C'è una nuova coppia funky in tv. Lei è un'agente di polizia non vedente esperta in décodage, ossia l'ascolto analitico di tutti i materiali audio delle inchieste, lui (che in realtà è una lei) è Linneo, all'anagrafe Fiona, un cane guida fuori dai generis e interpretato da una American Bulldog di tre anni dagli occhi di ghiaccio. La tavolozza è servita: i colori pop-fluo di Blanca, le chiazze marroni del suo cane e lo sfondo di Genova.

La nuova fiction fuori dagli schemi, interpretata dall'attrice Maria Chiara Giannetta e da Giuseppe Zeno, è andata in onda il 22 novembre su Rai1 con la prima puntata e ha fatto il boom: con 5 milioni 672 mila telespettatori è record stagionale di ascolti. Protagonista della serie è un binomio donna-cane preparato dall'addestratrice Carolina Basile che è stata accompagnata in questa avventura dal collaboratore Maikol Camilli.

Carolina è un'addestratrice cinofila con vent'anni di esperienza alle spalle nel settore e un compito particolare: far recitare i cani. Lavoro che porta avanti dal 2018, quando ha fondato una società,  la "Dog Studios", con cui, insieme al suo team, ha collaborato con diverse produzioni cinematografiche (la penultima è Petra, sempre girato a Genova).

Carolina cosa fa un animal trainer sul set?

Trasforma i cani in attori e si occupa della preparazione e di quella che è la messa in scena di cani, o altri animali, sempre addestrati insieme al team.

Quale è stato il primo passo per la serie Blanca?

Ho letto la sceneggiatura e, dopo aver fatto dei provini, ho valutato alcuni cani che avevano le competenze per poter svolgere il ruolo di Linneo: un cane estremamente socievole, abituato a stare in diversi ambienti ma soprattutto con una grande motivazione a collaborare con l'uomo in cambio di premi o giochi.

Gli addestratori Maikol Camilli e Carolina Basile
in foto: Gli addestratori Maikol Camilli e Carolina Basile

Perchè hai scelto proprio Fiona per questa parte?

Tutto è nato dalla richiesta del regista (Jan Maria Michelini, ndr) di avere un cane fuori dagli schemi, diverso e speciale, con una certa prestanza fisica ma allo stesso tempo dolce e con un forte rapporto di complicità con la protagonista. Fiona, che grazie al suo umano di riferimento e alla sua famiglia aveva già un'ottima base educativa, ha dimostrato di avere tutte queste caratteristiche.

Da qui è iniziata la preparazione…

Sì, un periodo molto lungo in cui osservo il cane nella sua quotidianità e imparo a conoscerlo. Raccolgo le informazioni e utilizzo le sue caratteristiche naturali sul set, ad esempio come reagisce al suono di un citofono o all'ingresso di un'altra persona in campo. Non tutto, dunque, nasce soltanto perché insegno dei comandi al cane, ma la base fondamentale è che noi creiamo un legame fortissimo con l'animale e questa componente poi ci accompagna sul set.

Su cosa si basa il tuo lavoro?

Tutto l'addestramento per i cani attori si basa sul rinforzo positivo, in modo che il cane viva ogni azione e ogni scena come un gioco.

Dopo il ciak cosa succede?

Lavoriamo in collaborazione con il cane nel rispetto di quello che può fare o meno. La cosa bella è che poi, spesso, è il cane stesso a darti di più di quello che ti aspettavi.

Guardando la serie infatti sembra che Fiona sia il cane di Maria Chiara

Esatto, tra loro c'è una complicità palpabile che sorprende lo spettatore e questo grazie all'attrice che ha fatto davvero amicizia con il cane, passando oltre un mese prima delle riprese tutti i giorni con Fiona e facendo cose normali cioè la passeggiatina al guinzaglio, dandogli la pappa, facendogli le carezze. Anche quando leggeva la sceneggiatura con il regista, io portavo il cane e Maria Chiara le stava vicino. Credo sia la prima volta in tv che c'è un legame così forte con la protagonista ed ecco perché abbiamo impiegato tanto tempo per prepararli, il regista voleva che ci fosse questa sintonia».

Concretamente come avete fatto a dirigere Fiona?

Abbiamo creato una scala di valori e di giochi che venivano usati in base alla difficoltà della scena: è stato accompagnato sempre da almeno due trainer in qualsiasi cosa facesse e aveva sempre una motivazione. Non tutti i cani potrebbero farlo, proprio per questo c'è una lunga preparazione prima e durante la realizzazione del film. Qualsiasi cosa vedrete fare a Fiona è stato preparato e ne vedrete delle belle!

Ci sono state delle difficoltà durante le riprese?

La sfida nella sfida è stato sicuramente il fatto che la protagonista della serie è non vedente, per cui Fiona non poteva avere un contatto visivo diretto con lei quando si girava la scena. Perciò abbiamo dovuto ricostruire tutte le linee di sguardi in modo che il cane avesse sempre un riferimento in me o in uno dei miei collaboratori.

Quale è stata la routine di Fiona sul set?

Proprio come gli attori, arrivava dall'hotel, salutava i suoi colleghi e poi aveva sempre a disposizione il suo camerino dove trovava divano e poltrona proprio come a casa. Qualche operatore le tirava su la copertina e in generale tutti avevano la giusta attenzione per lei.  Al momento di girare la scena noi l'accompagnavamo e rimanevamo sempre presenti, dopo seguivano lunghe pause. Anche la troupe era stata preparata a lasciarle il suo spazio ma devo dire che nel giro di pochi giorni era già diventata la reginetta del set.