A cura di Eva Fonti
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Medico Veterinario

La primavera è arrivata, le temperature stanno aumentando ed è ritornata la voglia di trascorrere giornate all'aperto insieme ai nostri animali. Non bisogna dimenticare, però, che in questo periodo dell'anno ritornano anche alcuni pericoli per cani e gatti: pulci, zecche, processionaria, leishmania, ma anche il rischio di ingerire piante tossiche, che possono trasformare una bella passeggiata sotto il caldo sole primaverile in un incubo. Vediamo insieme a cosa dobbiamo fare attenzione.

Pulci e zecche

Basta un lieve rialzo delle temperature e qualche bella giornata di sole per far sì che le uova di pulci si schiudano e le ninfe delle zecche si attivino, in cerca di un ospite sul quale effettuare un buon pasto di sangue. È tempo dunque di iniziare ad applicare l’antiparassitario, in modo da evitare di tornare a casa con il cane pieno di parassiti.

Soprattutto per chi vive al Centro e Sud, dove le temperature non sono mai troppo rigide, consiglio di effettuare una copertura antiparassitaria tutto l’anno, sia per i cani sia per i gatti che escono. Questo perché entrambi i parassiti possono veicolare delle malattie ai nostri amici, come l’erlichiosi e la borreliosi, oltre che provocare dermatiti e prurito. La scelta di prodotti è vasta e va dai collari, agli spot-on alle pillole. Chiedete sempre consiglio al vostro veterinario su quale sia la prassi più indicata e completa per il vostro animale.

Processionaria

All’apparenza sembra un innocuo “bruco peloso” che cammina scendendo giù dai pini, con cui il cane ma anche il gatto si possono trovare a giocare. Peccato che questo bruco, chiamato processionaria, sia molto pericoloso! Il suo corpo è infatti ricoperto di setole altamente irritanti e caustiche, che possono provocare gravi danni come dermatiti, eritema, vescicole fino anche alla necrosi dei tessuti con cui viene a contatto, in particolare occhi, bocca e lingua. Fate dunque molta attenzione se vedete il vostro cane o gatto anche solo avvicinarsi. La processionaria è un vero e proprio pericolo per la salute anche per l’uomo ed in particolare per  i bambini che giocano nei parchi.

Leishmania

La leishmaniosi è una malattia provocata da protozoi ed è veicolata dalla puntura del flebotomo o pappatacio quando effettua il pasto di sangue sull’ospite. La leishmania è una zoonosi, cioè una patologia che interessa anche l’uomo, motivo per cui c’è un impegno a livello mondiale per arginarla. È una piaga che affligge da anni i cani del Centro-Sud Italia, ma che si è diffusa anche al Nord e recenti studi hanno evidenziato che probabilmente interessa anche i gatti. Può provocare dermatite forforacea, formazione di croste e anche insufficienza renale, anemia, zoppia vagante e uveite, fino alla morte.

È fondamentale dunque effettuare un'adeguata protezione, in modo da evitare che il pappatacio possa pungere e dunque infettare e trasmettere la malattia. Utili per questo sono i repellenti a base di permetrina o deltametrina e anche altri piretroidi. Fate attenzione però ad usarli solo per il cane, perché sono tossici per i gatti.

Filaria

La Filariosi cardiopolmonare è una malattia parassitaria diffusa in tutta Italia, che colpisce il cane e meno frequentemente il gatto. Il parassita responsabile è Dirofilaria immitis, che allo stadio adulto è un verme di aspetto filiforme lungo fino a 15-25 cm, che vive nelle arterie del polmone del cane e del gatto. La malattia si trasmette attraverso la zanzara, che pungendo un cane malato assume le larve prodotte dalle femmine adulte. Le larve maturano all’interno dell'insetto e vengono poi trasmesse ad un altro cane o gatto che viene successivamente punto. La trasmissione della malattia può avvenire tutto l’anno ma primavera, estate e soprattutto inizio autunno sono i periodi maggiormente rischiosi. La prevenzione consiste nella somministrazione di farmaci che uccidono le larve eventualmente inoculate e deve essere mantenuta per 12 mesi l’anno, oltre nell'utilizzo di idonei repellenti.

Piante tossiche

Anche la fioritura di piante potenzialmente tossiche mette in pericolo i nostri compagni di vita, che spesso per gioco le mordicchiano ed ingeriscono. Le conseguenze possono andare da una semplice dermatite fino a vomito e diarrea, ma possono anche provocare epatite acuta e morte.

Dovete fare attenzione alle bulbose, all’ortensia, la mimosa, ma anche gelsomino, primule e anemoni e soprattutto alla Cycas. Di quest'ultima tutte le parti della pianta sono velenose, ma i semi o "noci" contengono la maggiore concentrazione di tossine. In caso di ingestione accidentale, contattate subito il vostro veterinario.

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, le indicazioni date dal veterinario di riferimento.