© Robert Irwin, Wildlife Photographer of the Year
in foto: © Robert Irwin, Wildlife Photographer of the Year

Il Wildlife Photographer of the Year è il concorso internazionale di fotografia naturalistica più importante e prestigioso al mondo. Nell'attesa della prossima edizione, che si terrà nell'ottobre 2021, il Natural History Museum di Londra, organizzatore della competizione, ha annunciato il vincitore del People's Choice Award del 2020, il premio assegnato dal pubblico grazie ai voti online. A vincere è stato il diciassettenne Robert Irwin, figlio del celebre Steve "The Crocodile Hunter", scomparso nel 2006 dopo essere stato punto da una pastinaca dalla coda corta.

La sua foto, intitolata "Bushfire", immortala dall'alto una linea di fuoco che avanza inesorabilmente creando distruzione nei boschi vicino al confine della Riserva Naturale di Steve Irwin a Cape York, Queensland, Australia.

La foto è risultata la più votata tra le 25 finaliste ed ha raccolto un totale di 55.485 voti. Questo è stato il commento del giovanissimo vincitore: «Sono incredibilmente entusiasta di vincere il Wildlife Photographer of the Year People's Choice Award. Per me, la fotografia naturalistica significa raccontare una storia per fare la differenza per l'ambiente e il nostro pianeta. Ritengo sia particolarmente speciale che questa immagine venga premiata, non solo come un onore personale, ma anche come promemoria del nostro effetto sul mondo naturale e della nostra responsabilità di prendercene cura».

Le altre foto "Highly Commended"

© Ami Vitale, Wildlife Photographer of the Year
in foto: © Ami Vitale, Wildlife Photographer of the Year

Insieme alla foto di Irwin sono state selezionate altre 4 immagini particolarmente apprezzate, che insieme alla vincitrice saranno esposte in mostra Natural History Museum. Tra queste immagine c'è "The last goodbye" di Ami Vitale, che ha immortalato il commovente saluto del ranger Joseph Wachira mentre conforta Sudan, l'ultimo maschio di rinoceronte bianco settentrionale (Ceratotherium simum cottoni), poco prima della sua morte. Scomparso a causa di complicazioni legate all'età, Sudan se n'è andato circondato dalle persone che si sono sempre prese cura di lui.

© Andy Parkinson, Wildlife Photographer of the Year
in foto: © Andy Parkinson, Wildlife Photographer of the Year

C'è poi "Hare ball" di Andy Parkinson, che ha trascorso cinque settimane a osservare le lepri bianche (Lepus timidus) nelle Highlands scozzesi. Tra i venti gelidi che sferzavano l'aria a oltre 90 chilometri orari Andy è riuscito a immortalare il piccolissimo movimento di una piccola femmina ghiacciata che con il suo corpo formava una sfera quasi perfetta.

© Guillermo Esteves, Wildlife Photographer of the Year
in foto: © Guillermo Esteves, Wildlife Photographer of the Year

In "Close encounter" Guillermo Esteves è riuscito a immortalare lo sguardo preoccupato di un cane che mentre è in auto osserva un alce (Alces alces) nel Grand Teton National Park, Wyoming. Dopo l'intenso scambio di sguardi il grosso maschio ha poi ripreso la sua strada.

© Neil Anderson, Wildlife Photographer of the Year
in foto: © Neil Anderson, Wildlife Photographer of the Year

L'ultima delle 5 foto selezionate è "Drey dreaming" di Neil Anderson. Grazie a un camera nascosta il fotografo britannico è riuscito a fotografare uno scoiattolo comune (Sciurus vulgaris) mentre si ripara dal freddo invernale per andare in letargo in una cassetta appositamente installata per loro da Neil.

La foto vincitrice assoluta dell'edizione 2020

© Sergey Gorshkov, Wildlife Photographer of the Year
in foto: © Sergey Gorshkov, Wildlife Photographer of the Year

La foto meravigliosa che invece ha vinto, nello scorso ottobre, il premio assoluto della 56esima edizione del Wildlife Photographer of the Year è stata scattata da Sergey Gorshkov. L'immagine ritrae una tigre siberiana (Panthera tigris altaica) che "abbraccia" quasi estasiata un abete di Manciuria (Abies holophylla). Il bellissimo scatto del fotografo russo è stato catturato all'interno del Leopard National Park, nella Russia orientale, grazie a una fotocamera nascosta. Questi grossi e rari felini, lasciano tracce odorose, peli, urina, graffi sulle piante per marcare il territorio.

La tigre siberiana è stata decimata da secoli dal bracconaggio e dalla diminuzione delle sue prede naturali come cervi e cinghiali, anch'essi cacciati. Secondo alcune stime, gli sforzi per la conservazione stanno dando dei primi incoraggianti risultati e oggi la popolazione di questa sottospecie è composta da 500-600 esemplari.