7 Febbraio 2024
10:12

Come capire se il cane è felice nella sua nuova casa

Quando il cane entra in casa è naturale chiedersi se si trovi bene. Vi sono alcuni indizi da osservare per rispondere a questa domanda.

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Membro del comitato scientifico di Kodami
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In seguito a un'adozione o a un trasloco è normale chiedersi se il cane sia effettivamente felice della sua nuova casa.

Nella maggior parte dei casi questi momenti vengono vissuti con piacevolezza, ma si tratta di fasi delicate, in cui il cane deve sapersi lasciare andare alle nuove relazioni, scoprendo anche gli ambienti domestici, di cui dovrà imparare le regole, i rumori e gli odori.

Le difficoltà legate alla fase dell'adozione sono spesso passeggere e andranno a ridursi con il passare del tempo, man mano che i pet mate assumeranno la forma di figure di riferimento affidabili e presenti. La complessità dell'adattamento è ridotta quando il trasloco non prevede il cambio del contesto familiare, soprattutto se si tratta di cani che non vivono preoccupazioni, paure o fobie legati agli spazi nuovi o all'ambiente domestico e ai suoi rumori. Nel primo periodo potrebbero comunque sentirsi confusi o avere difficoltà nel trovare i luoghi in cui riposare.

Sia per quanto riguarda i traslochi che per le nuove adozioni, possiamo però essere d'aiuto al cane, provando a comprendere come sta. Per farlo possiamo notare alcuni dettagli del suo comportamento e, in particolare possiamo osservare se riesce a vivere momenti di calma e tranquillità, se si apre a nuove esperienze e se si lascia guidare dalla curiosità. C'è infatti una correlazione profonda tra il benessere psicologico e la curiosità, perché quando ci si sente bene a livello emotivo e mentale, si è più inclini a mostrarsi aperti alle nuove esperienze e ad esplorare il mondo: proprio quello che serve per dare inizio a una nuova fase della vita. Vediamo quali sono i segnali che ci dimostrano che il cane è veramente felice nella sua nuova casa.

La tranquillità e la calma

Uno degli elementi che può aiutarci a riconoscere se il cane vive una condizione di benessere all'interno di un nuovo ambiente domestico o di una nuova famiglia è la sua capacità di trovare la calma e la tranquillità. Essere in grado di riposare o vivere un'esperienza senza farsi sopraffare dalle emozioni significa sentirsi (almeno in parte) sicuri e riconoscere di essere in una condizione di comfort. Il consiglio, nel momento dell'arrivo in casa, è quindi quello di predisporre uno spazio in cui il cane possa trovare lo stato di calma. Potrebbe tornare utile trasferire nel nuovo ambiente la sua cuccia, ovvero una risorsa che rimanda naturalmente alla pace dell'ambiente domestico conosciuto.

Anche le emozioni degli umani accanto a lui possono favorire la calma. Se la famiglia dimostra di vivere l'ambiente con piacevolezza, infatti, anche il cane sarà spinto a ricondurre questo contesto a una situazione positiva, dove non dover temere per la propria incolumità.

Se si tratta di un cucciolo che sta entrando in famiglia, è normale che il suo stato emozionale sia spesso legato all'euforia e alla spinta all'attività. Non bisogna certo preoccuparsi è vitale ed energico, ma si può pensare di essere noi stessi le figure capaci di favorire la condizione di calma, magari proponendo attività che prevedano movimenti lenti, cura del pelo o momenti di coccole.

Non bisogna allarmarsi eccessivamente nemmeno se durante i primi giorni il cane tende a dormire molto, perché è una reazione naturale, manifestata soprattutto se il soggetto è adulto e proviene da un canile o da altre strutture che rischiano di portare a elevati stati di stress. Nella maggior parte dei casi l'effetto del cambio di ambiente diminuirà gradualmente, soprattutto se la famiglia si comporterà in maniera positiva ed aperta, mettendo le basi per una relazione di profonda fiducia reciproca.

Benessere fisico e psicologico

Per assicurarsi che il cane stia bene nella nuova casa è importante prestare attenzione ai possibili cambi nel suo comportamento e ai sintomi fisici che potrebbero essere legati ad un eventuale disagio. Ci si potrebbe quindi trovare di fronte a soggetti che si leccano continuamente, che sviluppano un'elevata reattività, oppure faticano rimanere da soli e sviluppano un'ansia da separazione. Potrebbero inoltre cominciare a fare i bisogni nell'ambiente domestico o proporre comportamenti distruttivi.

Tutto ciò funge inevitabilmente da campanello d'allarme e fa intendere che ci sia qualcosa che non va, oltre a mettere in difficoltà la relazione con la famiglia.

Se questi comportamenti si perpetuano nel tempo, sarà necessario l'intervento di un educatore cinofilo (se il cane è cucciolo) o di un istruttore cinofilo (se è adulto).

Nei momenti che prevedono bruschi e profondi cambiamenti nell'ambiente e nel contesto relazionale i sintomi del disagio potrebbero essere anche di natura fisica. Il cane potrebbe quindi cambiare il proprio comportamento alimentare, potrebbe vivere disturbi gastrointestinali e altri sintomi psicosomatici, come ad esempio lo sviluppo di dermatiti. Ciò avviene perché benessere fisico e mentale sono strettamente correlati tra loro.

La curiosità

La curiosità è forse il migliore indizio per comprendere se il cane sta vivendo con piacevolezza l'ingresso nella nuova famiglia e nella nuova casa, indipendentemente dal contesto di provenienza.

Un cane curioso tende infatti a mostrarsi coinvolto: esplora, annusa, sperimenta, osserva e interagisce con gli oggetti e con le persone intorno a sé. Questi comportamenti indicano che il soggetto (in maniera variabile in base alla sua personalità) si sente sicuro a sufficienza per lasciarsi andare, favorendo la soddisfazione dei bisogni tipici della specie (come l'esplorazione e l'affiliazione). In un circolo virtuoso, il cane sarà sempre più motivato a capire il mondo intorno, le sue regole e il suo funzionamento.

Durante i processi di integrazione in un nuovo ambiente e nella fase di inclusione all'interno di un gruppo familiare è quindi sempre bene favorire la curiosità attraverso giochi che premino l'esplorazione e la scoperta. Tutto ciò può diventare un punto di forza e spingere il soggetto ad un approccio quanto più positivo verso le novità.

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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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