Finalmente anche la compagnia francese Air France ha detto basta al trasporto sui suoi velivoli di scimmie destinate alla sperimentazione.

Nel momento in cui scadranno gli impegni già presi, i voli della compagnia di bandiera d’Oltralpe interromperanno immediatamente questi veri e propri viaggi della morte.

Un indescrivibile calvario per i poveri primati, imballati in piccole casse ammucchiate una sopra l'altra e trasportate per giorni interi in condizioni terribili in balia di freddo, sete, rumore e stress e prive della minima possibilità di opporsi all’angoscia continua.

Non di rado molte muoiono durante il trasporto e a quelle che sopravvivono aspetta una vita in un laboratorio di sperimentazione animale, sottoposte a orribili test della durata magari di anni, nei quali la morte può essere considerata un dono.

Una vittoria ottenuta grazie alla lunga battaglia condotta dalla PETAPeople for the Ethical Treatment of Animals, associazione no-profit che si occupa di difendere e tutelare i diritti degli animali e dalle varie organizzazioni contro la vivisezione in tutto il mondo.

È grazie a loro che un numero sempre crescente di aviolinee ha rinunciato a tali trasporti. I primi di marzo del 2013 lo ha fatto la compagnia aerea China Eastern. E a seguire anche la Swiss Air.

E, in tempi più recenti, un’altra compagnia aerea ha detto stop dopo un terribile incidente in cui sono morte più di cento scimmie: si tratta della compagnia di bandiera keniota Kenya Airways, che dallo scorso marzo ha rinunciato a trasportare all’estero macachi e altre scimmie destinate alla sperimentazione.

Questo business orribile è gestito attualmente solo da una manciata di compagnie aeree e tra quelle europee figurava Air France. Che adesso, finalmente, si è convinta a smettere.

La soddisfazione della Peta e delle altra organizzazioni animaliste è molta, anche se è chiaro a tutti, che si tratti della vittoria solo di una battaglia. La guerra, infatti, non sarà vinta, finché, la sperimentazione di farmaci, vaccini e cosmetici sugli animali sarà legale, e finché sarà consentito tenere animali chiusi in gabbia e sottoporli ad atroci esperimenti.

Mauritius, isola sogno per i turisti e incubo per le scimmie

L’isola di Mauritius, nel sud-ovest dell’Oceano Indiano, località balneare molto apprezzata dai turisti, per le scimmie è, invece, un vero inferno. Questo luogo paradisiaco è tra i più grandi esportatori al mondo di scimmie per i laboratori di ricerca sperimentale.

Negli allevamenti e, poi durante il trasporto degli animali, la violazione della legge sulla protezione del loro benessere è una consuetudine. Le estese indagini della BUAV (Unione britannica per l’abolizione della vivisezione) scoprono ripetutamente abusi e violazioni massicce.

Per esempio, non dovrebbero mai essere trasportate scimmie in stato di gravidanza, né scimmie madri con i piccoli, a causa del grave stress al quale sono sottoposte durante il volo. Tuttavia questa pratica è all’ordine del giorno.

Certo, le compagnie aeree non tengono un registro sulle numerose violazioni durante i voli e, infatti, non esistono dati attendibili sulla portata reale di questa deprecabile sofferenza. Nonostante questo, però, è ormai noto, che ogni anno il numero di scimmie trasportate dagli allevamenti di Mauritius verso l’Europa si aggiri sui 10mila esemplari l'anno.