Il primo maggio viene celebrata la Festa dei lavoratori, una ricorrenza che ha le sue origini nella Rivoluzione Industriale degli Stati Uniti D'America, in memoria delle lotte e manifestazioni per i diritti degli operai e per la riduzione dell'orario di lavoro. La prima legge riguardo le otto ore lavorative giornaliere è infatti entrata in vigore proprio il primo maggio del 1867 in Illinois e da lì si è espansa in tutto il territorio americano.

Non solo l'uomo però ha conquistato i propri "diritti lavorativi", ma anche altre specie: la concezione di animali da lavoro infatti è molto cambiata nel corso del tempo. In passato si basava esclusivamente sul concetto di "utilità": l'animale veniva usato per eseguire una performance specifica basata sulle sue abilità e caratteristiche. Ad oggi invece si è passati ad un'idea più collaborativa tra uomo e animale, dove le richieste si basano sulla relazione e sulla mente dell'individuo. Ma chi sono gli animali che collaborano con l'uomo?

Gli animali che collaborano con l'uomo

Sono tanti gli animali che in passato hanno aiutato l'uomo in diversi compiti e con cui collaborano tutt'oggi. L'aiuto infatti che una specie non umana, dotata di sensi e abilità fisiche differenti dalle nostre, può dare all'uomo è davvero incredibile. Basti pensare ad esempio al cavallo (Equus ceballus): la domesticazione di questa specie è avvenuta circa 5500 anni fa ed è stata una vera e propria rivoluzione. Grazie alle sue potenti capacità fisiche infatti questo grosso animale ha permesso a popolazioni lontane di spostarsi e comunicare tra loro, permettendo così anche uno scambio sia culturale che genico.

Così come il cavallo anche l'asino non è stato da meno: è infatti l'animale da trasporto, o per meglio dire da soma, per eccellenza, utilizzato per ben 5.000 anni per trainare oggetti e per lavorare nel campo dell'agricoltura, ricoprendo così anch'egli un ruolo determinante nello sviluppo delle società umane. Ad oggi è ancora possibile vederlo spesso nei campi mentre trasporta grossi pesi sulla groppa o intento a trascinarsi dietro i carri.

Tra gli animali che collaborano con l'uomo ce ne sono anche altri che ad oggi non vengono visti di buon occhio ma che in passato hanno spesso aiutato la nostra specie. Parliamo ad esempio del cosiddetto piccione viaggiatore (Columba livia domestica), una razza di piccione domestico allevato e selezionato per riuscire a trovare la strada di casa anche su lunghe distanze. Grazie a questa strabiliante abilità l'uomo l'ha utilizzato per secoli come mezzo comunicativo per inviare messaggi a chi era lontano ma la sua funzione è stata poi "sostituita" dal telefono. Ce n'erano addirittura di due tipi rispetto all'ambito in cui operavano: i piccioni postali o i piccioni di guerra.

Collaborazione uomo-cane

Di collaborazioni però, ce n'è sicuramente una che non è possibile tralasciare: quella tra uomo e lupo, la cui domesticazione, secondo studi recenti, risalirebbe addirittura a 40 mila anni fa e che ha portato alla relazione con il cane che conosciamo oggi. Le due specie si sono infatti avvicinate in un remoto passato quando si sono rese conto che potevano trarre vantaggio l'una dall'altra. L'uomo infatti ha approfittato delle brillanti capacità del "proto-cane" di cacciare e scovare le prede, mentre il "proto-cane" in cambio guadagnava un maggiore e più facile accesso al cibo.

Si può dire quindi che, probabilmente, l'inizio dell'amicizia tra uomo e cane si è basata proprio sulla collaborazione e continua a farlo tutt'ora. I cani infatti, essendo dotati di sensi molto diversi rispetto ai nostri, possono fare delle cose strabilianti che noi possiamo solo lontanamente immaginare. Pensate ad esempio che un cane può addirittura riuscire a sentire un ramarro nascosto sotto terra, incredibile no?

Proprio per le loro capacità i cani sono spesso degli importanti collaboratori dell'uomo: a partire ad esempio da quelli da soccorso che impegnano le loro qualità per andare alla ricerca di persone disperse o per salvare quelle in difficoltà. Alcuni cani sono ovviamente più portati e vogliosi di farlo: questo dipende dalla razza e dalle motivazioni individuali. Labrador e Golden Retriever sono ad esempio i cani da soccorso perfetti per la loro alta motivazione affiliativa e collaborativa che li rende entusiasti di partecipare a questo tipo di attività.

Non sono però di certo gli unici a collaborare con l'uomo: i segugi ad esempio, grazie al loro fiuto eccezionale, riescono a "trattenere" nella memoria un preciso odore per lungo tempo, riuscendo così a fiutare specifiche malattie o trovare cadaveri. Infine anche i cani delle forze dell'ordine possono essere di grande aiuto alla comunità permettendo ad esempio di scovare esplosivi o stupefacenti.

Qualsiasi sia il "lavoro" che il cane svolge e per cui è stato allenato, un buon addestramento si deve basare sulla collaborazione e sulla relazione e mai sull'imposizione. Un buon conduttore deve infatti prefiggersi lo scopo di favorire le naturali inclinazioni del cane, coinvolgerlo in attività che ha davvero voglia di fare e conferirgli gli strumenti giusti per affrontare i compiti che gli vengono assegnati.

Uomo-animali: la relazione al centro

La differenza tra oggi e il passato è però che gli animali non vengono più considerati solo mezzi da lavoro che servono per un nostro scopo, ma al contrario vengono riconosciuti come soggetti con una propria mente e dei propri bisogni. Il rapporto di sfruttamento del passato si trasforma così in una collaborazione in cui si può chiedere all'altro un aiuto solo se vi è un presupposto di base: la relazione. Solo ed esclusivamente attraverso la conoscenza dell'altro è infatti possibile capire quanto, se e cosa gli si può chiedere.

Lo sviluppo di una relazione con un'altra specie inoltre permette di ottenere dei benefici davvero unici ed è proprio su questo concetto che infatti è nata e si è sviluppata la pet therapy, o per meglio dire, gli Interventi assistiti con gli animali (IAA). Questi interventi si basano sulla collaborazione tra uomo e animale e sono rivolti a diversi tipi di persone come anziani o persone con disabilità. Attraverso lo sviluppo di una relazione con un'altra specie i giovamenti che se ne possono trarre sono davvero tantissimi: è proprio dalle differenze che si possono infatti capire tante cose di se stessi e degli altri.