A cura di Eva Fonti
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Medico Veterinario

La processionaria è la forma larvale o bruco di una falena che terminati i mesi invernali scende dai nidi che ha costruito sui pini come protezione al freddo per completare la metamorfosi. La processionaria deve il suo nome al caratteristico modo in cui gli insetti si dispongono in fila indiana alla ricerca di cibo sul terreno che ricorda appunto una processione, ed è proprio questo il momento in cui queste larve diventano pericolose per i nostri animali ma anche per noi ed i bambini! La processionaria è infatti ricoperta di peli urticanti il cui contatto con la pelle o le mucose o la congiuntiva provoca una forte irritazione, dolore, arrossamento con la comparsa di bolle e vescicole fino anche a provocare necrosi dei tessuti.

Cos'è la processionaria e perché fare attenzione

La processionaria diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo è un insetto apparentemente all'ordine dei lepidotteri. Alla forma larvale è un bruco lungo 1-3 cm, di colore verde-brunastro, con numerosi peli urticanti sulla cute. La processionaria del pino è un insetto altamente distruttivo poiché provoca il defogliamento dei pini sui quali si rifugia allo stadio larvale in inverno costruendo dei nidi sericei intessuti appunto tra gli aghi dei pini. Al risveglio le larve si nutrono voracemente degli aghi dei pini, ed una volta raggiunta la maturità in primavera scendono sul suolo componendo delle file lunghe diversi metri per continuare a cibarsi e si incrisalidano in bozzi nel terreno fino poi completare il loro sviluppo con la metamoforsi in falene o “farfalle triangolari”.

È assai pericolosa per i cani, ma anche cavalli e gatti, che mangiucchiando l’erba possono ingerire le larve urticanti. Inoltre i bruchi camminando sul terreno diventano un invitante gioco per i nostri animali fino a quando non ne vengono a contatto con esiti poi drammatici.

Sintomi da contatto con la processionaria

Dolore, lacrimazione, gonfiore, salivazione e forte malessere: sono solo alcuni dei sintomi iniziali che potete notare nel vostro animale nel momento in cui viene a contatto con la processionaria. A causa delle setole urticanti che ricoprono il corpo del bruco se il muso del vostro animale viene a contatto con esse, perché magari incuriosito dal loro movimento e vuole annusarle o peggio ancora addentarle o leccarle i danni, possono essere quasi mortali.

Da subito pelle, mucose o congiuntiva oculare andranno incontro ad eritema, dolore, rossore, ci potrà essere salivazione se il bruco è venuto a contatto con la bocca, si formeranno delle vescicole, potranno poi sopraggiungere disturbi gastroenterici come vomito e diarrea, febbre, oltre che mancanza di appetito e se le setole vengono a contatto con gli occhi anche cecità. Dopo qualche giorno l’area venuta a contatto con le setole urticanti può andare in necrosi e non è raro vedere qualche cane a cui manca un pezzo di lingua andata appunto  in necrosi per il contatto con la processionaria! Motivo per cui si attua una vera e propria lotta contro questo lepidottero, soprattutto nei parchi e nei giardini frequentati da bambini e animali.

Come proteggersi dalle processionarie

Tipico nido di processionaria su nido
in foto: Tipico nido di processionaria su nido

Esistono dei veri e propri decreti per la lotta alla processionaria poiché oltre che per gli animali rappresenta un grave rischio per l’uomo ed i bambini. Gli interventi di controllo dell’insetto, previsti dal   D.M. 30 ottobre 2007, sono obbligatori qualora ci siano rischi per la sopravvivenza delle piante o per la salute delle persone.

Vanno identificate le aree a rischio e gli alberi infestati dai nidi, facilmente riconoscibili perché sembrano intessuti di fili biancastri quasi fossero ovatta. Fate attenzione perché alcuni tipi di processionaria possono infestare oltre che i pini anche le querce e i cedri, i faggi e le betulle.

La lotta meccanica consiste nel togliere manualmente dalla pianta infestata i nidi di processionaria ed è consigliabile quando l’infestazione coinvolge poche piante in orti o giardini. Tale operazione viene svolta solitamente in inverno/primavera, prima che le larve siano uscite dal nido, con l'ausilio di scale e troncarami. Durante il prelevamento dei nidi è necessario vestirsi in modo adeguato per evitare il contatto con i peli urticanti. È assolutamente vietato depositare rami con nidi di processionaria nei contenitori destinati alla raccolta stradale dei rifiuti perché se ne può favorire la dispersione in altre aree. I rami con i nidi di processionaria devono essere bruciati con le dovute cautele.

La lotta microbiologica è attualmente il metodo di intervento più utilizzato e consiste nell'impiego dell'insetticida biologico Bacillus thuringiensis kurstaki (Btk). Il Bacillus thuringiensis è un batterio che, colpita una larva di lepidottero la paralizza danneggiando i centri nervosi. Tale insetticida colpisce solo alcune specie di insetti, dunque non risulta pericoloso per la biodiversità della zona dove il trattamento viene effettuato e non ha alcuna attività su altri organismi animali quindi non è tossico per l’uomo. I prodotti in commercio vanno diluiti con acqua, secondo le indicazioni e secondo lo stadio di accrescimento della larva. È preferibile eseguire il trattamento nelle ore serali in quanto l’insetticida è sensibile ai raggi ultravioletti e alle alte temperature. L’attività insetticida si manifesta dopo 3 o 4 giorni dal trattamento e a causa della modesta persistenza può essere utile ripetere il trattamento dopo 10 o 12 giorni.

Infine esistono dei presidi a forma di imbuto o collare di plastica che vengono posti attorno al tronco in modo da bloccare le larve durante la discesa e poterle distruggere prima che vadano al suolo.

Cosa fare in caso di contatto con la processionaria

Consiglio di chiamare immediatamente il veterinario e nel frattempo sciacquate subito la zona venuta in contatto con le setole per provare a toglierle, facendo attenzione a non venirne a contatto voi! il vostro veterinario poi in base al danno e alla sintomatologia vi prescriverà la terapia idonea. Saranno necessari degli antinfiammatori e degli antibiotici adatti e probabilmente delle pomate o gel da applicare sulle lesioni. In caso di ingestione o forte sintomatologia gastroenterica o shock può essere necessario il ricovero con una adeguata reidratazione del paziente.

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