“Perché il cane si scrolla?” Molti se lo chiedono e il motivo è che spesso i cani lo fanno non solo quando più ce lo aspetteremmo, ossia per scuotere via qualcosa dal mantello, ma in diverse altre situazioni e a volte anche senza un’apparente ragione. Dire infatti che il cane si scrolla per fare questa o quest’altra cosa può indurre a pensare che nel farlo abbia sempre delle intenzioni precise. Tuttavia scrollarsi non è come saltare un fosso o correre dietro una pallina, ovvero un’azione compiuta in vista di un obiettivo, ma è più simile al tipo di reazione che si ha in risposta a un certo stimolo, come ad esempio grattarsi quando si sente un prurito.

Un comportamento che ha origini antiche

La prima considerazione da fare è sulla differenza tra etologia e psicologia: la prima studia i comportamenti tipici di una specie e il loro valore adattativo, ossia il loro ruolo per la sopravvivenza; l’altra i moventi individuali, cioè le ragioni per cui un particolare soggetto compie un’azione in un dato momento. Ecco che allora, etologicamente, lo scrollarsi si mostra come un comportamento antico che non riguarda solo i nostri cani. Per trovarne le origini bisogna risalire a diversi milioni di anni fa e ai primi animali dotati di mantello. Essendo questo un comportamento universalmente diffuso, possiamo affermare con una certa tranquillità che è anche quello che evolutivamente si è dimostrato più efficiente per rimuovere dalla superficie del pelo sostanze estranee. In parole semplici quei soggetti in grado di metterlo in atto ne hanno tratto vantaggio, si sono riprodotti e dunque lo hanno trasmesso ai propri discendenti. E tuttavia sebbene questo ci dica perché i cani si scrollano anziché far qualcos’altro (per esempio saltellare o buttarsi in terra) ancora non ci spiega perché il nostro cane lo fa proprio in quel preciso momento e nemmeno perché a volte lo fa pure quando nulla all’apparenza lo giustifichi. Per comprendere ciò dobbiamo integrare l’indagine etologica con lo studio del complesso funzionamento del sistema mente-corpo.

Scrollarsi, un’attività molto interessante

Una prima considerazione va fatta sul funzionamento del sistema nervoso e in particolare precisando che esso non comanda soltanto le azioni volontarie. Esiste una sua parte, detta SNA (Sistema Nervoso Autonomo) che, attraverso la stimolazione di recettori e ghiandole che a loro volta producono ormoni, regola tutta una serie di funzioni che possono avvenire anche in maniera inconscia o persino involontaria. La pelle, che è l’organo più esteso del corpo, è disseminata di una incredibile quantità di recettori e molti di essi sono collegati anche al SNA. Lo scrollarsi, in questo senso, è dunque un’attività molto interessante perché apre una serie di dubbi. È un’azione volontaria? È un automatismo? Un cane sceglie o decide se scrollarsi o meno? È molto difficile dare una risposta univoca a tale domanda.

Il cane si scrolla per far passare lo stress

Ciò che invece possiamo dire con quasi certezza è che questa azione è profondamente legata a delle sensazioni corporee: quando si creano determinate condizioni un certo equilibrio viene alterato e lo scrollarsi è l’azione che, nel riportare l’equilibrio, dà anche una sensazione di piacere. Probabilmente l’essere bagnato oltre un certo grado, così come l’essere ricoperto da qualche sostanza estranea, ad esempio la terra o la polvere, provoca una certa sensazione di disagio; lo scrollarsi è l’attività che rimuove il problema e questa dà una sensazione di benessere. Questo ci fornisce una ragione abbastanza chiara del perché il nostro cane si scrolla per esempio subito dopo aver fatto un bagno, o dopo essere stato per un po’ sotto la pioggia, dopo essersi rotolato su una polverosa strada di campagna o magari dopo un’ampia manipolazione. In tutte queste situazioni vi è infatti una stimolazione esterna della pelle che in qualche modo può aver attivato diversi recettori e aver quindi causato una forma di stress. Detto in una forma più tecnica: lo stress è dato da quelle circostanze che, rompendo un equilibrio, vanno a creare uno stato di disagio fisico o mentale; sono invece dette di “coping” quelle strategie volte ristabilire l’equilibrio (il termine coping, infatti, deriva dall’inglese “to cope with” che in italiano si traduce con “far fronte a”).

I cani si scrollano quando si sentono a disagio

Qualunque situazione problematica può essere considerata come uno stress e così ogni attività volta a risolvere il problema è una strategia di coping. Tutte le volte che tali strategie portano un successo ad esse è associato uno stato di benessere. E tuttavia vi sono attività che, oltre al benessere dovuto all’eliminazione del problema, danno anche una sensazione piacevole nell’atto di compierle. Possiamo supporre che queste siano anche quelle evolutivamente più antiche e, come lo scrollarsi, in qualche modo legate anche al SNA. Tra queste possiamo annoverare per esempio il grattarsi, il leccarsi, lo sbadigliare, il masticare o anche il mangiare e il bere. Queste attività possono essere messe in atto in particolari situazioni di tensione, alle volte anche in modo inconsapevole, come forma di auto rassicurazione così che il soggetto, attraverso il piacere da esse prodotto, riesce a far fronte a particolari situazioni di stress la cui causa non può essere direttamente rimossa. In pratica, quando un soggetto si trova ad affrontare una situazione difficile, le strategie di coping possono essere di due macro categorie: quelle volte ad affrontare e risolvere il problema e quelle volte a gestire il proprio stato emozionale.

Lo scrollarsi è un’attività estremamente interessante perché si trova a poter svolgere una duplice funzione. Ci consente dunque di capire un po’ meglio l’etologia del cane ed anche la sua psicologia. E, a pensarci bene, anche noi nei momenti di tensione mettiamo in atto diverse strategie di coping che, se anche non risolvono il problema, ci aiutano rimanere sereni e concentrati.

Perché il cane si scrolla quando esce dall’acqua?

Dopo la lettura di questo articolo c'è forse un'altra domanda che tutti ci siamo sempre fatti: Ma perché il mio cane quando esce dall'acqua viene a scrollarsi proprio vicino a me facendomi la doccia? A questo atavico dilemma mi sento di rispondere con un’altra domanda: noi dove siamo quando il cane arriva sul bagnasciuga? In genere, quando esce dall'acqua, il cane tende a tornare da noi, ma entro pochi secondi sentirà il bisogno di scrollarsi. Se invece di aspettarlo proprio sulla riva ci mettiamo a distanza probabilmente almeno la doccia più grossa la riusciremo ad evitare.

Attenzione però perché spesso i cani si sgrullano più volte dopo un bagno e, così come noi, anche gli asciugamani posati in terra sono per lui dei punti di riferimento e possono essere una valida soluzione B.

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