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Etologa

Le zanzare sono una famiglia di insetti appartenente all'ordine dei ditteri, un raggruppamento di insetti che comprende oltre 12 mila specie e di cui fa parte ad esempio anche la mosca comune. La famiglia delle zanzare comprende circa 3500 specie ed è caratterizzata da un apparato boccale (presente solo nelle femmine) attraverso il quale gli insetti possono pungere l'uomo e altri animali per trarre il nutrimento indispensabile per la maturazione delle uova. Proprio il fatto che molte specie di zanzare siano ematofaghe la rende una famiglia di insetti particolarmente importante nella vita degli animali umani e non umani dal punto di vista medico sanitario.

Alcune specie sono particolarmente pericolose, come la Aedes aegypti, originaria dell'Africa e diffusa nelle zone tropicali, è portatrice di malattie come: dengue, chikungunya, febbre gialla e della malattia Zika. Le zanzare del genere Culex invece sono le specie che raggiungono le dimensioni maggiori; possono trasmettere la malattia chiamata West Nile Fever e sono i vettori della filaria nel cane e, meno frequentemente, nel gatto. La specie Aedes albopictus, inoltre conosciuta anche come zanzara tigre, è oggi considerata uno dei principali insetti invasivi del nostro paese.

Come è fatta una zanzara

Il corpo delle zanzare è suddiviso in 3 parti: il capo, il torace e l'addome. Dal capo partono le antenne e l'apparato boccale, il quale è suddiviso a sua volta in due mandibole, due mascelle, una faringe, un labbro superiore e un labbro inferiore. Proprio attraverso questo apparato, l'insetto punge le sue vittime. Dal torace partono invece 3 paia di zampe e 2 di ali: le prime sono più grandi e vengono utilizzate per il volo, mentre le seconde sono di dimensione inferiore e fungono da bilanciere. La parte posteriore del corpo, l'addome, è suddiviso in dieci anelli (detti uriti) che si differenziano tra maschi e femmine.

Come avviene la puntura di zanzara

Aedes aegypti mentre punge
in foto: Aedes aegypti mentre punge

Quando l'insetto si posa sulla pelle della propria vittima, perfora con gli stiletti raggruppati tra loro e ripiega il labbro inferiore come un gomito. Una volta che il capillare è stato raggiunto, con l'utilizzo della pre faringe viene inserita la saliva (vera e propria causa del prurito) la quale ha una funzione anticoagulante. A questo punto, grazie al labbro superiore riesce a pompare il sangue verso il capo aspirandolo con il supporto degli stiletti. Il sangue viene poi depositato in una parte del sistema digerente (detto mesenteri) e verrà in seguito trasformato in amminoacidi che serviranno per la maturazione delle uova.

Fungendo la puntura da nutrimento per le larve, la femmina continua finché non raggiunge la quantità necessaria per il loro sostentamento. Difficile individuare il numero preciso di punture che una zanzara può effettuare durante il ciclo riproduttivo, perché dipende molto dalla singola specie, ma si può dire che in una notte può pungere una sola volta o raggiungere anche le 8-9 punture.

La vita della zanzara

Questi insetti sono detti "olometaboli", ovvero si tratta di animali che presentano diversi stadi vitali: uovo, larva (suddivisa in 4 fasi d'età), pupa e adulto. Le uova di zanzara vengono deposte in acqua e una volta schiuse ne fuoriescono le larve, le quali si nutrono di materiale biologico e alghe fino all'evoluzione in pupe, le quali rimangono legate all'ambiente acquatico fino al cosiddetto sfarfallamento, ovvero la trasformazione in adulti. Le prime tre fasi della vita delle zanzare durano 1 o 2 settimane, mentre la durata della vita adulta dipende dalla specie.

Come muoiono le zanzare?

Le zanzare pungono per nutrirsi, non per difendersi, quindi non muoiono dopo aver punto, come accade alle api e ad altri insetti. Alcune zanzare  possono vivere anche diversi mesi, mentre altre non superano le 2 o 3 settimane. Durante i mesi più caldi la zanzara ha un ciclo riproduttivo che dura pochi giorni e proprio per questo motivo le infestazioni di questi insetti si possono sviluppare anche molto rapidamente. Il ciclo viene poi sospeso nei mesi invernali, ma non nelle zone tropicali, dove sono invece attive per tutto l'anno.

Riproduzione

Sebbene la zanzara si accoppi con diversi maschi, solo il primo insemina la femmina, in quanto, durante l'accoppiamento, esso emette una sostanza mucosa che impedisce ai successivi maschi di raggiungere la spermateca, ovvero la zona del corpo della femmina dove vengono conservati i germi maschili necessari per la fecondazione delle uova.

Proprio a seguito dell'accoppiamento, la femmina cerca di pungere le sue vittime, in modo da far maturare le uova prima della deposizione, al termine della quale potrà cominciare nuovamente il ciclo riproduttivo.

Habitat e distribuzione

Larve di zanzare a diversi stadi di sviluppo e una pupa (a destra) in acqua
in foto: Larve di zanzare a diversi stadi di sviluppo e una pupa (a destra) in acqua

Questi insetti sono distribuiti in tutte le regioni del mondo, tranne l'Antartide, l'Islanda e alcune isole con climi molto rigidi, polari o subpolari. Nei climi temperati come quelli del centro Europa, le zanzare sono attive soprattutto nei mesi estivi, mentre in alcune zone tropicali dove le temperature rimangono costanti tutto l'anno e vi è un tasso di umidità superiore, questi insetti rimangono attivi tutto l'anno. Durante l'inverno temperato entrano in una sorta di letargo chiamato "diapausa" dal quale escono nel momento in cui le temperature tornano a salire e le ore di luce aumentano. Durante la diapausa la zanzara non ha necessità di nutrirsi e sopravvive senza pungere fino al ritorno della bella stagione. Alcune specie trascorrono l'inverno nella fase adulta, mentre altre, come le zanzare tigre, originarie del Sud Est asiatico ma sempre più diffuse nei climi temperati, vivono i mesi più freddi sotto forma di "uova dormienti".

Esiste un'unica specie in grado di passare i mesi invernali in qualunque stadio di sviluppo, ovvero la Culex molestus, particolarmente diffusa in Europa.

L'habitat ideale per questa specie è rappresentato da zone ricche di acque stagnanti o di vegetazione in grado di rallentare il flusso idrico, creando così aree umide protette dove gli insetti depositano le uova. I luoghi in cui l'acqua rimane stagnante per il tempo sufficiente per la schiusa delle uova sono però spesso insospettabili: basta lasciare la ciotola del cane fuori dalla porta senza cambiare l'acqua per qualche giorno, oppure sottovalutare l'importanza del ricambio di acqua nelle fontane per causare la formazione di alghe superficiali e dare il necessario riparo alle larve per sviluppare un'infestazione. Grandi raccolte d'acqua come le risaie, le vasche per l'approvvigionamento idrico delle coltivazioni e i depositi di rifiuti rappresentano il luogo più  ideale per la proliferazione di questi insetti. Anche i fusti d'acqua abbandonati o gli pneumatici lasciati nelle cantine e nei garage con circolo di aria, possono rappresentare rifugi per questi animali, le cui uova sono in grado di resistere anche alle basse temperature

Predatori delle zanzare

La presenza di alcune specie di animali all'interno dell'areale di distribuzione delle zanzare, può ridurne il numero anche molto rapidamente. Le zanzare adulte ad esempio, fungono da nutrimento per i pipistrelli e per alcuni uccelli insettivori come le rondini. Per quanto riguarda l'eliminazione delle larve di zanzara, alcune specie di pesci (in particolare Gambusia holbrooki, anche detto Mosquitofish, e Aphanius fasciatus) si nutrono proprio questi insetti nella fase larvale, ovvero quando vivono sotto la superficie dell'acque. Bisogna però sottolineare che nessun animale si nutre unicamente di zanzare e l'introduzione da parte dell'uomo di specie alloctone all'interno di un ecosistema, seppure con l'obiettivo di controllare la presenza di questi insetti, mostra più limiti che benefici.

Purtroppo Gambusia holbrooki e Aphanius fasciatus sono poco presenti in Italia, soprattutto a causa dell'utilizzo di pesticidi introdotti a partire dal secondo dopo guerra e diffusi anche nelle acque. Secondo uno studio condotto dall'Institute of Marine Biology della National Taiwan Ocean University e pubblicato nel 2006 su Zoological Studies, anche i gechi e la maggior parte di rane adulte mangiano zanzare, sebbene sia necessario sottolineare che queste ricerche sono state condotte quasi sempre in ambienti riprodotti artificialmente.

In alcune zone dell'Honduras inoltre, per il controllo delle larve di zanzare è stata utilizzata anche la tartaruga dalle orecchie rosse (Trachemys scripta), e il risultato è stato anche in questo caso efficace, ma anche le tartarughe, in caso di disponibilità alimentari alternative riducono il consumo di zanzare e inoltre, hanno la possibilità di allontanarsi anche molto dalla zona di rilascio, rendendo così inefficace l'intervento di reintroduzione.

La zanzara e l'uomo

La zanzara rappresenta un reale rischio per l'uomo ed è infatti considerata uno degli animali più pericolosi al mondo per via dei numerosi patogeni che può  trasmettere con le sue punture. Dengue, West nile, Zika, febbre gialla e Chikungunya, sono tutte patologie virali pericolosissime per l'uomo trasmesse da questi insetti. La malaria inoltre è un'infezione causata da un parassita trasmesso dalle zanzare Anopheline che ancora oggi causa circa 219 milioni di casi in tutto il mondo, i quali si trasformano in più di 400mila decessi l'anno, soprattutto nei bambini di età inferiore ai 5 anni. Con l'aumento delle temperature medie causate dal cambiamento climatico, questa specie e di conseguenza le gravi patologie che può trasmettere all'uomo diventeranno sempre più diffuse anche nei mesi invernali e proprio per questo motivo è importante continuare a svolgere ricerche riguardo la prevenzione e la protezione.

Un team dell’Università della North Carolina State University ha da poco pubblicato uno studio sulla rivista Insects dove mostra un modello matematico che prevede le fibre tessili resistenti alle punture di zanzara e la Vectore Textiles, una Start up statunitense, è già pronta per realizzare questo tipo di abbigliamento e venderlo negli Stati Uniti.