Oggi 12 agosto in tutto il mondo si celebra il World Elephant Day, la Giornata Mondiale dell'Elefante, interamente dedicata agli animali più grossi che camminano sul nostro pianeta. Ideata nel 2011 dai registi canadesi Patricia Sims e Michael Clark in collaborazione con l'Elephant Reintroduction Foundation è stata celebrata per la prima volta nel 2012, quando fu lanciato Return to the Forest, un film che racconta la storia di alcuni elefanti tornati in natura dopo una vita passata in cattività. L'obiettivo di questa giornata è infatti quello di attirare l'attenzione sui pericoli che minacciano la sopravvivenza di questi giganti sia in Africa che in Asia. Tutte le specie di elefanti attualmente riconosciute rischiano infatti di sparire molto presto, e molti pachidermi ancora oggi vivono sfruttati e maltrattati in cattività per turismo e spettacoli.

Quali sono le specie di elefanti

Al mondo esistono solamente tre specie di elefanti, tutti appartenenti alla famiglia Elephantidae. Sono mammiferi erbivori enormi, che vivono in complesse strutture matriarcali e che possiedono incredibili capacità cognitive ed emotive. Sono gli animali terrestri più grossi della Terra, e anche tra i vertebrati più longevi e possono vivere fino ad oltre 70 anni e tra i mammiferi sono quelli ad avere il periodo di gestazione più lungo in assoluto: quasi 22 mesi per quelli africani. La lunga proboscide e le zanne sono sicuramente tra i tratti più distintivi di questo gruppo, vediamo però più nel dettaglio quali sono e dove vivono le tre specie presenti attualmente sul nostro Pianeta.

Elefante africano di savana (Loxodonta africana)

Con le sue oltre dieci tonnellate di peso e un'altezza al garrese che può arrivare a 3,96 metri l'elefante africano di savana (Loxodonta africana) è in assoluto il più grande animale terrestre. Vivono in ben 37 paesi africani, soprattutto in habitat di savana, boscaglia e zone umide. All'interno dei loro gruppi sociali le elefantesse più anziane hanno un ruolo cardine: grazie alla loro proverbiale memoria e all'esperienza accumulata negli anni, conducono i membri più giovani durante le lunghe migrazioni verso le fonti d'acqua o di cibo che da secoli si tramandano di generazione in generazione. Negli ultimi decenni la popolazione mondiale si è ridotta in maniera drammatica, il 50% in meno in appena tre generazioni. Pertanto l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) dal 2021 ha inserito questa specie nella categoria "In pericolo" nella sua Lista Rossa delle specie minacciate.

Elefante africano di foresta (Loxodonta cyclotis)

Per lungo tempo questo elefante è stato considerato solamente una sottospecie del cugino di savana. Studi approfonditi sul DNA hanno però dimostrato che i due pachidermi si sono separati da almeno 2-7 milioni di anni. Da qualche anno è quindi considerata una specie a parte a tutti gli effetti (Loxodonta cyclotis), che vive esclusivamente nelle fitte foreste dell'Africa centrale. Il suo areale è quindi molto ristretto, ed è limitato alla Repubblica del Congo, alla Repubblica Democratica del Congo, al Gabon e alla parte meridionale della Repubblica Centrafricana. Pur essendo molto simile alla controparte che vive tra le praterie, si differenzia da quello di savana per le dimensioni ridotte, le zanne e le orecchie più piccole e per il temperamento più schivo e mite. Considerando la ristrettezza del suo areale è considerata la specie di elefante più minacciata. La IUCN l'ha infatti inserito nella categoria "In pericolo critico", quella immediatamente precedente all'estinzione.

Elefante asiatico (Elephas maximus)

A differenza di quello africano di savana, l'elefante asiatico o indiano (Elephas maximus) preferisce ambienti più alberati e umidi, come le intricate giungle asiatiche. Si adatta bene però a una gran varietà di altri habitat, comprese zone più aperte come le praterie e i campi coltivati. Questi mega-erbivori sono più piccoli e mansueti di quelli africani e hanno zanne notevolmente ridotte o completamente assenti. Si riconoscono solitamente da quello africano per le orecchie più piccole, la fronte formata da due protuberanza e per la presenza di macchie rosa sulla pelle. La riduzione dell'habitat e l'espansione delle aree urbane in Asia sta però facendo aumentare la competizione per lo spazio con l'uomo accentuandone i conflitti e rendendo sempre più difficile la convivenza. Allo stato selvatico ne restano circa 50mila esemplari, in lenta ma continua diminuzione. Per questo la IUCN ha inserito anche l'elefante asiatico nella categoria "In pericolo".

Cosa minaccia gli elefanti

Tutte e tre le specie rischiano quindi di estinguersi nel giro di pochi decenni, minacciate da diversi fattori ancora oggi difficili da contrastare. Primo tra tutti è sicuramente il bracconaggio legato al commercio dell'avorio. La domanda di avorio, soprattutto in Cina, non accenna a diminuire, e il valore sul mercato nero delle zanne di elefante ha superato di granlunga quello dell'oro. La maggior parte degli elefanti vive inoltre al di fuori delle aree protette e i bracconieri continuano quindi a uccidere con relativa facilità sia gli quelli africani che quelli asiatici, prendendo di mira soprattutto gli esemplari più grossi e con le zanne più lunghe.

Anche la perdita di habitat legata soprattutto alla deforestazione è una delle principali minacce alla sopravvivenza degli elefanti, soprattutto per quello asiatico. In Asia i pachidermi hanno perso quasi il 30-40% del loro habitat negli ultimi anni, restando isolati in piccoli frammenti di foresta che non permettono alla popolazione di crescere senza invadere villaggi e piantagioni. I conflitti con le popolazioni locali stanno aumentando, e molto spesso vengono risolti in maniera drammatica. Gli elefanti possono creare perdite economiche enormi all'agricoltura, e la convivenza con le popolazioni umane in continua crescita si sta facendo sempre più difficile.

Da non trascurare nemmeno i maltrattamenti che molti elefanti che vivono in zoo, circhi e finti santuari ricevono quotidianamente. Molti elefanti asiatici catturati illegalmente e sfruttati per una cavalcata nella giungla o per un selfie, vivono in condizioni inaccettabili, spesso alimentate proprio dal turismo di massa inconsapevole. Il World Elephant Day serve quindi proprio ad accendere i riflettori su queste problematiche, nella speranza che finalmente si agisca per salvare questi bellissimi giganti e i loro habitat, migliorando le condizioni di vita per quelli che ancora oggi vivono purtroppo in cattività.

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