Membro del Comitato Scientifico di kodami
Istruttore cinofilo CZ

Molti si chiedono quanto sia importante l’attività fisica per i cani e se vi sia una relazione tra questa e il comportamento o i problemi più comuni che possono insorgere nella loro vita. Certamente si tratta di un tema molto interessante e complesso che richiede di prendere in considerazione innumerevoli variabili, soprattutto quando poi ci chiediamo quanta e che tipo di attività fisica dovrebbe fare il nostro Fido, proprio lui. Vediamo insieme di affrontare la questione.

Quanta attività fisica dovrebbe fare un cane?

Quanta e quale attività fisica dovrebbe fare il nostro cane? Non esiste una risposta univoca, come è facile intuire ognuno ha bisogni differenti e differenti modalità per assolverli. Sarà facile comprendere che i bisogni di un cucciolo, di un adolescente e di un anziano sono molto diversi.

Alle volte invece pare sia meno intuitivo comprendere che, anche per questo aspetto, la differenza tra una razza ed un’altra potrebbe essere cruciale, soprattutto vedendo con quanta superficialità si scelga di vivere con una razza piuttosto che con un’altra. Un Border Collie avrà esigenze legate al movimento ben diverse da un Mastino Napoletano, così come un Weimaraner da un Bulldog Francese, decidere di vivere con un cane piuttosto che con un altro dovrebbe tener conto più di questi aspetti che del colore degli occhi o del mantello del cane, per comprendere se il nostro stile di vita e le nostre possibilità sono adatte alla nostra scelta. Purtroppo non sembra andare sempre così, anzi…

Inoltre, a parte questi aspetti, sarà anche importante tener presente lo stato di salute del nostro compagno, per esempio se è in sovrappeso o meno, se ha problemi alle articolazioni, se il sistema respiratorio è apposto, e così via. Insomma, una bella visita dal medico veterinario di fiducia ci potrà essere molto utile per stabilire che tipo e quanto movimento sia fattibile per il nostro compagno. Ci sono condizioni patologiche non facili da vedere ad occhio nudo, o rilevabili da un occhio inesperto, che potrebbero risultare fatali per un cane anche nel proporgli un’attività fisica di bassa intensità, o che noi consideriamo tale. Per esempio le persone non considerano la brachicefalia (cani con il muso molto schiacciato) una grave deformità che compromette il sistema respiratorio e cardio-vascolare del cane, se lo facessero eviterebbero di far collassare i loro beniamini lanciandogli la pallina nelle calde ore estive, alle volte uccidendoli sul colpo. Quindi, il movimento, in generale, è qualcosa di fondamentale per i nostri compagni quattro zampe, ma va proposto con criterio.

L'importanza dell'attività fisica per il cane

I nostri cani, in media, fanno troppo poco movimento soprattutto perché noi abbiamo poco tempo da dedicargli, oppure perché noi stessi siamo un po’ troppo pigri, oppure perché il luogo dove viviamo non offre facili opportunità: per esempio non ci sono parchi vicini e la campagna è troppo lontana per essere frequentata quotidianamente. Anche questi aspetti andrebbero valutati quando decidiamo di vivere con un cane e non sono di secondaria importanza.

Teniamo presente (fatte le dovute eccezioni di cui sopra) che il cane è un mammifero, predatore, strutturato per essere un maratoneta, più che un centometrista, come invece è il gatto. La sua “meccanica” infatti favorisce il risparmio di energie durante la marcia prolungata, e dal punto di vista etologico, il cane, tende ad avere una buona motivazione cinestesica, ossia è desideroso di usare buona parte delle sue energie per il movimento. Quando questo gli è impedito insorgono molti problemi, sia da un punto di vista fisico che psicologico, e è difficile stabilire in quale misura siano più devastanti gli uni o gli altri per la salute e l’equilibrio del nostro cane, anche perché questi due aspetti sono strettamente connessi.

I benefici dell'attività fisica

Da un punto di vista meramente fisico l’attività di movimento porta innumerevoli vantaggi, per esempio tiene sotto controllo il peso evitando l’obesità, che è una vera e propria patologia sia per noi che per i nostri cani; tonifica l’apparato muscolare, prevenendo e compensando problemi ossei e articolari; favorisce la produzione di endorfine che, tra le altre cose, forniscono appagamento e migliorano la gestione dello stress; fare attività fisica all’aperto favorisce l’ossigenazione e rafforza il sistema cardio-vascolare oltre che stimolare il sistema immunitario, eccetera.

Insomma il movimento ha effetti positivi a 360° se fatto con criterio senza causare eccessivi di stress e picchi esagerati di carico, ossia evitando lo sfinimento per fatica. È consigliabile infatti proporre un’attività di media intensità prolungata nel tempo piuttosto che esplosioni momentanee di grande intensità di brevissima durata. Per fare un esempio in negativo: se il nostro cane è stato dodici ore a sonnecchiare in casa non è consigliabile, di punto in bianco, portarlo fuori e subito cominciare a farlo correre appresso ad una pallina, senza un adeguato riscaldamento. Il rischio è che vada incontro a contusioni, strappi e problemi respiratori. Meglio una lunga passeggiata, magari con tratti di trotto leggero, e allora poi gli si può proporre di fare qualcosa di più intenso (sempre tenendo presente quanto detto sopra).

Problemi dovuti alla scarsità dell'attività fisica

Una grande quantità di energie che si accumulano nel corpo di un maratoneta che non possono essere spese, produce degli effetti collaterali anche, se non soprattutto, a livello psicologico. Abbiamo già scritto degli effetti negativi della noia che apre le porte alla depressione, per esempio, ma anche all’irritazione, alla rabbia, al desiderio – o bisogno – di distruggere e all’ansia, dato che il movimento è connesso a doppia maglia con il sistema cognitivo, alla mente.

Stare all’aperto e fare attività consente ad un cane anche di sfruttare al meglio le proprie dotazioni sensoriali: esplorare con la vista e l’olfatto, toccare e saggiare il mondo, sono tutte cose che aumentano il bagaglio esperienziale e danno appagamento. È facile che un cane costretto all’inattività tenda all’iper-attività come risposta uguale e contraria alla sua condizione di privazione. È qui importante ricordare che abbiamo a che fare con una creatura dalla complessissima struttura cognitiva la quale “spinge” da dentro per essere utilizzata, che non si spegne mai, nemmeno quando si dorme. Di fatto anche la qualità del sonno, cosa molto importante sia per il nostro cane che per noi, è strettamente connessa alle attività cognitive e motorie nelle quali un cane si è speso durante le ore di veglia.

Inoltre, se queste energie cinestesiche e cognitive non sono diluite nel tempo, ma concentrate in pochi istanti della giornata, possono produrre risposte comportamentali eccessive, fuori misura e fuori luogo, perché difficili da controllare da parte del nostro cane. Qui si sta parlando di una componente caratteriale molto importante, ossia l’autocontrollo e l’equilibrio emotivo, che sono il frutto dell’abitudine e dell’esercizio quotidiano. Non si può pretendere che queste facoltà si sviluppino senza che il cane possa mai sperimentarle in modo appropriato. In pratica senza che maturi un carattere in equilibrio con il contesto, permanendo in una sorta di adolescenza perenne, anche in età adulta. Quesa condizione può avere molti effetti negativi nei diversi ambiti della vita di un cane, per esempio nelle relazioni sociali, siano esse intra che inter specifiche.

Attenzione, perché anche un’eccessiva attività fisica stressante può portare al medesimo risultato, soprattutto se somministrata in brevi momenti di forte intensità. Ricordiamo qui quanto detto poco sopra in merito alla tipologia di cane con il quale abbiamo a che fare. Un grosso cane pesante, come un Terranova o un Mastino napoletano, se sani, senza particolari problemi fisici, non avranno certo bisogno di prodursi in lunghe galoppate a differenza di un qualsiasi Levriero, il quale invece declina tutto il suo mondo nella corsa traendo da questa un’inebriante condizione psicologica che si riflette sul suo equilibrio comportamentale. Ciò significa che le alterazioni dettate dalla selezione artificiale devono essere tenute ben di conto per evitare eccessi da una parte o dall’altra.

Sono ben noti gli effetti negativi di una vita sedentaria per noi umani, ecco che allora cerchiamo di compensare alle lunghe ore di inattività fisica andando in palestra, facendo uno sport, o andando a fare footing. E se comprendiamo quanto queste cose siano importanti non possiamo ignorare il fatto che lo siano, a maggior ragione, per il nostro cane. Quindi, quando possibile, magari sostituiamo un’ora di pilates, per fare un esempio, con un’ora di passeggiata e di gioco all’aria aperta con Fido, questo farà molto bene anche alla nostra relazione, alla nostra intesa, e potremo anche essere ricompensati, sia noi che loro, dal rilascio di dopamina da parte dei nostri sistemi endocrini. Cosa c’è di meglio che essere felici ed appagati insieme?