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14 Marzo 2023
10:34

I macachi selvatici sono capaci di produrre utensili identici a quelli dei primi ominidi

Degli studiosi hanno dimostrato che i macachi attualmente viventi e distribuiti all'interno di un parco della Thailandia sono in grado di produrre reperti litici simili a quelli prodotti dai nostri antenati. Questa scoperta potrebbe riscrivere la storia dell'antropologia moderna.

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Con grande sorpresa degli antropologi, una nuova ricerca pubblicata su Science Advances ha appena dimostrato come le scimmie moderne, ed in particolare la specie Macaca fascicularis, sono in grado di riprodurre dei manufatti litici. Utensili che risultano essere del tutto simili a quelli prodotti dai nostri antenati, per quanto non siano prodotti da un'azione intenzionale.

La scoperta è avvenuta nel Parco Nazionale di Phang Nga, in Thailandia, ed è stata realizzata da una equipe di primatologi ed antropologi appartenenti al prestigioso Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology.

Gli studiosi erano in Thailandia con l'intento di studiare ed analizzare complessivamente il comportamento di questi primati, quando si sono imbattuti nei primi reperti di macaco che hanno acceso la loro curiosità. «Fino ad ora si pensava che gli strumenti di pietra affilati rappresentassero l'inizio della produzione intenzionale ed artigianale, una delle caratteristiche distintive con cui riconosciamo l'evoluzione degli ominidi – hanno dichiarato Tomos Proffitt e Jonathan Reeves, fra gli autori principali dell'articolo – Questo nuovo studio sfida però le convinzioni di lunga data sulle origini della produzione litica intenzionale in specie che appartengono al nostro stesso lignaggio».

Secondo alcuni scienziati il ritrovamento di questi manufatti potrebbe cambiare per sempre il modo in cui vediamo i nostri antenati. Storicamente, le prime specie che difatti vengono considerate capaci di produrre questa tipologia di oggetti sono quelle che si presentano a cavallo fra l'origine del genere Homo e la scomparsa del genere Australopitecus. Tecnicamente per molto tempo è stata però la specie Homo habilis ad essere considerata la prima a essere capace di produrre i primi manufatti di roccia. L'osservazione però di decine di specie di scimmie capaci nella manipolazione delle rocce, tra cui i macachi di Phang Nga, rischia di destabilizzare definitivamente questa teoria.

Gli oggetti infatti impiegati dai macachi in Thailandia, per quanto possano sembrare agli occhi inesperti dei comuni sassi dai bordi taglienti, in verità sono il prodotto di una manipolazione ripetuta e legata al foraggiamento che li rende dei reperti unici, ribadiscono gli archeologi. Risultano essere strumenti semplici che però formano le tipiche scaglie conchoidali a spigoli vivi che è possibile vedere in tutti i depositi preistorici ed è proprio il ritrovamento di questi "detriti" nei pressi di popolazioni attuali a lasciare interdetti i ricercatori, poiché finora il loro ritrovamento era ritenuto il segno di una delle più grandi conquiste effettuate dal genere umano.

«Il nostro studio mostra che la produzione di utensili in pietra non è esclusiva degli esseri umani e dei nostri antenati e che l'invenzione dei primi manufatti taglienti potrebbe non essere stata il risultato dell'evoluzione di un pensiero cosciente che ha portato volontariamente i primati a produrre questi strumenti», ha affermato Tomos Proffitt. Questi reperti, dunque, in pratica si sarebbero originati accidentalmente a seguito di un comportamento.

Per confermare le loro ipotesi, i ricercatori hanno dovuto quindi per prima cosa raccogliere una grossa quantità di utensili prodotti dai macachi che abitano nel parco, per poi sottoporli alla scansione e al confronto diretto con i manufatti ritrovati in alcuni dei più antichi siti archeologici africani. Solo così i ricercatori sono stati in grado di dimostrare che molti dei manufatti prodotti oggi giorno dalle scimmie presentano gli stessi segni di quelli ritrovati in Africa e risalenti a milioni di anni fa. In alcuni casi gli scienziati hanno persino dimostrato come l'origine e l'impiego dei diversi strumenti fosse la stessa, chiarendo che i nostri antenati non avessero inventato una tecnica per produrli, ma che questi fossero stati creati non intenzionalmente, mentre gli uomini li utilizzavano.

Probabilmente le antiche specie appartenenti al nostro genere erano brave a manipolare gli oggetti e a sfruttarli per un certo scopo, ma non erano le uniche tra i primati a farlo e non n'erano neppure i migliori. « Rompevano i bordi delle rocce producendo i reperti che abbiamo ritrovato nel corso degli ultimi secoli – hanno dichiarato gli esperti del Max Planck Institut -Gli strumenti di pietra di macaco recentemente scoperti offrono nuove intuizioni su come la prima tecnologia potrebbe essersi evoluta nei nostri antenati e che la sua origine potrebbe essere collegata a un comportamento simile a quello che permette la rottura delle noci».

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I macachi mentre usano le rocce per rompere le noci producono schegge simili a quelli ritrovati in Africa e risalenti a milioni di anni fa

Seppur infatti gli studiosi tedeschi nel loro articolo sono convinti che questa scoperta porti le scienze della vita a fare una revisione delle nostre conoscenze sull'evoluzione della cognizione e delle abilità umane, la notizia è ancora troppo recente per convincere del tutto molti altri antropologi. Anche perché arriva in un momento storico in cui gli scienziati hanno accumulato già molteplici indizi che conducono verso quella direzione, senza dover per forza di cose stravolgere del tutto le teorie finora sostenute.

Sicuramente però la scoperta è rilevante: mette in ulteriore connessione lo sviluppo delle capacità cognitive umane con quelle delle altre specie di primati, fornendo per altro anche indizi sulla nascita delle prime capacità artigianali e delle trasmissioni culturali di un comportamento, assicurano gli esperti.

«Questo studio, insieme a quelli precedenti pubblicati dal nostro gruppo –  ha affermato Lydia Luncz, autrice senior dello studio e capo del Technological Primates Research Group presso il Max Planck Institut – apre dunque le porte alla possibilità di identificare una firma archeologica in molte tipologie di reperti in futuro e renderà più dettagliate le ipotesi inerenti l'origine della tecnologia nella nostra specie».

Sono laureato in Scienze Naturali e in Biologia e Biodiversità Ambientale, con due tesi su argomenti ornitologici. Sono un grande appassionato di escursionismo e di scienze e per questo ho deciso di frequentare un master in comunicazione scientifica. La scrittura è la mia più grande passione.
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