A cura di Eva Fonti
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Medico Veterinario

Marzo è un mese che inizia a farci sognare: arriva la primavera e con essa iniziano nuove fioriture. Ma spesso i fiori nascondono insidie che non ci aspetteremo, per noi ma anche per i nostri animali. Alcuni infatti contengono delle sostanze tossiche e nocive, fino ad essere anche fatali per i nostri pet. Conoscere quali sono i fiori pericolosi è importante per mettere in sicurezza i nostri balconi e giardini, soprattutto se il nostro amico a quattro zampe ha l’abitudine di mangiucchiare foglie e piante.

Spesso sottovalutiamo il fatto che per i nostri animali domestici vederci manipolare terra e piante crea degli stimoli sensoriali visivi e olfattivi importanti, che li spingono ad esplorare il nuovo lavoro fatto in giardino invogliandoli a scavare e mordicchiare e allo stesso modo la fioritura di una pianta crea una novità stimolante. La tossicità è sempre proporzionale al quantitativo ingerito e alla mole dell’animale oltre che ad una suscettibilità individuale, quindi la sintomatologia può variare da soggetto a soggetto.

Iniziamo l’elenco con i tulipani: contengono tossine nei bulbi, quindi fate attenzione soprattutto se il vostro animale ha l’abitudine di dissotterrare oggetti o scavare, potrebbe prendere per un gioco il fatto che abbiate sotterrato i bulbi e se incidentalmente li ingerisse potrebbe incorrere in seri problemi gastroenterici di solito non fatali.

Bulbose

Come per i tulipani stesso discorso vale per tutte le bulbose che in marzo vivono il loro momento di splendore come i giacinti, crochi, narcisi, calla, fresia, scilla, iris, anemone e mughetto. Quest’ultimo è tossico in ogni sua parte, quindi bisogna fare attenzione anche alle foglie e fiori, l’ingestione potrebbe essere anche fatale per un gatto.

Mimosa e acacia

Abbiamo poi la mimosa, pianta simbolo del mese di marzo: nasconde come l’acacia una fitotossicità a cui prestare attenzione per i nostri animali domestici. Se ingerita può provocare severi disturbi gastroenterici. L’odore pungente ed il fatto che arricchiscono molti vasi di fiori sulle nostre tavole in questo periodo sono un forte stimolo invitante, in particolare per i gatti notoriamente curiosi e propensi a mangiarne foglie e fiori come farebbero con l’innocua erba gatta.

Dalle primule al glicine, le piante pericolose per cani e gatti

Altri fiori a cui prestare attenzione se abbiamo in casa cani curiosi e gatti sono le primule dall’inconfondibile colore giallo che possono provocare dermatiti da contatto con arrossamento e prurito, vomito ed altri sintomi gastroenterici se ingeriti. Stesso discorso vale per gli anemoni, le calendule e le violette. Infine fate attenzione anche alla fioritura di gelsomino e glicine allo stesso modo fitotossiche se ingerite.

Nel caso in cui notiate subito l’ingestione accidentale della pianta, vi consiglio di far vomitare immediatamente l’animale, sciacquargli la bocca con acqua fresca, e contattare immediatamente il vostro veterinario.

Se invece è passata qualche ora dall’assunzione consiglio sempre di avvisare il veterinario, e nel frattempo monitorare l’animale. Potreste notare salivazione profusa, vomito, diarrea anche con tracce di sangue, tremori, dolore addominale, abbattimento, inappetenza. Come vi ho già accennato la sintomatologia, la gravità e l’eventuale exitus fatale dipendono non solo dal tipo di tossico ma anche dalla quantità ingerita in proporzione alla mole dell’animale.

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