9 Maggio 2022
17:13

Dalla Regione Emilia Romagna 100.000 euro per la ricerca su metodi alternativi alla vivisezione

La Regione Emilia Romagna stanzia un premio da 1.000 euro alle migliori 10 tesi di laurea magistrale incentrate sulle metodi che mirano a non utilizzare gli animali nella ricerca o, in alternativa, a ridurre o sostituire il loro uso, e 6 borse di ricerca del valore di 15.000.

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scimmia sperimentazione Elon Musk

La Regione Emilia Romagna investe sulla ricerca in campo scientifico e animale, offrendo una serie di incentivi economici a studenti e ricercatori che decidono di specializzarsi nell’individuazione di metodologie alternative alla vivisezione.

Nell’avviso di selezione pubblicato a fine aprile, la Regione ha richiamato la legge regionale 1 agosto 2022 che contiene le norme contro la vivisezione e che promuove “la tutela degli animali dall'utilizzo a fini sperimentali o ad altri fini scientifici e didattici mediante la diffusione di metodologie sperimentali innovative che non facciano ricorso ad animali vive”. Con il bando, l’ente (che per primo si è dotato d una legge in questo senso) mette a disposizione un premio da 1.000 euro alle migliori 10 tesi di laurea magistrale incentrate sulle metodologie che mirano a non utilizzare gli animali nella ricerca o, in alternativa, a ridurre o sostituire il loro uso, e 6 borse di ricerca del valore di 15.000 euro ciascuna per lo studio di metodologie innovative in campo medico senza ricorrere alla sperimentazione su animali di laboratorio.

La Regione gestita da  Stefano Bonaccini nei mesi scorsi ha siglato un accordo di collaborazione tecnico-scientifica con le Università di Bologna, Parma, Modena-Reggio e Ferrara, che  si è concretizza nell’avviso di selezione pubblica ad hoc. I premi andranno a tesi presentate negli ultimi tre anni accademici (2019-2020, 2020-2021 e 2021-2022) da studenti di uno dei quattro atenei emiliano-romagnoli, mentre le borse di ricerca sono riservate a neolaureati da non più di due anni impegnati all’interno dei dipartimenti universitari in progetti di ricerca di durata annuale sui metodi alternativi alla sperimentazione sugli animali vivi.

La selezione delle candidature sarà affidata a una apposita commissione nominata dall’assessorato alle Politiche per la salute e composta dal responsabile del Servizio Prevenzione collettiva e Sanità pubblica della Regione, affiancato da due membri del Comitato etico regionale per la sperimentazione animale istituto sulla base della legge regionale in materia,  un esperto dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e Emilia-Romagna e un rappresentante  del ministero della Salute. La graduatoria resterà valida sino alla fine del 2023, e la Regione ha già annunciato la possibilità di stanziare risorse aggiuntive per replicare l’iniziativa il prossimo anno e assegnare ulteriori premi e contributi di ricerca ai candidati inseriti.

Sperimentazione animale, a che punto siamo in Italia

L’iniziativa dell’Emilia Romagna è un ulteriore passo avanti per mettere fine alla sperimentazione sugli animali individuando metodi alternativi a questa pratica, e arriva qualche mese dopo la decisione del ministero della Salute di sbloccare 1,6 milioni di euro da destinare proprio a questo filone di ricerca. Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso ottobre, è dedicato alle realtà pubbliche, alle università e agli istituti zooprofilattici sperimentali.

Il Ministro della Salute Roberto Speranza aveva fatto approvare nel Milleproroghe 2020 l’investimento di 6 milioni di euro per tre anni, ma proprio nel 2020 i fondi erano andati persi perché non era stato firmato il decreto di spesa. Anche Ema, l’Agenzia europea per il farmaco, sta portando avanti lo stesso percorso attraverso un gruppo di lavoro per l’implementazione di metodi alternativi per la ricerca in medicina umana e veterinaria. E l’Istituto superiore di sanità aveva già appoggiato il programma europeo Vac2Vac per sviluppare test in grado di sperimentare vaccini non usando gli animali.

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Andrea Barsanti
Giornalista
Sono nata in Liguria nel 1984, da qualche anno vivo a Roma. Giornalista dal 2012, grazie a Kodami l'amore per gli animali è diventato un lavoro attraverso cui provo a fare la differenza. A ricordarmelo anche Supplì, il gatto con cui condivido la vita. Nel tempo libero tanti libri, qualche viaggio e una continua scoperta di ciò che mi circonda.
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