Intervista a Maria Chiara Giannetta
Attrice, protagonista della serie "Blanca"

Se non fosse una delle attrici più promettenti del panorama italiano, Maria Chiara Giannetta potrebbe fare l'assistente dog-trainer. Parole sue. L'esperienza sul set di "Blanca" fianco a fianco con il cane Fiona (Linneo nella fiction) ha fatto scattare la scintilla per il mondo degli animali e come già confermato dalla vera dog trainer del set, Carolina Basile, l'attrice ha tutte le carte in regola per diventare una rivelazione anche nel mondo cinofilo.

L'interprete di "Blanca", la serie che racconta la vita di una stagista della questura di Genova esperta in decodificazioni audio perché non vedente, ha passato sette mesi con un American Bulldog di tre anni che nella serie si chiama Linneo anche se è una femmina.

Non è scontato entrare in relazione con un altro individuo, soprattutto quando è di un'altra specie, ma tra loro è andata alla grande. Merito di entrambe: dell'educazione ricevuta da Fiona, del suo carattere e dell'impegno dell'attrice fuori e dentro al set. La loro complicità è palpabile e naturale ma anche dietro a questa interpretazione c'è l'intervento di una professionista, Carolina Basile come detto, e del suo team.

La prova del nove per questa affiatata coppia è in una parola "Abbà", il comando usato da Maria Chiara per far abbaiare Fiona: «Nelle troupe alla fine ci provavano tutti ma Fiona rispondeva solo a me o a Carolina, "Abbà", "Abbà", è diventato così famoso sul set che alla fine ce lo divevamo anche tra attori!».

Maria Chiara avevi già lavorato con una animale sul set?

No, è la prima volta che ho avuto a che fare con un animale almeno così a lungo. Mi era capitato in Don Matteo ma piccole cose senza avere il tempo d'interagire o legare in modo particolare. Con Fiona è stato fatto un altro tipo di lavoro, molto più specifico.

Come è stata la preparazione con Fiona?

Abbiamo iniziato con delle lunghe camminate con la pettorina che si utilizza con i cani guida per non vedenti alla quale Fiona ovviamente non era abituata. Quindi ha dovuto prendere confidenza con questo oggetto e anch'io ho dovuto studiare la posizione da tenere vicino a lei mentre Carolina Basile (la dog trainer, ndr) ci dava indicazioni: quanto stare vicine, cercare di non farmi tagliare la strada da Fiona e altre cose importanti, ma ci siamo trovate subito.

Nel primo episodio Fiona deve difenderti da un'aggressione, come ci siete riuscite?

È stato molto difficile perché è un cane dolcissimo e per niente aggressivo per cui nella scena del serial killer Carolina l'ha fatto prima giocare con un cuscino nero eccitandolo in qualche modo e poi lo ha messo nel gomito dell'attore. Così andava verso il cuscino dando la sensazione che lo azzannasse.

Non ha quindi percepito realmente il pericolo…

No, è come lavorare con i bambini perché non è in grado di capire che sta succedendo qualcosa di brutto, però mi ricordo che dopo quella scena è successa una cosa strana. Dopo che mi ha visto gridare in quel modo, è servito qualche giorno per riconnetterci: mi stava un po' più distante perché è un animale molto sensibile, perciò ho dovuto ricominciare con le coccole e a far capire al cane che non doveva avere paura di me. Probabilmente vedendomi a terra a gridare si era un po' spaventato ma è una cosa normale ed è anche questa la cosa bella del nostro rapporto, che non rimaneva tecnico, della serie: "fa questo e basta che dai il cibo": aveva bisogno di sentirti e viceversa.

Nella vita privata hai degli animali?

No, ho avuto solo dei porcellini d'India perché eravamo quattro figli in casa e mamma ne aveva abbastanza di bestie! Però abbiamo avuto questi animaletti e ce ne siamo sempre occupati tantissimo e poi è arrivata Fiona… Ovviamente è da un po' di tempo che sto pensando di avere un cane ma con il mio lavoro al momento sarebbe molto complicato.

Cosa ne pensi dei "cani lavoratori"?

Non ho mai avuto a che fare con gli animali, non so come vengano addestrati, come lavorino, sta di fatto che se un cane riceve tutto l'amore possibile e può o riesce in qualche modo a fare delle cose, sono a favore. Ad esempio il cane che avevamo sul set di Don Matteo era un vero cane da salvataggio in mare, e quindi ben venga, sono assolutamente pro.

È stato difficile non poter aver un contatto visivo con lei?

Con Fiona si è creato un rapporto che va oltre lo sguardo, è vero che un animale ha bisogno di un contatto visivo a prescindere, ma soprattutto secondo me ha bisogno di quello con una persona; quindi mi sentiva, mi vedeva e rispondeva ai comandi e alle cose che facevamo anche se io non lo guardavo negli occhi. È uno dei rapporti più belli scritti e che funziona a prescindere da tutte le altre cose che avvengono, una parte già completa che si conosce dalla prima puntata e che va avanti nella relazione tra la protagonista e Fiona: sono un'unica cosa.

Come era la vostra giornata tipo?

Arrivavamo sul set, ci salutavamo e ogni giorno improvvisavamo in base alla narrazione. C'era la scena in cui Fiona doveva stare al guinzaglio, un'altra in cui poteva stare rilassata sul divano e, in generale, insieme a Carolina, si decideva quale potesse essere la cosa più carina da fare per me e Fiona.

Puoi anticiparci una scena che coinvolgerà Fiona in modo particolare?

Niente spoiler ma posso dirvi che nella terza puntata ne vedrete delle belle!