Membro del Comitato Scientifico di kodami
Istruttore cinofilo CZ

Durante una lezione di scrittura creativa si discuteva sul leggere romanzi, su quanti se ne siano scritti, sulla naturale propensione dell’essere umano a raccontare e ascoltare storie, anche sui cani e su altri animali. Ad un certo punto era emersa una domanda: «Perché leggiamo tanti libri?». Pensai che una possibile risposta potesse essere: «Perché una sola vita non ci basta!». Tra le altre cose, leggere un buon libro ci permette di assumere il ruolo e sperimentare per un po’ la vita di qualcun altro, vivere avventure e esplorare luoghi che altrimenti non potremmo mai conoscere nella nostra realtà.
Quante volte da piccolo ho imitato il mio cane, desideravo sapere cosa si provasse ad avere una coda come lui… In fondo siamo animali esplorativi, sempre con la voglia di andare oltre, di scoprire quello che c’è al di là dell’ostacolo ed ecco che, proprio come il giovane Leopardi, sguinzagliamo l’immaginazione e la creatività per sognare l’infinito al di là della siepe che ci impedisce lo sguardo. Costruiamo mondi nella nostra mente, mondi che ci fanno vibrare di emozioni… Emozioni che il leggere ci dona, sia che si navighi nella pura fantasia che nella scoperta tra le pagine di un saggio.

Così un cane ci fa vivere più vite

Una sola vita non ci basta. Ecco che allora il cane, tra le altre molteplici cose che ci ha donato – o che a lui abbiamo letteralmente estorto – ci offre l’impagabile possibilità di esplorare un infinito nuovo mondo, che esiste fuori dalla nostra portata ma che è sovrapposto, compenetrato direi, al nostro: la realtà vista e vissuta dal nostro compagno a quattro zampe. E la cosa veramente eccezionale, unica e irripetibile, è che lui, il cane, ha in sé tutto il desiderio di renderci partecipi del suo particolare mondo. Continuamente si sforza di comunicare a noi, una specie animale così differente, quello che vede, sente, prova e, soprattutto, pensa circa il suo mondo.

Abbiamo quindi la grande opportunità di scoprire un altro universo che si trova proprio qui: attraverso quel varco, quella soglia che è il punto di sovrapposizione delle due realtà, avendo un Cicerone tanto motivato nel farci strada.

Avere una guida in questo viaggio è assai importante perché, sebbene le due realtà siano così differenti, spesso è facile cadere in errore senza rendercene conto, soprattutto perché il cane è con noi tanto accondiscendente, talvolta sino all'inverosimile, da arrivare a mettere in dubbio la sua realtà in favore della nostra.

Una porta per entrare nel mondo dei cani

Abbiamo dunque questa possibilità e su Kodami, se la cosa vi aggrada, vorrei provare ad entrare in quel mondo, accompagnando i lettori alla scoperta di quello che i cani ci possono raccontare di loro stessi, mettendo in parallelo la nostra prospettiva e la loro, in quella realtà che i cani mi hanno raccontato e ancora mi raccontano.

Il primo passo sarà quello di intaccare – almeno un poco – il nostro punto di vista, la realtà che naturalmente diamo per scontata e assodata. Attraverseremo la mente del cane, il suo mondo interiore, partendo in primis dai suoi sensi, che sono le sue finestre sul mondo, e confrontandoli con i nostri daremo una prima occhiata al di là della soglia oltre la quale lui ci attende scodinzolando.
Quello che ho compreso in tutti questi anni di studio, osservazione e lavoro è che il nostro cane ha molte più cose da raccontarci sul mondo di quante noi si possa sperare di dirne a lui. Quindi conoscere il cane appaga anche il nostro desiderio di scoperta, rafforza la nostra creatività, e ci può far scoprire quanto sia profondo il nostro legame con lui. E tutto questo al di là delle sensazioni che spesso non riusciamo a spiegarci, perché per amare veramente qualcuno non si può prescindere dalla sua intima conoscenza.

I sensi, le emozioni e la mente del cane

Il cane non vede come noi, non annusa come noi, non sente come noi. Ma non si tratta solamente di ciò che concerne le dotazioni fisiche, più o meno efficienti: si tratta soprattutto delle dotazioni cognitive, del fatto che il cervello di un cane è diverso dal nostro. Il cane pensa in modo diverso da noi, attribuisce – per lo più – significati diversi alle cose e ai fatti che sperimenta rispetto a ciò che facciamo noi.

Prima di iniziare il nostro viaggio vorrei mettere in evidenza un fatto: benché vi siano tra noi parecchie differenze, il nostro cane sviluppa la capacità di comprenderci e di amarci in modo molto profondo. Sono portato a pensare che siano pochi gli esseri viventi così capaci di capirci e rimango sbalordito davanti alla profonda empatia che sono in grado di mostrare verso di noi, talvolta di gran lunga più profonda di quello che riusciamo a fare noi, anche nei confronti dei nostri stessi simili.