A cura di Maria Mayer
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Veterinaria esperta in nutrizione del cane e del gatto

La BARF per cani è una dieta, ricordiamolo, composta di alimenti crudi, di origine animale, miscelati in modo da coprire tutti i fabbisogni alimentari dei cani. Quando si deve cominciare però una dieta BARF è utile sapere esattamente quali alimenti possono essere forniti al proprio cane e quali invece dovrebbero essere evitati.

Una precisazione prima di proseguire nella lettura: questo articolo non è adatto a persone che sanno di potersi impressionare facilmente. Parleremo infatti di carne e organi, di trippa e parti anatomiche. Ci vuole un po' di stomaco duro per fare BARF con il proprio cane: vi avviso!

Detto questo, cominciamo quindi ricapitolando: quali alimenti comporranno la dieta BARF del nostro cane? Sono 4 le classi di ingredienti che troveremo in una dieta BARF: le ossa polpose (OP), la carne senza osso (CSO), gli organi e le verdure. A questi si aggiungono trippa verde, oli e altri grassi e gli immancabili Omega-3.

Grandi assenti, come si noterà, le fonti di amido come riso, pasta, patate etc. che personalmente non inserisco mai in un piano di dieta BARF per cani.

OP, le ossa polpose da dare nella dieta BARF

Ricordiamolo, OP è un acronimo che sta per Ossa Polpose. Le OP devono sempre essere inserite nella dieta BARF, che deve il suo nome proprio alla presenza di ossa fra i suoi ingredienti. Non tutte però sono adatte per i cani. Partiamo da quelle che non dovrebbero essere mai date, ovvero le ossa nude. Andrebbero sempre evitate tutte le ossa che sono già state spolpate o, peggio, che sono cotte. In questo caso infatti si potrebbero creare schegge pericolose per esofago e intestino dei nostri cani.

In generale invece, vanno bene le ossa con polpa di piccoli animali. In ordine di complessità, in genere consiglio di inserire i colli di pollo, ali e pipistrelli di pollo, quaglie, coniglio etc. Sono OP più complesse adatte a cani più esperti invece i colli di tacchino, il costato e la testa di agnello.

Di alcune specie animali infine, non si danno tutte le parti anatomiche: ad esempio del tacchino si forniscono solo i colli, no cosce o sovracosce. Dell'agnello va bene la testa, mentre il collo non dovrebbe essere considerato un OP, neanche per i cani di taglia grande, visto il pericolo di lesioni esofagee.

Nel caso di cani di taglie molto piccoli, cani anziani con problemi dentali, cani con problemi comportamentali che prevedono di sconsigliare masticativi, si può ricorrere anche alle OP macinate. In questo caso, tramite un macina ossa, oppure acquistandole già preparate, è possibile comprare dei macinati che includono già le giuste proporzioni di ossa, evitando così i rischi connessi all'uso di OP.

CSO, la carne senza osso per la dieta BARF dei cani

Quando un BARFer parla di CSO, sta facendo riferimento a tutto ciò che è carne senza osso. Per quanto riguarda la scelta CSO, è fondamentale variare il più possibile. Poiché la maggior parte delle OP sono animali a carne bianca, in genere consiglio di preferire carne rossa come CSO, per bilanciare la quantità di ferro nella dieta.

Possiamo utilizzare ad esempio carne di bovino, di ovino (meglio se adulti, con più ferro nella carne), bufalo, cavallo etc. Pollo, tacchino e coniglio non sono vietati come CSO, ma sconsiglio di utilizzarli molto spesso per via appunto della loro sostanziale carenza di ferro e vitamine del complesso B. Il maiale può essere un'opzione, ma solamente se cotto e aggiunto alla dieta in questa forma, per via della malattia di Aujeszki o pseudorabbia che, seppur rara in Italia, è mortale nel 100% dei casi per il cane.

Pesce e uova andrebbero somministrati almeno una volta a settimana, meglio se due. Alcuni cani non amano il pesce crudo, motivo per il quale anche in questo caso consiglio la cottura del singolo ingrediente. Le uova crude contengono nell'albume l'avidina, una sostanza anti-nutrizionale, che comunque non deve preoccupare il BARFer che ne offre 2 o 3 a settimana al suo cane. Se si preferisce comunque anche queste possono essere passate rapidamente in acqua bollente, cuocendo il bianco e inattivando l'avidina, oltre che rendendolo più digeribile.

Trippa verde, il probiotico della dieta BARF

Mi fa molto sorridere ogni volta che consiglio di introdurre la trippa verde a nuovi clienti e vedo le loro facce schifate. Funziona sempre così: all'inizio si odia questo ingrediente, ma poi si finisce non solo per abituarsi al suo odore molto forte, ma persino ad amarlo.

La trippa verde corrisponde ai prestomaci dei ruminanti, quindi reticolo, rumine e omaso di bovini e ovini. In genere, preferisco la trippa verde ovina, dato che tutti i bovini nel nostro Paese vengono alimentati soprattutto con insilati, ovvero dei “compressati” di mais. Le loro trippe hanno poco di “verde” e sono composte da una microflora ben diversa da quella che ha un animale al pascolo.

La trippa dovrebbe essere considerata come un probiotico per la dieta dei cani BARFer, fondamentale per il mantenimento della salute nel lungo periodo.

Gli organi, l'alimento che non dovrebbe mai mancare nelle diete BARF

Gli organi sono essenziali perché una dieta BARF sia bilanciata. Insisto molto su questo con i miei clienti e ancora mi meraviglio della superficialità con cui a volte questa classe di alimenti viene esclusa dalla dieta BARF per cani. Difficili da reperire, oggetto di “schifo”, a volte provocano feci molli: sono tanti i motivi per cui vengono abbandonati, sbagliando.

Un punto importante su cui fare chiarezza è che quando si parla di organi in nutrizione, si dovrebbe far riferimento alla composizione come nutrienti, non all’anatomia. Quello che voglio dire è che anche se i durelli di pollo e tacchino sono organi da un punto di vista anatomico, non hanno nessun valore aggiunto come vitamine e oligoelementi e per questo in genere consiglio di considerarli come CSO.

Al contrario, fegato, cuore, milza, ma anche polmoni, reni, mammella, offrono ciascuno un pool particolare di vitamine liposolubili, vitamine idrosolubili e oligoelementi che ha un valore immenso in una dieta BARF. Tutti i cani dovrebbero quindi assumerne quantità precise nell’arco della settimana e, se si dovessero sospendere, non si potrebbe fare a meno di un multivitaminico.

Verdure e grassi nella dieta BARF: pochi, ma buoni!

Quando si parla di verdure nella dieta BARF, il primo punto da considerare è la quantità, che deve essere poca. Mi capita molto spesso di dover correggere questo punto, che dovrebbe essere semplice invece da comprendere, considerato che il cane è un carnivoro. Le verdure infatti, in una percentuale sopra il 10% circa della dose totale giornaliera, sono sconsigliate nella maggior parte dei casi.

Come scelta delle verdure, basterà orientarsi su quelle non tossiche e variare il più possibile: no quindi a cipolla e aglio, attenzione anche a melanzane, peperoni e pomodori crudi. Sì invece a carote, finocchi, bieta, cicoria, sedano etc.

Per i grassi, bisogna tenere in conto che la maggior parte di quelli naturalmente presenti nella carne sono della serie Omega-6, ovvero sono pro-infiammatori. Sì quindi alle perle di Omega-3 puri estratti da olio di pesce, ad azione anti-infiammatoria, e a piccole quantità di olio di lino, ricco di acido alfa-linolenico (ALA). Un grande sì anche ad grassi funzionali al benessere intestinale come olio di cocco e burro, che nutrono rispettivamente le cellule del piccolo e grande intestino.

I grassi sono ben digeriti dalla maggior parte dei cani, ma non serve aggiungerne molti ad una dieta BARF. La maggior parte degli tagli di carne che si danno con una dieta BARF infatti è già sufficientemente grasso.

Quantità e proporzioni degli ingredienti della dieta BARF

Per seguire una buona dieta BARF, la prima cosa che è necessario calcolare è la quantità giornaliera totale che il vostro cane mangerà. Una volta conosciuta la quantità giornaliera, si dovrà poi calcolare la percentuale dei singoli ingredienti, in modo da renderla completa e bilanciata.

Quando ci si approccia ad una dieta fresca per un cane, si deve essere coscienti però che delle quantità valide in linea generale, per quanto scritte da un esperto, non potranno mai sostituire una programma individualizzato. Quando un professionista prepara un piano dieta per un cane infatti tiene conto oltre che delle linee guida generali, dei parametri specifici di quel soggetto. Quanta attività fisica fa, se si tratta di un cane intero o castrato, e, nel caso la dieta la formuli un Medico Veterinario esperto in nutrizione, i parametri collegati con lo stato di salute possono fare una grande differenza.

Attenzione: è necessario un disclaimer importante prima di proseguire! Specialmente per i cuccioli sotto i sei mesi di vita, ci possono essere problemi di eccessivo o povero assorbimento di calcio con grande facilità per meccanismi fisiologici legati all’età. Se il vostro compagno di vita è un cucciolo quindi non fate una dieta “fai da te”, datemi retta. Fatevi seguire bene, che da questi primi mesi dipende tutta la loro vita e salute successiva!

Vediamo comunque come calcolare le quantità totali e quelle dei singoli ingredienti in linea generale. Per calcolare le quantità totali si utilizza un sistema in percentuale sul peso corporeo, riassumibile in questo modo:

  • Le percentuali variano fra un 1,5% (cagna femmina sterilizzata di grande mole, che si muove poco) e un 10% del peso corporeo (cucciolo in crescita). Questo intervallo come si può notare è molto ampio.
  • Più il cane è di taglia piccola, più la percentuale sarà maggiore. Un cane di taglia grande maschio intero con attività fisica media potrebbe aver bisogno ad esempio di un 2% del peso corporeo. Un cane della stessa età, ma di taglia piccola probabilmente partirebbe da almeno un 2,5% del peso corporeo.
  • Quando si dice “percentuale del peso corporeo” si intende del peso forma del cane. Se un cane è sottopeso quindi o sovrappeso, dovremo prima di tutto sapere quale è il suo peso ideale (e anche in questo l'aiuto del Medico Veterinario è fondamentale!).
  • Castrazione e sterilizzazione rallentano il metabolismo. Per questo la stessa cagna di taglia media potrebbe passare ad esempio da un 2,2% del peso corporeo ad un 1,8% dopo l’operazione di gonadectomia.
  • Alcune razze bruciano più o meno di altre. Ad esempio, Boxer, Waimaraner, Levrieri sono cani che a parità di peso avranno probabilmente bisogno di quantità maggiori  di un meticcio. Altre razze al contrario, sembrano vivere d’aria e potrebbero aver bisogno di quantità molto inferiori. Sono un esempio nella mia esperienza gli Akita Inu e in generale cani di razze nordiche.

Per quel che riguarda le proporzioni fra i vari ingredienti, anche queste sono variabili. I fattori che incidono maggiormente nella decisione di come distribuire i vari ingredienti sono legati al soggetto: età, taglia e razza come già chiaro giocano una differenza sostanziale.

Altro disclaimer importante: probabilmente quello che leggerete nelle prossime sezioni non corrisponderà con altre informazioni reperibili online o in vari libri sulla BARF. Il “problema” (se così lo vogliamo chiamare) è che sono personalmente arrivata alla BARF per i miei cani che ero già una nutrizionista veterinaria. Per questo, le informazioni che ho studiato, le ho prese e adattate secondo le mie conoscenze ai fabbisogni del cane, che conosciamo tramite gli studi scientifici. Per questo ai miei seminari la chiamo la “mia” BARF: non è mia ovvio, è di tutto, ma è riadattata da me per incontrare meglio i fabbisogni nutrizionali del cane. Nessuno che ha scritto di BARF lo aveva fatto prima e che io sappia questo può essere considerato un valore aggiunto!

Veniamo a queste famose percentuali comunque. Normalmente, una volta stabilita la razione totale giornaliera, si va a suddividere la quantità nelle varie categorie di ingredienti, in questo modo:

  • Dal 30 al 45% di Ossa Polpose
  • Dal 25 al 30% di Carne Senza Osso
  • 20% di organi
  • 10% di verdure
  • Grassi secondo l'attività fisica per regolare le kcal e il grasso presente nella carne

Della razione di organi, almeno un giorno a settimana deve essere dedicato interamente al fegato, per avere il giusto apporto di vitamina A. La vitamina D invece viene apportata da un giorno a settimana di pesce grasso, come sarde, alici o trota. A questo ovviamente vanno sempre aggiunti gli acidi grassi Omega-3 nella dose orientativamente di 500-750mg di EPA+DHA per ogni 10kg di peso.

Ricette pronte per la dieta BARF

Non amo moltissimo le ricette pronte, in parte perché ci tengo molto a individualizzare la dieta del paziente, in parte perché la salute maggiore la raggiungiamo variando giornalmente gli ingredienti, come per noi. Sicuramente però è vero che sempre più persone vogliono seguire la dieta BARF per il proprio cane, ma sempre meno hanno tempo per una preparazione giornaliera. Vediamo quindi delle ricette che possono essere dei buoni compromessi.

Ricetta n°1 per un cane adulto sano

Se ti serve una ricetta pronta, da suddividere poi nei vari giorni della settimana, per un cane adulto sano, potresti preparare tutto la domenica secondo queste quantità:

  • 800 gr di ossa polpose macinate di pollo o tacchino
  • 450 gr di carne senza ossa, scegliendo ad esempio polpa di manzo o agnello
  • 360g di organi vari, di cui almeno 50 gr di fegato di bovino o ovino. Gli altri organi possono essere ad esempio cuore e polmone bovino
  • 180 gr di verdure miste frullate con acqua
  • 7 cucchiai di olio di mais

Se il vostro cane fosse di taglia molto grande ovviamente dovrete moltiplicare queste quantità.

Ricetta n° 2 per cani sensibili

Questa potrebbe essere un’idea di ricetta per cani particolarmente sensibili o intolleranti, che ad esempio non sopportano pollo e tacchino.

  • 1000g di ossa polpose di coniglio intere o macinate
  • 500g di carne di ovino adulto senza ossa
  • 400g di pesce bianco e azzurro mixato come ad esempio merluzzo, nasello, sarde, alici e sgombro
  • 540g di organi misti di agnello e coniglio, di cui almeno
  • 80g di fegato di ovino o coniglio 270 di verdure miste di cui almeno 50-60g di cicoria
  • 7 cucchiai di olio di cui 4 di olio di mais BIO e 3 di olio di cocco vergine Anche in questo caso, sarà fondamentale regolare le quantità in base al peso

Anche in questo caso, sarà fondamentale regolare le quantità in base al peso. Immancabili gli Omega-3 in cani sensibili, dato che svolgono una funzione anti-infiammatoria importante.

Ricetta n° 3 per cani che fanno grande attività fisica

Il cane che si muove molto e con la propria famiglia svolge una intensa attività fisica ha delle necessità diverse rispetto ad un cane “da divano”. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, coprire il fabbisogno energetico con le proteine non farà un favore al nostro cane, affaticandolo. La migliore fonte di energia saranno i grassi in questo caso! Vediamo come con la ricetta settimanale:

  • 800g di ossa polpose di quaglia macinate o intere con parte della pelle
  • 1000g di carne senza ossa grassa come macinato di ovino o bovino
  • 600g di organi di cui almeno 90g di fegato bovino o ovino
  • 300g di verdure miste di cui almeno
  • 60-80g di verdure a foglia verde, ricche di antiossidanti dai 9 ai 20 cucchiai di olio, di cui almeno i ⅔ di olio di cocco vergine.

Questa razione, essendo ricca di grassi, dovrà essere integrata gradualmente, in modo che il cane si possa adattare su un metabolismo ossidativo maggiore. Neanche a dirlo, gli Omega-3 sono essenziali per uno sportivo, per preservare l'organismo dall'ossidazione con infiammazione seguente dei tessuti.

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