A cura di Maria Mayer
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Veterinaria esperta in nutrizione del cane e del gatto

Sempre più diffusa anche in Italia, la dieta BARF è uno degli argomenti che interessa di più sia i familiari di cani che i medici veterinari, anche se spesso per distinte ragioni. Ma cosa significa dieta BARF e in cosa consiste esattamente? Il termine B.A.R.F. è un acronimo derivato dall'inglese Bones And Raw Food (Ossa e Cibo Crudi), oppure Biologically Appropriate Raw Food (Cibo Crudo Biologicamente Appropriato). Come metodo generale questo tipo di dieta è stato codificato dal dottor Ian Billinghurst, medico veterinario australiano che per primo ne ha parlato diffusamente nei suoi libri.

In realtà, al di là del grande lavoro fatto dal collega (e come lui altri, un nome su tutti Tom Lonsdale), dire dieta BARF oggi corrisponde spesso a piani dietetici anche molto diversi fra loro. Un po' come dire “dieta mediterranea”: infatti diverse persone tendono a declinarla in modo diverso con più o meno cognizione di causa. Vediamo comunque i punti base di questo tipo di nutrizione.

Come funziona la dieta BARF

La dieta BARF, come suggerito dall'acronimo stesso, si compone di cibo crudo di origine animale, includendo alcuni tipi di ossa e frattaglie. Seguire una dieta BARF con il proprio cane quindi non vuol dire dare solo carne cruda o, peggio, buttargli qualche osso a caso dalla tavola. Perché sia completa e bilanciata infatti anche per la dieta BARF è necessario seguire alcune semplici regole e non far mancare mai una cospicua variabilità di ingredienti.

Gli ingredienti (se così vogliamo chiamarli) fondamentali per una dieta BARF per cani sono quindi le Ossa Polpose (chiamate dai BARFer comunemente OP), la carne senza osso (ridotta all'acronimo CSO), organi di vario tipo fra cui i più importanti sono fegato, cuore e milza, verdure e grassi. Un ingrediente da non tutti utilizzato, per via dell’odore e della difficoltà di reperimento, è la trippa verde. Quella che i BARFer indicano come trippa verde corrisponde, da un punto di vista anatomico, ai prestomaci dei ruminanti (reticolo, rumine e omaso). Questo ingrediente aggiunge all'alimento giornaliero del cane una grande quantità di flora microbica e potrebbe essere considerato il probiotico della dieta BARF. Non la troverete però nei supermercati, dato che quella in vendita è solitamente pulita e sbiancata e non apporta alcun beneficio al nostro cane.

All'interno dei diversi tipi di carne senza osso (CSO), abbiamo tutti i tipi di “ciccia”, escluso il maiale, che per via della possibile contaminazione con il virus della pseudorabbia (Aujeszky) dovrebbe sempre essere evitato crudo. E, per chi fosse pronto a ribattere: no, mi spiace, nel nostro Paese questa malattia è assolutamente presente e comprare carne italiana non vi sarà di alcuna tutela. Anche pesce e uova rientrano nella macro categoria della CSO, dando variabilità alla dieta.

Per quel che riguarda le verdure, l'importante è che non siano in misura eccessiva: alcuni BARFer ne danno anche il 20% della razione giornaliera del cane… Attenzione, sono davvero troppe così. Ricordate che i vostri cani sono carnivori e che le loro capacità di digestione della componente vegetale è alquanto scarsa.

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Vantaggi della dieta BARF per cani

La dieta BARF è un argomento che tende a creare tifoserie, tra chi è assolutamente a favore e ritiene che sia l'unico modo corretto di alimentare un cane e chi invece è categoricamente contro (classe all'interno della quale purtroppo cadono molti miei colleghi ancora).

A mio parere la dieta BARF invece andrebbe approcciata come qualsiasi argomento di nutrizione, ovvero con molta attenzione e rispetto per il soggetto al quale è rivolta. Non tutti i cani andranno bene con la BARF, anche se è vero che tanti cani stanno meglio seguendo questa dieta che ha come tutto vantaggi e svantaggi.

Per quel che riguarda i vantaggi, senza dubbio la dieta BARF è, parlando in generale, un regime dietetico molto vicino ai fabbisogni nutrizionali del cane. Se correttamente formulata non ha infatti (quasi) bisogno di integrazione, proprio perché negli alimenti si trova tutto quello di cui il cane ha bisogno. Non dare integratori si riassume anche in un notevole risparmio economico, rispetto ad una dieta casalinga.

Il “quasi senza integratori” fa riferimento all'utilizzo delle perle di Omega-3 che, oltre ad alcuni livelli minimi essenziali che possono essere effettivamente forniti dal pesce fresco, dovrebbero essere forniti a parte, come integrazione, a tutti i cani BARFer. Queste molecole possono essere considerati come una “assicurazione sulla salute” del cane nel lungo periodo. La loro opera di prevenzione di patologie è talmente vasta che sarebbe necessario un trattato al riguardo: cancro, epilessia, malattie intestinali croniche, demenza senile, tantissimi stati patologici possono essere curati o prevenuti con l'aggiunta di Omega-3 alla dieta!

È inoltre un cibo appetitoso per la maggior parte dei cani e estremamente appagante per la componente di masticazione che apporta. Da un punto di vista di sicurezza, la dieta BARF ci permette di conoscere esattamente cosa stiamo mettendo nella ciotola dei nostri cani e questo, considerato i problemi che si hanno con gli alimenti industriali, non è poco.

Come spesa, una volta che ci si è organizzati, perché effettivamente nel primo periodo è possibile che si spenda parecchio, non considero la dieta BARF più costosa rispetto ad un buon alimento commerciale. Anzi, seguire un alimentazione BARF permette di utilizzare una serie di tagli, considerati “scarti” di macellazione in quanto poco graditi a noi italiani, che in realtà sono alimenti ricchissimi di proprietà nutritive. Questo aggiunge un plus etico alla dieta BARF, non da poco!

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Svantaggi e rischi della dieta BARF per cani

Per quel che riguarda gli svantaggi della BARF, certamente dobbiamo dire che non è un regime alimentare adatto a tutti. All'interno dei diversi sistemi famiglia infatti possono essere diversi i motivi per non seguire una dieta BARF.

Alcuni cani ad esempio sopportano poco gli alimenti crudi, per via di sensibilità individuali e/o problemi intestinali preesistenti. Oppure, potrebbero avere problemi comportamentali tali da dover evitare di mangiare ossa, ad esempio. Ancora: non reputo la dieta BARF adatta a sistemi famiglia con soggetti immuno-compromessi, come donne in gravidanza, bambini molto piccoli o persone che stanno seguendo una chemioterapia. Anche cani che stanno seguendo una terapia con immunosoppressori, come cortisonici o chemioterapici, dovrebbero essere seguiti molto da vicino, se si vuole continuare a dar loro da mangiare BARF.

Altri rischi riguardano danni fisici che le ossa intere possono provocare: anche se non frequente, poiché vengono somministrate crude e avvolte nella polpa, le OP possono causare fratture dentarie e perforazioni intestinali.

Come sempre l'importante è conoscere e, se non ci si sente tranquilli, chiedere aiuto a colleghi competenti.

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