Zanzare geneticamente modificate per tenere sotto controllo in particolare le popolazioni di Aedes aegypti, vettori di maggior diffusione delle più note malattie infettive, tra cui la malaria, la dengue e la febbre gialla, minacce per la salute pubblica nei confronti delle quali l’impiego di insetticidi ha difficoltà a rispondere adeguatamente. L’azienda britannica di biotecnologia Oxitec ha ottenuto dopo dieci anni l’approvazione dell’esperimento dall’Environmental Protection Agency (EPA) e ha così potuto rilasciare nell’ambiente questi animali. La ricerca è stata pubblicata su Nature.

La prima volta è toccato agli Usa, precisamente nelle isole Florida Keys dove la specie Aedes aegypti rappresenta circa il 4% della popolazione di zanzare, ma è responsabile praticamente di tutte le malattie trasmesse dalle zanzare agli esseri umani nella regione, secondo il Florida Keys Mosquito Control District (FKMCD), che sta lavorando a stretto contatto con Oxitec al progetto.

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I ricercatori rilasceranno maschi bioingegnerizzati di Aedes aegypti che non pungano, per farli accoppiare con la popolazione femminile autoctona responsabile del morso e della trasmissione di malattie, introducendo così un gene che uccide la progenie femminile nelle prime fasi larvali. La prole maschio, invece, non morirà ma diventerà invece portatrice del gene e lo trasmetterà alle generazioni future. Man mano che moriranno più femmine, la popolazione di Aedes aegypti dovrebbe diminuire.

Per monitorare i progressi della sperimentazione, i ricercatori utilizzeranno dispositivi di cattura per intrappolare le zanzare. Misureranno quanto lontano le zanzare maschi si spostano, quanto tempo vivono, quanto efficacemente sopprimono la popolazione di zanzare femmine selvatiche e se tutte le femmine con il gene nuovo stiano effettivamente morendo. La reazione dei residenti è stata però controversa e l'opposizione all’esperimento sul campo in Florida è stata molto forte. Preoccupati di essere morsi dalle zanzare o che gli insetti possano interrompere l'ecosistema del loro territorio e generalmente scontenti di essere stati scelti come sito di prova, alcuni hanno minacciato di far deragliare gli esperimenti spruzzando insetticidi vicino ai punti di rilascio.

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«Come si può immaginare, le reazioni sono molto contrastanti» afferma la biologa molecolare Natalie Kofler, che tiene lezioni alla Harvard Medical School di Cambridge, nel Massachusetts, ed è la fondatrice di Editing Nature, un'organizzazione che sostiene lo sviluppo responsabile e la supervisione delle tecnologie di modifica genetica. «Molte delle preoccupazioni derivano dall'incertezza tipica che una nuova tecnologia può provocare» afferma Kofler, che da anni segue questo progetto. «Oxitec ha collaborato con la comunità di Florida Keys per fornire informazione dettagliare sull’esperimento e cercare di rispondere a domande e dubbi. Ma molte persone non si fidano affatto delle rassicurazioni delle multinazionali».