Ogni volta che il servizio veterinario aveva bisogno di un posto per la degenza operatoria di qualche cane e la struttura era già al completo chiamava il rifugio di Nunzio. Con il suo piccolo spazio era l'unica soluzione che avrebbe garantito un posto tranquillo, sereno e pulito fino a che il cane in questione non sarebbe stato reimmesso sul territorio.

È da questo che nasce la collaborazione di Nunzio insieme ai veterinari di una piccola cittadina abruzzese: ogni volta che ce n’era bisogno lui non si tirava indietro e metteva a disposizione un posto per accudire un ospite, soprattutto se si trattava di un cane che in un secondo momento sarebbe potuto tornare sul territorio a vivere la sua vita da cane libero.

Le campagne in quella zona pullulavano di cani: a volte padronali, a volte abbandonati o che semplicemente avevano scelto le zone più periferiche della città spesso per far nascere i loro cuccioli.

Qualcosa però dal punto di vista umano iniziava a muoversi e finalmente i veterinari, in stretta collaborazione con i volontari, avevano capito che molti di quei cani sarebbero potuti a tornare a vivere liberi per le campagne, a patto che avessero trovato delle fonti di cibo, che non avessero dato fastidio agli insediamenti umani e agli altri animali delle zone rurali e che fossero in parte monitorati e sterilizzati per contenerne il numero.

Stella era proprio una di loro: una cagnolina di taglia contenuta, più pelo che chilogrammi, che si aggirava ormai da diversi mesi in compagnia di un altro gruppo che l'aveva lasciata liberamente entrare a far parte della loro famiglia. Stella però a differenza degli altri componenti del branco sembrava molto docile con le persone, tendeva ad avvicinarsi e a sostare vicino alle macchine parcheggiate. Si capiva che la piccola Stella, probabilmente, una casa e una famiglia forse l'aveva avute. I volontari ormai si erano abituati alla sua presenza, non c'erano problemi con gli altri cani, lei non disdegnava le carezze e tutto sommato aveva imparato a farsi voler bene da tutte le persone che sporadicamente avevano avuto la fortuna di incontrarla.

Aveva però un unico difetto: si avvicinava moltissimo alle macchine soprattutto quando rallentavano per prendere un bivio o una strada. Stella infatti tendeva ad aumentare la sua andatura e ad affiancarsi cercando di scorgere dalle portiere se all'interno di quelle macchine ci fosse qualcuno a lei conosciuto. Era proprio questo che aveva fatto pensare al fatto che forse avesse vissuto in una famiglia e che probabilmente si trovava in quella zona quasi completamente disabitata perché qualcuno ce l'aveva abbandonata proprio con la macchina. Ecco perché i volontari pensavano fosse un problema per lei: prima o poi si sarebbe potuta trovare in una brutta situazione. Quella vicinanza con le macchine, infatti, se avesse incontrato qualcuno che non prestava troppa attenzione, complice anche la sua piccola taglia, avrebbe potuto farla finire investita. E ahimè successe proprio questo e da lì la segnalazione ai veterinari di riferimento e poi la chiamata al rifugio di Nunzio: “..Non abbiamo posto qui: puoi tenere in degenza fintanto che non si riprende dall’operazione?". Senza neanche dirlo, Nunzio si era precipitato a prenderla.

Stella diventa mamma fra l’incredulità generale

Qualche settimana dopo ricevo una telefonata emozionantissima da Nunzio che sembrava agitatissimo: mi racconta qualcosa a cui io stessa stentavo a credere. Dopo l'incidente con la macchina, infatti, Stella era stata sottoposta ad un intervento particolarmente complesso ma nessuno si era domandato se quella cagnolina fosse sterilizzata o meno pur stando sul territorio da qualche mese. Non c’era del resto l’urgenza di domandarselo in quella situazione: l’importante era solo che si riprendesse il prima possibile e ci sarebbero volute settimane visto che aveva le zampine rotte. Fatto sta che complice forse anche l’abbondante pelo, nessuno si era accorto che la piccola fosse al termine di una gravidanza e nelle prime ore della luce mattutina, Nunzio arrivando al rifugio la trovò intenta ad accudire due minuscole palline di pelo che probabilmente erano nate durante la notte.

Era molto agitato al telefono, continuava a dirmi che Stella era stata bravissima, che aveva fatto tutta da sola nonostante non potesse muoversi molto e che quella sorpresa lo aveva lasciato senza parole, anche se a me non sembrava perché era mezz’ora che mi teneva al telefono incollata a raccontarmi ogni piccolo particolare minuziosamente! Chiudemmo scherzando sul fatto che eravamo diventati zii e che ci saremmo visti il fine settimana a venire quando li avrei raggiunti. Me li immaginavo già quei piccoli microbi di pochi grammi: Nunzio me li aveva descritti sino “all’ultimo pelo” e sapevo che mi sarei anche commossa da morire nel vedere quella mammina tutta fasciata e steccata occuparsi dei suoi piccoli. Certo, la svista era stata grossa e Stella avrebbe potuto rischiare molto, ma quella faccenda ci piaceva pensare che avesse un non so che di “miracolo” dentro: l’incidente, l’intervento e tutto il resto probabilmente erano stati già abbastanza traumatici e rischiosi ma, nonostante questo, lei era viva ed era una madre molto in gamba e i due nanerottoli avevano davvero voglia di venire al mondo, evidentemente.

Stella mamma bis!

Era tutto pronto per il mio viaggio dalla Toscana in Abruzzo e da lì a poche ore sarei stata felice di tornare da Nunzio al rifugio, coccolarmi i suoi cani, portare un po’ di cibo e conoscere finalmente la piccola Stella coi suoi cuccioli. Quando arrivai era tutto come lo ricordavo dall’ultima volta: i grandi recinti, i cani in piccoli gruppi stesi al sole del pomeriggio e poi la parte al chiuso con i soggetti più anziani e quelli che avevano bisogno di maggior cura.

Dopo averla incontrata, subito avevo capito che Stella era davvero brava: avevo aiutato Nunzio a sfasciare le zampe e a medicarle, tutto senza che lei facesse un fiato ma con un occhio sempre attento ai suoi piccoli lasciati in cuccia. La ripresa era a buon punto e ben presto Stella sarebbe tornata alla normalità: avevamo questo pensiero fisso nel rimetterla sul territorio ma purtroppo nessuna certezza di riuscita. Nunzio ventilava l’ipotesi di una adozione vista la sua docilità ma era ancora presto per sbilanciarci su questo. Era pur vero che il tempo passava e lei avrebbe avuto necessità di altri interventi per le zampe, il che rendevano difficile pensare di poterla far tornare in modo definitivo col suo gruppo libero.

Il giorno successivo al mio arrivo, come ogni volta, ero subissata di telefonate e notizie di ogni genere: nel tornare al rifugio Nunzio mi chiese di fermarmi ad aspettare una volontaria che non conoscevo che aveva trovato nell’immondizia una busta con 3 gattini: avrei dovuto fare un trasporto da lui dei neonati e una persona molto gentile si era offerta di provare ad attaccarli ad una gatta che sostava vicino casa sua con dei cuccioli che, avendo latte, avrebbe potuto far da balia ai poveri micetti. Questo aumentava la loro sopravvivenza, avrebbero comunque avuto tutte le cure parentali del caso ed era un tentativo che andava fatto sperando che la gatta li accettasse. Mi prestai al trasporto arrivando nella zona del rifugio con questo scatolone di micini che miagolavano disperati e affamati: quello che vedemmo però ci lasciò senza fiato. Stella nel sentirli iniziò subito a muoversi dalla cuccia, faceva per alzarsi con tutti gli impedimenti del caso ma voleva assolutamente raggiungerli e sembrava molto agitata. Convenimmo che nell’attendere la signora, avremmo comunque potuto avvicinarglieli per farla stare calma e con Nunzio ci pareva una cosa ragionevole e senza rischi. Glieli facemmo annusare e Stella iniziò subito a leccarli, proprio come faceva coi suoi piccoli: li muoveva dolcemente col muso come quando cercava di ribaltare i suoi piccini per pulirli e stimolare i loro bisogni. Con grandissima attenzione glieli deponemmo nella cuccia pronti ad ogni intervento necessario e con la magia delle cose naturali e istintive, mentre lei si acciambellava come meglio poteva, i tre micetti iniziarono la scalata verso le mammelle. Non credevamo ai nostri occhi, sembrava una di quelle storie che si leggono sui giornali, quelle che assomigliano quasi più a delle fiabe che a delle storie vere. Stella era diventata mamma per la seconda volta, certo madre acquisita e per lo più di una specie diversa, ma ci sembrava la cosa migliore in quegli istanti.

E poi una famiglia per tutti, Stella e i suoi cuccioli di cani e gatti

Fu la nostra salvezza perché la mamma gatta rifiutò quei piccini perché i suoi gattini erano già grandicelli e lei era tornata ad essere più indipendente e libera di muoversi che di dedicarsi a quei neonati. Non credo che ricorderò mai sensazioni simili a quelle che provai quei giorni, alla riconoscenza anche verso questa piccola grande cagnetta, tanto generosa quanto forte nella ripresa dall’incidente e mamma a tutto tondo. Diventò la mia piccola eroina, tanto da affidarla alla persona che reputo essere ancora oggi tra i miei migliori amici e ugualmente per i suoi cuccioli, due maschietti, a cui trovammo un’adozione coi fiocchi. In quanto ai gattini, beh, oggi sono tre dei miei gattoni che condividono la loro vita con me e i miei cani già da diversi anni.

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