A cura di Maria Mayer
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Veterinaria esperta in nutrizione del cane e del gatto

L’olio di pesce contiene numerosi nutrienti utili per la salute e il benessere del cane. Fra questi sicuramente gli acidi essenziali della serie Omega-3 sono i più importanti, in particolare l’EPA e il DHA. Saper scegliere un olio di pesce di buona qualità è molto importante però, perché nel grasso si possono accumulare anche molte sostanze tossiche.

Perché dare olio di pesce al cane

I pesci, dovendo vivere in mare aperto, esposti a temperature molto basse, hanno necessità di accumulare grandi quantità di grasso per termoisolarsi. Quando il pesce vive in libertà, accumula grasso nutrendosi di microalghe, krill o altri pesci più piccoli. Così facendo, accumula nel suo organismo diverse molecole, fra cui gli Omega-3. Per questo, l’olio di pesce è una delle fonti naturali più ricche di acidi grassi essenziali Omega-3 nella loro forma attiva (dal nome impossibile) di acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA).

Questi due tipi particolari di grassi non possono essere sintetizzati dal cane, se non in piccole quantità, a partire dagli Omega-3 di origine vegetale, come l’acido Alfa-Linolenico (ALA). Per questo è fondamentale che il cane assuma direttamente olio di pesce e non integratori contenenti Omega-3 di origine vegetale.

I benefici degli Omega-3 per i cani

Spesso si pensa ai grassi solo come fonte di energia per l’organismo. Gli acidi grassi essenziali Omega-3 nel cane compiono invece un ruolo strutturale e funzionale. Quando si parla di ruolo strutturale si intende che i grassi assunti con la dieta vanno a formare direttamente delle strutture nell’organismo del cane. Nel caso degli Omega-3, questi vanno a comporre le membrane cellulari, garantendone una maggiore fluidità. Una membrana cellulare fluida è una membrana in grado di compiere meglio le sue funzioni ed è ad esempio fondamentale per un invecchiamento di successo.

I grassi della serie Omega-3 hanno anche degli importanti ruoli funzionali nell’organismo del cane. In particolare, EPA e DHA regolano il processo infiammatorio, spegnendolo quando necessario. Per questo si dice che gli acidi grassi essenziali Omega-3 sono antinfiammatori.

Come integrare l’olio di pesce nell’alimentazione del cane

La cattiva notizia, per i fautori della dieta “naturale 100%” è che non si possono raggiungere quantità terapeutiche di Omega-3 fornendo solo pesce. Semplicemente, dovreste alimentare il vostro cane solo di pesce, tutti i giorni, puntando soprattutto sul pesce grasso non di allevamento. Anche se foste animati dalle migliori intenzioni e il vostro cane non si stufasse di una dieta di questo tipo, vi devo purtroppo dire che un’alimentazione di questo tipo sarebbe carente di altri nutrienti.

Per questo, la soluzione migliore nella maggior parte dei casi, è integrare con un buon olio di pesce. L’olio di pesce può essere somministrato sia nella forma di perle, più concentrate, che liquido, dosandolo in cucchiaini. Nel caso di olio di pesce liquido, le quantità complessive dovranno essere più alte, perché oltre agli Omega-3 di nostro interesse, questi olii contengono ancora molti altri grassi.

Un cane di 20kg dovrebbe assumere circa 700mg-1g di EPA+DHA al giorno, anche a seconda del suo stato di salute e della dieta che sta seguendo.

Quali oli di pesce scegliere per il nostro cane

Scegliere un buon olio di pesce è fondamentale per la salute del nostro cane. Come abbiamo visto prima infatti, i pesci sono in grado di accumulare questi grassi nei loro tessuti, durante la catena alimentare. Assieme alle sostanze benefiche però vanno incontro a fenomeni di accumulo anche alcune tossine, come i policlorobifenili, la diossina e il mercurio.

Dal momento che quasi tutte queste sostanze tossiche sono liposolubili (ovvero sono sciolte nei grassi dell’organismo), è molto probabile che nel processo di estrazione finiscano nella ciotola del nostro cane.

Consiglio quindi sempre di scegliere oli di pesce estratti da piccoli pesci come aringhe, sardine o altri pesci azzurri. Da evitare invece quelli che derivano da pesce spada, tonno o altri grandi pesci, che avranno le carni più inquinate.

Un altro accorgimento è quello di non comprare oli di pesce provenienti da salmone allevato. Il salmone selvatico è una specie in via di estinzione infatti ormai e ritrovare i suoi sottoprodotti sul mercato dovrebbe essere evenienza rara. I salmoni allevati di contro sono molto comuni, ma quasi totalmente privi di Omega-3, dato che non hanno modo di cacciare come farebbero in natura.

Consiglio sempre particolare attenzione alla scelta del prodotto, anche per quanto riguarda la concentrazione di EPA e DHA. Alcune perle infatti potrebbero apparire più care, ma avendo una maggiore quantità percentuale di EPA e DHA, dovrò darne una quantità decisamente inferiore. In questo modo, si evitano anche i contaminanti, dato che le perle contengono in genere olio di pesce distillato e purificato.

Infine, controllare la presenza di integrazione di tocoferolo (Vitamina E), ci garantisce una miglior conservazione del prodotto.

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