© Wisrut Suwanphak
in foto: © Wisrut Suwanphak

A Lopburi in Thailandia, vicino al Santuario Phra Kan noto per ospitare migliaia di scimmie, è avvenuto uno scontro tra due gruppi di macachi di Giava (Macaca fascicularis) che hanno bloccato il traffico occupando il centro della strada. Il comportamento non è inusuale: già l'anno scorso, nel pieno della pandemia da Covid-19, tantissimi esemplari avevano occupato la città aggredendosi e litigando per accappararsi il cibo.

L'evento, avvenuto il 25 luglio, è stato ripreso da una persona del posto che ha successivamente pubblicato i video su Facebook, diventati virali in pochissimo tempo. Ecco il post originale, dove il testimone afferma di non aver mai visto un numero così elevato di scimmie, paragonando l'accaduto alle lotte tra gangster che si vedono nei film:

Le aggressioni a Lopburi e il Monkey buffet festival

Le aggressioni tra scimmie nella città di Lopburi sono piuttosto frequenti e possono riguardare l'accesso alle femmine, al potere, o la competizione per il cibo. Sembra proprio quest'ultimo il motivo che ha portato questi macachi a combattere tra loro. Lopburi è infatti una meta di attrazione per molti turisti che vengono a visitare il santuario e a alimentare gli animali. Ma non solo: ogni anno, l'ultima domenica di Novembre, nella città si celebra il Monkey Buffet Festival, ossia un gigantesco banchetto costituito principalmente da frutta e verdura prelibata di cui i macachi vanno ghiotti.

Il risultato nell'alimentare gli animali selvatici è però che gli esemplari si avvicinano sempre di più alle città, diventando dipendenti dal nostro cibo e perdendo la capacità a lungo termine di trovarlo in natura. Il motivo dell'aggressione è quindi da ricercare proprio nella scarsità di risorse alimentari: a causa della pandemia da Covid-19 la quantità di turisti si è ridotta notevolmente, già a marzo 2020 il turismo era calato del 44%, e di conseguenza meno persone nutrono questi animali che diventano più aggressivi e combattono tra loro. Questi primati inoltre, nonostante siano presenti in numeri elevati a Lopburi e provochino spesso "furti" di cibo ai negozi, sono ben tollerati dai residenti che li considerano sacri in quanto discendenti di Hanuman, una divinità indu.

Il macaco di Giava, una specie vulnerabile

Esemplare di Macaca fascicularis
in foto: Esemplare di Macaca fascicularis

Il macaco di Giava è una specie endemica del sud-est asiatico che vive in gruppi composti soprattutto da femmine, la loro prole e uno o più maschi. Esiste una gerarchia in entrambi i sessi, con individui domanti e altri subordinati. È una specie onnivora opportunista, che si ciba sia di animali che di piante, e vive principalmente nelle foreste pluviali ma ben si adatta alle zone antropiche. Il suo areale si sovrappone infatti spesso a quello dell'uomo, portando quindi a una convivenza tra le due specie. Queste scimmie sono inoltre abili nel rubare oggetti dai turisti e a scambiarli per ottenere una ricompensa in cibo. La specie è classificata come "vulnerabile" dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature), la cui principale minaccia è la caccia. Gli individui sono infatti spesso catturati e portati in strutture di allevamento, o utilizzati per la ricerca scientifica o ancora per il consumo locale. Il macaco è inoltre inserito nell'appendice II del CITES (Convention International Trade in Endangered Species of wild fauna and flora), come specie "non necessariamente minacciata di estinzione" ma il cui commercio deve essere regolamentato.

Salvate dai loro aguzzini le "scimmie rapinatrici" di Nuova Delhi