A cura di Eva Fonti
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Medico Veterinario

Districarsi nel mondo degli antiparassitari per gatti è spesso complicato per il proprietario, perché esistono in commercio innumerevoli prodotti per ogni necessità. Provo a fare un po' di chiarezza in modo da guidarvi nella scelta giusta.

Innanzitutto è bene sapere quali parassiti del vostro gatto bisogna combattere: pulci, zecche, acari, pidocchi, vermi… eh sì: per i nostri amici gatti esistono prodotti spot-on (fialette) che servono anche a sverminarli e a trattare le verminosi cardiopolmonari.

Dimmi dove vivi e ti dirò che antiparassitario usare

La presenza di parassiti nei gatti varia molto in base alle condizioni di vita. Se paragoniamo un adulto in salute regolarmente sverminato e vaccinato, che vive al terzo piano in appartamento senza accesso all’esterno, con uno stesso gatto che ha accesso in giardino o che va in giro, va da sé che la probabilità di infestarsi è diametralmente opposta. È quindi molto importante capire su quale parassita vogliamo agire o per cosa vogliamo proteggere il nostro amico felino. Per scegliere quale formulazione è la migliore, personalmente preferisco sempre la fialetta o spot-on, poiché il collarino può creare fastidi o rischiare di farlo rimanere impigliato quando esce all’esterno. Sconsiglio gli spray da nebulizzare sul pelo perché il gatto si lecca abitualmente e così rischia un’intossicazione. Le pillole per bocca sono efficaci ma si usano poco, semplicemente perché spesso la somministrazione orale al gatto diventa un’impresa stressante e faticosa.

Quale antiparassitario per gatti scegliere 

Per il gatto esistono diversi tipi di molecole in diverse formulazioni: imidocloprid, fipronil, selamectina, flularaner, in associazione spesso a flumetrina, moxidectina, methoprene, sarolaner. L’efficacia è diversa a seconda del parassita da trattare, come abbiamo già detto. Consiglio di fare sempre un consulto con il vostro veterinario, che saprà indicarvi il prodotto ideale per il vostro gatto in base alle sue esigenze. Se ad esempio avete un micio che avrà necessità di trattare gli acari dell’orecchio oltre che le pulci, il veterinario vi indirizzerà verso un tipo di prodotto. Se invece avete necessità di sverminarlo o trattare una strongilosi broncopolmonare, vi verrà indicato un altro prodotto ancora.

È molto importante non applicare mai un antiparassitario per cane ad un gatto: frequentemente capitano avvelenamenti poiché alcune molecole usate negli antiparassitari per cani, come la permetrina e la deltametrina, sono tossici e mortali per gatti.

Vediamo ancora però come non sbagliare nella scelta: è importante fare caso alla vita che conduce il gatto e distinguere il suo stile di vita. Se è un micio che esce all’esterno, frequenta altri gatti o è il classico felino di campagna, consiglierei un prodotto completo su tutto, attivo non solo per pulci e zecche, ma anche per acari (che comportano l’otoacariasi o rogna auricolare), pidocchi e vermi (broncopolmonari oltre che gastrointestinali). Per un gatto invece il cui habitat è più circoscritto, può andare bene anche un antiparassitario meno completo, purché sia attivo sempre anche verso le uova di pulci che, cadendo dall’animale dopo la schiusa, potrebbero infestare anche l’ambiente casalingo.

Come mettere l’antipulci al gatto

Parliamo in questo caso dell’applicazione delle fialette o pipette. In Italia vengono commercializzati diversi prodotti spot-on per gatti che rispondono a tutte le necessità possibili, la cui durata va da un mese fino a tre mesi. L’applicazione va fatta nella zona che va dalle scapole verso il collo, facendo attenzione a non arrivare troppo in basso lungo la schiena. Se il micio infatti gira la testa durante la quotidiana toeletta lo può leccare e intossicarsi. Fate attenzione a far andare il contenuto sulla cute e non sul pelo, avendo cura di separare bene il pelo: basta visualizzare la pelle e lì far scendere le gocce di antiparassitario. Nel caso in cui ci siano più gatti conviventi abituati a leccarsi a vicenda, consiglio per una sera di farli dormire separatamente dopo l'applicazione dell’antiparassitario in modo da permettere l’assorbimento cutaneo che di solito avviene entro 8 ore. Consiglio inoltre, di approfittare del momento in cui mangiano per l’applicazione, sia perché sono distratti, sia perché sono nella posizione corretta per permettervi di mettere le gocce.

Quando mettere l’antiparassitario al gatto

Nel particolare mondo felino la risposta esatta non esiste, ma esiste la risposta corretta per il vostro gatto! Possiamo infatti avere gatti che vivono solo in appartamento senza accessi all’esterno e che, a parte i controlli dal veterinario, non devono usare antiparassitari perché il loro rischio di incontrare parassiti è pari a zero. Per gatti da appartamento con accesso all’esterno ma limitato e protetto, il proprietario sceglierà un'applicazione stagionale o annuale a seconda del tipo di ambiente frequentato dal micio. Infine, per gatti che vivono perennemente all’esterno e che hanno contatti con altri gatti consiglio sempre di fare protezione durante tutto l’anno senza interromperla. La motivazione è presto spiegata: in alcuni ambienti dove si rifugiano i gatti che hanno accesso all’esterno, a legnaie, a cantine, a soffitte ecc… acari e pulci riescono a sopravvivere proprio perché le temperature non sono mai troppo rigide. È infatti consigliabile utilizzare non solo un prodotto adulticida ma anche ovicida e larvicida in modo da limitare anche l’infestazione ambientale.

Antiparassitario per cani, qual è il più efficace?

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, le indicazioni date dal veterinario di riferimento.