Parco dello Stirone dal 2008 al 2010, e poi assessora ai Parchi ed alla Tutela della Biodiversità e Turismo della Provincia di Parma e consigliera Regionale dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna 2010 – 2015. Oggi fa parte del consiglio direttivo del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano ed è membro del consiglio direttivo della Lipu. A Kodami ha raccontato qualcosa in più sul ruolo che andrà a ricoprire per i prossimi anni.

Quali sono le competenze della Garante degli animali?

Quella del Garante per gli animali è una figura nuova per il Comune di Parma, è stata appena istituita, quindi bisogna vedere alla prova dei fatti come funzionerà. Il Comune di Parma inserisce la figura del Garante nel regolamento per il benessere animale che ha approvato qualche mese fa e che ha cambiato in modo radicale all’interno di un percorso fatto con i vari portatori di interesse, e dunque associazioni, strutture, consiglieri e commissioni. Il Garante si assicura che queste norme, votate dal Consiglio comunale, vengano applicate.

Come è arrivata a questa nomina, e che tipo di interlocuzioni ha avuto con il Comune di Parma?

È stato un percorso molto partecipato e sofferto, perché sono argomenti che generano oltre che attenzione anche emotività e molta risolutezza da chi è abituato a occuparsi di animali. La città di Parma segue con molta attenzione le questioni animali, determinando le buone pratiche e i buoni comportamenti per la convivenza. Penso per esempio al divieto di tenere i cani alla catena, una norma cui iniziai a lavorare io quando ero consigliera. Il mio mandato dura tre anni ed è a titolo gratuito, il mondo dell’associazionismo mi ha fatto riflettere sull’importanza di partecipare in prima persona a questo percorso. Non sarò il poliziotto della situazione, ma mi assicurerò che le norme non passino inosservate, e sarà mia cura anche sottolineare le cose che non vanno.

Su cosa si concentrerà durante il suo mandato?

Oltre che sul rispetto delle norme inserite nel regolamento, per la mia formazione derivante dai tanti anni nella Lipu, mi concentrerò sullo sviluppo della cultura e della conservazione della biodiversità in città, con particolare attenzione alle potature e all’uso e alla gestione del verde. Deve entrare nella testa della persone, per esempio, che non si può potare quando ci sono i nidi. Questa concezione deve diventare una cosa normale e non il frutto della polemica della situazione singola. Serve un cambiamento culturale, bisogna far arrivare il messaggio che la città non è solo degli uomini, ma appartiene a tutti gli essere viventi che la abitano, domestici e selvatici.

Quali sono le principali tematiche da affrontare in una città come Parma, sul tema degli animali, e quali le principali problematiche? 

Sicuramente gli abbandoni e le rinunce di proprietà. La prima cosa da fare è implementare le campagne di sterilizzazioni e di chippatura. Oggi gatti e cani saturano le strutture già a metà estate, e c’è un’emergenza che riguarda anche i conigli, animali che entrano nelle famiglie come pet e poi vengono abbandonati o portati in struttura. Bisogna lavorare alla gestione delle strutture di accoglienza del territorio,e per farlo servono ovviamente più fondi, che non possono essere marginali.

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