In queste ore diverse testate e quotidiani stanno riportando la notizia dell'arrivo in Italia di una nuova specie di zanzara proveniente dall'Asia: la zanzara giapponese (Aedes japonicus) ma la comparsa della nuova specie invasiva è già stata attestata e documentata e di certo non è una cosa recentissima, purtroppo.

La prima segnalazione nel nostro paese è avvenuta infatti nel luglio del 2015, in tre siti differenti in una valle del Friuli Venezia Giulia al confine con l'Austria, come riportato in un breve report pubblicato su Parasites & Vectors. Da allora nel giro di poco tempo la specie si è diffusa rapidamente in tutte le aree montana e pedemontane, aggiungendosi alle altre due del genere Aedes già naturalizzate, la zanzara tigre (A. albopictus) e quella coreana (A. koreicus).

Le preoccupazioni per il suo arrivo sono però più che fondate: questo insetto è stato infatti inserito nella top 100 delle specie più invasive del mondo dall'Invasive Species Specialist Group della IUCN.

Avvistata per la prima volta in Europa nel 2000, negli anni successivi la zanzara giapponese si è diffusa con rapidità a partire da Slovenia e Austria anche nei paesi vicini, Italia compresa. È arrivata con tutta probabilità attraverso scambi commerciali con Giappone, Corea e Cina meridionale, l'area di origine di questo dittero, e deve il suo successo all'enorme plasticità ecologica. Il suo habitat originale è formato da boschi e praterie umide, ma è in grado di adattarsi con una facilità impressionante anche agli ambienti urbani. Inoltre è un insetto incredibilmente resistente, che sopporta piuttosto bene le miti temperature invernali dei paesi temperati, e questo potrebbe facilitare ulteriormente la sua diffusione.

La zanzara giapponese (Aedes japonicus) è molto simile a quella tigre (A. albopictus) ma di dimensioni maggiori
in foto: La zanzara giapponese (Aedes japonicus) è molto simile a quella tigre (A. albopictus) ma di dimensioni maggiori

Dall'aspetto e dalla biologia molto simile alla zanzara tigre, come le altre zanzare rappresenta un potenziale rischio per la salute pubblica, perché è in grado di trasmettere alcune malattie piuttosto pericolose per l'uomo, come Dengue, Chikungunya e probabilmente la febbre West Nile.

Considerando la sua estrema adattabilità gli esperti temono quindi che possa espandersi molto rapidamente nel resto del Nord Italia. La Regione Friuli Venezia Giulia e l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie hanno perciò già avviato da tempo una compagna di prevenzione contro la diffusione di questa zanzara invasiva. Evitare ristagni d'acqua in casa e in giardino, così come l'utilizzo di repellenti e zanzariere sono buone pratiche per contenere l'espansione di tutte le specie di zanzare, ma difficilmente serviranno ad arrestare definitivamente l'espansione di queste ennesima specie invasiva.

Il mix letale di globalizzazione e cambiamenti climatici favorisce enormemente la diffusione di queste specie tanto adattabili e prolifiche, e con le temperature medie sempre più alte dovremmo rassegnarci a convivere sempre più con questi insetti anche in inverno. Nonostante ciò bisognerà provare ad arginare l'invasione mettendo in campo tutte le possibile soluzioni. Dai classici insetticidi per gli adulti, ai larvicidi nelle pozze d'acqua. Ma anche utilizzando nuove e sempre più avanzate strategie di controllo, come il rilascio di maschi sterili geneticamente modificati in grado di abbattere drasticamente il successo riproduttivo dei ditteri, fino a far arrivare al collasso intere popolazioni.

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