Abbiamo appena festeggiato l’anno nuovo ed è già tempo di parlare del Festival di Sanremo che andrà in onda da martedì 1 febbraio a sabato 5 febbraio 2022. E, ovviamente, con l’avvicinarsi della data di inizio, da ogni parte arrivano le prime indiscrezioni su chi accompagnerà sul palco Amadeus, riconfermato nuovamente conduttore.

E proprio in queste ore si è appreso che una delle co-conduttrici sarà Maria Chiara Giannetta, l’ormai famosa protagonista della serie Blanca, in cui interpreta una non vedente in grado di risolvere intricati misteri grazie all'aiuto della mitica Fiona, un Bulldog Americano di quasi 4 anni, pelo chiaro, occhi color ghiaccio, assistente fedele di Blanca e che nella fiction si chiama Linneo proprio come nei libri di Patrizia Rinaldi da cui è liberamente tratta la serie.

Ma come sta Fiona dopo l’esperienza del cinema e dopo essere stata comunque lontana per parecchio tempo dal suo pet mate? Lo racconta a Kodami Marco Straccia, il compagno umano nella realtà del cane della fiction: «Sta benissimo ed è tornata a casa felicissima».

«Ancora adesso quando rivede Carolina (la dog trainer che l’ha trasformata in “attrice”, ndr) impazzisce di gioia. Chiaro, a noi mancava tantissimo e dopo le riprese, quando rientrava a casa la sera, ci faceva feste infinite e anche noi a lei. Ma la cosa bella era che, la mattina quando la venivano a prendere, riempiva di feste anche Carolina e il suo assistente. Fiona è una dormigliona incredibile, dorme fino alle 11 a volte, invece in quel periodo sentiva il citofono e si buttava giù dalla cuccia iper attiva».

Una popolarità giunta all’improvviso, per la bellissima Fiona che è arrivata nel cast di Blanca grazie a Carolina Basile, addestratrice cinofila nonché animal trainer, ovvero colei che si è occupata di trasformare il cane in attore per la fiction.

«Con Carolina ci eravamo conosciuti qualche anno fa e quando aveva visto Fiona l’aveva subito inserita tra i possibili “attori” che la sua società (la "Dog Studios” che dal 2018 addestra gli animali per le produzioni cinematografiche, ndr) anche se poi non era mai stata scelta, immagino per la razza. In questo caso, invece, il regista cercava proprio un tipo speciale, un po’ diverso dal classico e Fiona è parsa perfetta» continua Straccia.

Fiona in due mesi ha dovuto imparare molte cose: «Carolina ha fatto un lavorone, perché Fionasu alcune era già preparata, perché quando l’ho adottata mi sono documentato molto sull’educazione cinofila, su come stabilire una corretta relazione con il cane e anche su come insegnare alcuni trick, naturalmente per gioco.  Io peraltro faccio l’osteopata ma la passione per i cani, e soprattutto per questo cane, è tantissima. Del resto è una razza che va conosciuta profondamente, può diventare molto impegnativa e io volevo che Fiona potesse venire con me ovunque. Devo dire la verità, però, non è stato difficile perché lei per un premietto farebbe di tutto».

E c’è da dire che il risultato è stato davvero incredibile, soprattutto per quel che riguarda il rapporto nato tra il cane e la protagonista. Una relazione riuscita perfettamente tanto che, come ammesso dalla stessa Maria Chiara Giannetta qui su Kodami, dopo questa prima esperienza di stretto contatto con un animale per un tempo così lungo, l'attrice si senterebbe pronta a fare l’assistente dog trainer e anche ad adottare un cane. Cosa che purtroppo, però, non potrà fare, almeno al momento, per via del tipo di lavoro che la tiene lontana da casa e sempre molto impegnata.

«Fiona è arrivata in famiglia per caso – conclude Straccia  – Non avevo previsto la razza, sapevo solo che avrei voluto un molosso. Era Pasqua del 2018 ed eravamo nella nostra casa al mare, vicino Roma. I nostri vicini ci hanno chiesto se volevamo un cucciolo di Bulldog Americano e quando tra tutti Fiona ci ha guardato con quegli occhi azzurri nessuno di noi ha saputo resistere. Ci siamo totalmente innamorati».

L'ultima domanda è d'obbligo: ma Fiona salirà anche lei sul palco del Festival di Sanremo con Blanca/Giannetta? «Questo proprio non lo so. Vedremo». Chiaramente noi, come tutti, ce lo auguriamo sempre pensando al benessere del cane e facendo già da ora un invito a chiunque guarderà quel momento sul palco dell'Ariston qualora avvenga: non fatevi prendere dalla voglia di avere un Bulldog americano solo perché vi siete innamorati delle gesta di Fiona: andate a fondo sulle motivazioni di questa razza, valutate le vostre possibilità di accogliere in generale un cane in famiglia e poi decidete. E per chi sarà invece proprio nel teatro sanremese, sarebbe bello se al posto di un sonoro applauso, proprio per rispetto di Linneo, alzaste le mani in alto muovendole leggermente per omaggiare la sua presenza: sicuramente questo la farà sentire più serena e tranquilla in una situazione in cui è molto esposta. Comunque, per ora, vige ancora assoluto riserbo sulla sua eventuale presenza.

Il Bulldog Americano, un cane non per tutti

In Italia la razza Bulldog Americano non è riconosciuta ufficialmente ed è anche poco diffusa. Appartiene alla famiglia dei molossoidi  e pur avendo origini vicine Bulldog inglese, non si devono confondere. Infatti l’americano è molto più massiccio del parente britannico, anche perché ancora oggi lavora nei ranch proteggendo il bestiame.

Per questo ha un’indole di guardiano e non è affatto un cane per tutti. Ha precise esigenze e forti motivazioni, tra le quali quella protettiva, competitiva, possessiva, predatoria, affiliativa e, chi decide di adottarne uno, deve avere consapevolezza, conoscenza del comportamento del cane e tanto senso di responsabilità.

Parlando soprattutto della motivazione protettiva e possessiva, si deve sapere che non esiterà un minuto a proteggere le sue risorse, la sua casa, il suo giardino. Per questo è necessario trovare per lui sempre situazioni tranquille in cui possa sentirsi al sicuro, senza disagi, magari dedicando una stanza in cui potrà riposare senza essere disturbato quando sono previste visite a casa.

Vivere con un Bulldog Americano è una grande responsabilità, non perché sia né pericoloso o aggressivo, ma perché ha bisogno di essere compreso perfettamente. Ci vogliono le competenze giuste e la consapevolezza di come va gestito, chiedendo magari l’aiuto di un educatore. Il bulldog è un cane che va inserito nel contesto adatto per evitare situazioni che se gestite male, possono sfociare in reazioni con conseguenze sgradite.