C’è una Regione in Italia che più di altre paga il prezzo del randagismo: la Calabria. Secondo il rapporto Lav 2018, sono circa 15.000 i cani detenuti in canili e rifugi. Questa volta a dare una mano al mondo del volontariato e alle istituzioni per debellare quello che è uno dei drammi della Regione, ci pensa l’associazione Save the Dogs, che porterà il progetto “Non uno di troppo” iniziato in Campania anche lì. Nel dettaglio, ci saranno due percorsi: uno a Cosenza e sui monti della Sila, l’altro in Provincia di Crotone, che cercheranno di invertire la tendenza.

«La nostra idea era quella di ampliare i progetti che stiamo seguendo in Italia. Dopo due anni di lavoro in Campania, sul litorale Domizio, abbiamo scelto la Regione da cui abbiamo ricevuto più richieste di aiuto dalle associazioni locali e che è in condizioni più disastrate – spiega a Kodami Sara Turetta, presidente di Save The Dogs, protagonista della nostra videostoria in cui ha raccontato proprio l'esperienza nel napoletano – La situazione è critica: da una parte c’è una mala gestione dei cani di pastori e cacciatori (con un problema macroscopico sulla Sila) e dall’altra ci sono canili che hanno migliaia di cani rinchiusi».

I cani randagi in Calabria

Il fenomeno del randagismo in Calabria non si riesce a arginare. In un solo anno, nel 2019, sono state 1.492 le adozioni effettuate, specie verso il Nord Italia. Il lavoro instancabile delle associazioni di volontariato non basta però a contenere i numeri e pesa l'assenza delle istituzioni che sono preposte all'applicazione della legge. In un solo anno ammonta a circa 20 milioni di euro la spesa stimata per il mantenimento delle strutture e per i risarcimenti a carico delle Asl per gli incidenti che vengono purtroppo causati dai cani. Nel crotonese ci sono canili che, secondo le analisi degli animalisti, contano anche più di 2.200 ospiti. Dei 15.000 randagi calabresi, 5.000 sono solo nel Crotonese.

Cosa fa Save The Dogs per il randagismo

Le azioni concrete promosse dal programma Save the dogs includono la sterilizzazione e l’iscrizione in anagrafe degli animali, la mappatura dei cani vaganti e iniziative di sensibilizzazione per educare i proprietari degli animali. Ma non c’è solo questo. Spiega Turetta come sia essenziale «creare una rete di collaborazione con le diverse realtà locali». La sfida calabrese di Save the Dogs viene accolta grazie a due partner: l’associazione Amici animali Fef, che opera in Provincia di Cosenza e sulla Sila, e l’associazione Oasi Argo, attiva in Provincia di Crotone.

Nella Sila ci sarà il primo programma di mappatura e censimento dei cani vaganti realizzato in Calabria. «Abbiamo un compito estremamente importante perché per la prima volta in Calabria si creerà una banca dati articolata e costantemente aggiornata sui cani vaganti di un determinato territorio. L’App a nostra disposizione ci permette, infatti, di raccogliere numerose informazioni utili come le caratteristiche morfologiche dei cani, l’età, lo stato riproduttivo, la dislocazione sul territorio con la geolocalizzazione e di estrapolare statistiche in tempo reale. E’ un primo importante passo per ovviare alla mancanza di dati che abbiamo in tutta la Regione; solo la corretta conoscenza del fenomeno nel nostro territorio ci permetterà di pianificare interventi e azioni ad hoc», spiega Nuvola Naccarato, presidente di Amici Animali Fef.

L'applicazione che Turetta ha scelto per il censimento e il monitoraggio è stata sviluppata dall'associazione Stray Dogs International Project che si occupa di studiare i cani liberi e fornire, appunto, una consulenza scientifica e basata sull'attenzione al rapporto tra la popolazione umana e canina sul territorio e alla collaborazione finalizzata a una corretta convivenza tra le specie. Uno strumento particolarmente efficace per un'analisi razionale che consenta ai volontari e agli enti locali di poter prendere decisioni in base a dati corretti e che, proprio in Calabria, aiuterebbe tanto anche i Comuni che vogliono davvero affrontare il fenomeno del randagismo con attenzione al benessere animale e a quello dei cittadini.

Sterilizzazione e microchippatura sono una priorità

Nel progetto sono stati inseriti i programmi di sterilizzazione e microchippatura gratuita per 200 cani, randagi e di proprietà, grazie alle collaborazioni con due studi veterinari che sono stati inseriti nel progetto. Per Caterina Semerano, di Oasi Argo, «la sterilizzazione e la microchippatura sono una priorità e l’unica forma di prevenzione al randagismo. Per questo è stata avviata una campagna di sensibilizzazione verso i possessori di cani di proprietà sulla consapevolezza delle adozioni responsabili a partire proprio dalla sterilizzazione poiché il randagismo si alimenta soprattutto con gli abbandoni. Bisogna evitare cucciolate indesiderate e che i cani vaganti, che siano randagi o semplicemente lasciati liberi dai loro proprietari soprattutto nelle aree rurali, si riproducano alimentando un fenomeno a noi tristemente noto».

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