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4 Gennaio 2021
7:30

Pulci nel cane e nel gatto, sintomi e malattie

Le pulci sono tra i parassiti più diffusi nei cani e nei gatti. Vivono sul pelo degli animali che li ospitano nutrendosi del loro sangue. Il prurito è il sintomo principale per poterle riconoscere ma possono anche essere vettori di altri pericolosi germi e parassiti.

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Professore universitario di Fisiopatologia veterinaria
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Le pulci sono insetti ematofagi diffusi in tutto il mondo appartenenti all’ordine degli Afanitteri. Esistono oltre 2200 specie sebbene la più comune pulce che infetta cani e gatti è la pulce del gatto.

Il ciclo biologico di questi insetti comincia con la deposizione delle uova, di forma ovale e colore bianco, sul pelo dell’ospite. Le uova cadono nell’ambiente depositandosi su tappeti, moquette finché nel giro di pochi giorni formano delle larve lunghe pochi millimetri.

Le larve delle pulci: di cosa si nutrono e come sopravvivono

Le larve si nutrono dei detriti che trovano nell’ambiente e finanche delle feci delle pulci stesse. Non sopravvivono facilmente in ambienti con scarsa umidità pertanto si sviluppano in forme mature, nella maggior parte dei casi, al di fuori dell’ambiente domestico laddove gli ospiti più facilmente possono infestarsi.  Dopo lo stadio larvale, si produce un bozzolo dal quale emergono le pupe pronte a diventare pulci adulte. In alcuni casi, questa parte del ciclo biologico può svolgersi in ambienti indoor e generalmente il ciclo completo si compie in 3-8 settimane.

Le pulci adulte si nutrono del sangue dell’ospite e, in condizioni ottimali di umidità e temperatura, possono resistere anche 12 giorni senza fare alcun pasto. Tuttavia, appena possibile saltano sul mantello dell’animale e iniziano a nutrirsi. Una femmina adulta è capace di succhiare una quantità di sangue fino a 15 volte il suo peso. Dopo i pasti si accoppiano ed iniziano a produrre uova entro massimo 48. L’escrezione delle uova può durare fino a 100 giorni.

Sintomi principali

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Le manifestazioni cliniche dell’infestazione da pulci possono variare e dipendono da vari fattori. Generalmente se l’animale non è allergico non mostra segni; tuttavia la saliva delle pulci è irritante per cui può stimolare un fenomeno infiammatorio della pelle (dermatite immunoallergica da pulci). Il meccanismo immunoallergico consiste nella formazione di un complesso tra alcune sostanze presenti nella saliva della pulce e altre dei tessuti animali con il risultato di sensibilizzare l’ospite. Dunque, alla prima puntura il soggetto non ha sintomi perché si è solo ipersensibilizzato. Successivamente manifesta la reazione infiammatoria le cui tracce non sono sempre visibili perché si sovrappongono traumatismi provocati dall’animale stesso per il forte prurito, che è il sintomo principale. Le lesioni cutanee sono generalmente localizzate nella regione dorsale, lombare e sulla coda. Nei gatti la dermatite immunoallergica si manifesta più frequentemente con croste ed aree alopeciche, ed è spesso localizzata alle orecchie.

La diagnosi è generalmente clinica osservando la presenza degli insetti o delle loro feci sul pelo dell’animale.

La malattia da graffio del gatto e la tenia del cane

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Le pulci del cane e del gatto oltre a causare dermatiti possono trasmettere dei patogeni. Infatti, possono veicolare un germe che infettando i gatti si rende responsabile della cosiddetta malattia da graffio del gatto nell’uomo. Questa malattia consiste in una lesione cutanea papulo-crostosa che può accompagnarsi a manifestazione di sintomi sistemici.

Le pulci possono veicolare ai loro ospiti la tenia del cane, allorquando un cane o un gatto inghiottono una pulce infetta. La tenia si localizza nell’intestino e l’infezione dà luogo a sintomi gastroenterici di moderata entità. Oltre a colpire canidi e felidi questa parassitosi è segnalata nei bambini che toccando il pelo di animali con pulci infette  portano alla bocca il parassita. Anche nell’uomo l’infestione ha un decorso generalmente benigno.

Inoltre, le pulci possono veicolare una forma parassitaria (Dipetalonema) che si localizza nel sottocute e nel tessuto adiposo perirenale del cane senza però dare sintomatologia evidente. Infine, le pulci del cane e del gatto possono veicolare all’uomo un microrganismo che causa la Febbre bottonosa del Mediterraneo.

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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Giuseppe Borzacchiello
Professore universitario di Fisiopatologia veterinaria
Sono professore universitario di ruolo presso il Dipartimento di Medicina veterinaria e Produzioni animali dell’Università degli studi di Napoli Federico II e titolare della cattedra di Fisiopatologia degli animali domestici. Ho insegnato in diverse Università italiane, corsi di perfezionamento e master universitari. Appassionato di animali e di cani in particolare, mi occupo da oltre vent’anni di ricerca scientifica nel campo della patologia spontanea degli animali domestici e di tematiche inerenti l’oncologia comparata.
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