A cura di Eva Fonti
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Medico Veterinario

Il pappatacio, o flebotomo che letteralmente significa “tagliatore di vene”, è un dittero simile alla zanzara, ma molto più piccolo. La sua puntura spesso non si avverte, il fastidio subentra dopo che il flebotomo ha effettuato il pasto e si noterà una zona arrossata, di forma circolare con una puntura rossa al centro. Tutta l’area si potrà presentare rilevata e pruriginosa, fino a creare un eritema diffuso.

Cosa sono i pappataci e perché pungono

Il flebotomo o pappatacio è diffuso nei paesi tropicali, sub-tropicali e nell’area mediterranea. La femmina del flebotomo deve necessariamente nutrirsi di sangue per poter procreare, mentre i maschi sono glicifagi, si nutrono cioè di sostanze zuccherine. La sua puntura può veicolare malattie anche all’uomo, come la dengue mediterranea, o “febbre da pappataci”, e la leishmaniosi. I pappataci sono insetti silenziosi, non emettono il ronzio tipico delle zanzare, da qui il loro nome: “pappa” e “tace” e  per questo motivo sono molto difficili da localizzare.

Gli adulti sono molto più piccoli delle zanzare: misurano massimo 3 millimetri e hanno un colore giallo-marrone. Il loro corpo è ricoperto di peluria. Hanno un range di volo inferiore rispetto alle zanzare, motivo per cui di solito pungono ad altezza gambe e caviglie nell’uomo, mentre possono pungere il nostro cane o gatto su tutta la superficie del corpo. I pappataci non riescono a volare controvento e prediligono le zone pianeggianti o collinari: sono veri e propri “vampiri” per cui la loro attività è notturna o meglio dall’imbrunire fino all’alba. Di giorno si nascondono in zone ombrose e umide come tronchi, fogliame, sottotetti e cantine, crepe di muri o dietro i mobili. Le loro larve sono terricole, a differenza di quelle delle zanzare che sono acquatiche: in pratica le uova e le larve dei flebotomi schiudono nel terreno appena la temperatura supera i 15 gradi.

Come riconoscere una puntura di pappatacio

Di solito a pungere sono le femmine di pappatacio: i flebotomi femmina hanno bisogno di nutrirsi perché attraverso il pasto di sangue permettono la riproduzione e l’ovodeposizione. I maschi sono glicifagi, si nutrono cioè di sostanze zuccherine delle piante. Quando la femmina effettua il pasto di sangue libera una sostanza dalla saliva del suo apparato buccale. Si tratta di una sostanza che stimola nell’ospite una reazione immunomediata con il rilascio di istamina, motivo per cui la zona si presenterà arrossata, pruriginosa e con un rigonfiamento o una eruzione cutanea. Mentre l’insetto effettua il suo pasto, difficilmente ci si rende conto della puntura: si nota solo l’esito fastidioso dell’eritema che ha causato.

È importante ricordare che i flebotomi pungono indistintamente sia l’uomo che gli animali, veicolando non poche malattie definite vector-borne disease tra cui la leishmaniosi. In tutto il mondo si lotta per eliminare i pappataci ed è sempre più presente su scala mondiale il concetto di “One health”, ovvero una sola salute senza distinzione tra uomo ed animali, proprio per sottolineare l’importanza di come la salute umana è strettamente legata a quella animale.

Come si riconosce una puntura di pappatacio? Le differenze da altre punture sono minime. La lesione che provoca è caratterizzata da arrossamento, rigonfiamento, ed eventuale formazione di un ponfo con una crosta che crea una reazione pruriginosa. In alcuni casi può generare una reazione simil orticarioide con eritema diffuso e notevole fastidio. La puntura dei flebotomi in sé non causa più di questo, ma il pericolo è dato dalle malattie che possono essere così veicolate quando gli insetti effettuano il pasto di sangue. In questi casi oltre a provocare lesioni sistemiche a fegato e milza e reni, oltre alla presenza di febbre, le lesioni cutanee sono spesso più gravi: piaghe o lesioni crostode o ulcerate infatti possono essere presenti.

Come proteggersi dalle punture dei pappataci

Oltre a provare a bonificare le zone dove possono nascondersi, quindi rimuovere il fogliame in putrescenza, è utile far soleggiare soffitte e cantine. Bisogna evitare passeggiate nelle ore serali ed occorre applicare repellenti efficaci a base di piretroidi. In casa è invece opportuno provvedere a riparare le crepe, mettere zanzariere a maglie fini, oltre che a far arieggiare bene gli ambienti e applicare dispositivi “antizanzare”. È altresì utile avere sul balcone o piantare in giardino piante di citronella o geranei, ad esempio.

Cosa fare se il cane viene punto da un pappatacio

Se il flebotomo punge si possono applicare sulla puntura sostanze lenitive a base ad esempio di aloe, tea tree oil, calendula. Se la lesione dovesse essere più estesa, ulcerata o crostosa è opportuno rivolgersi al medico veterinario per una terapia più specifica. Rivolgersi al vostro medico è fondamentale anche se si sospetta che il cane sia stato punto da pappataci o se siete in una zona infestata (purtroppo tutta l’Italia è zona endemica). Potrete così effettuare un test per ricercare l'eventuale positività alla leishmaniosi anche in assenza di sintomi evidenti, attendendo almeno 40-90 giorni per evitare falsi negativi. Se invece notate delle lesioni cutanee, abbattimento, dimagrimento, zoppie anomale consiglio di effettuare subito il test per la ricerca della leishmaniosi.

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, le indicazioni date dal veterinario di riferimento.