Custode della sua valle nel cuore dell'Abruzzo e di tutta la fauna che la popola: questo era Gregorio Rotolo, pastore d'altri tempi che lascia in eredità al suo territorio e all'Italia un nuovo modo di fare pastorizia. Gregorio è morto nella sua Scanno, in provincia dell'Aquila, all'età di 62 anni dopo una grave malattia.

Gregorio con il suo Bio Agriturismo Valle Scannese ha mostrato che si può fare coincidere il benessere degli animali con la pratica della pastorizia, rispettando i tempi della natura e gli ovini con i quali viveva in simbiosi da sempre. Una filosofia che lo accomuna con lo statunitense Bernard Elliot Rollin, padre dell'etica veterinaria.

I funerali di Gregorio si terranno oggi a Scanno nel cuore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Proprio il Pnalm gli ha dedicato un lungo post su Facebook con il quale ha ricordato il valore del suo lavoro per la conservazione del lupo e dell'orso marsicano.

Gregorio, infatti, si è sempre battuto per il rispetto della fauna selvatica che popola l'Abruzzo ed è stato tra i primi a parlare di “perdita fisiologica” dovuta all'arrivo dei grandi carnivori: «Allevo pecore dove ci sono orsi e lupi e quindi devo necessariamente prevedere un 5-10% di perdite di animali predati. Ma se mi vengono indennizzati dal Parco, cresciamo insieme».

Gregorio Rotolo non è però l'unico esempio che una pastorizia sostenibile ed etica è possibile: Kodami aveva già conosciuto un altro pastore abruzzese, il giovane Piero Tomei che ha deciso di non abbandonare il proprio territorio di nascita e di dedicare la propria vita a questa attività.

In un momento storico molto complesso come quello attuale, in cui il Parlamento ha detto sì alla caccia senza limiti solo pochi mesi dopo aver inserito la tutela degli animali in Costituzione, Gregorio non ha mai vacillato. Il suo lavoro è stato sempre rivolto a una produzione rispettosa degli equilibri della natura e per la difesa di orsi e lupi, considerati da molti pastori come antagonisti e addirittura competitori naturali da abbattere.

Un impegno confermato dal Parco: «Non possiamo non ricordare i mille incontri svolti al Parco con lui e tanti altri allevatori, in cui si animava e poi, convinto del fatto che la conservazione è qualcosa di estremamente importante su cui bisogna fare squadra, era pronto a compromessi e soluzioni alternative».

Gregorio Rotolo: simbolo dei valori d'Abruzzo

Sono molte le personalità che alla notizia della scomparsa hanno voluto rendere omaggio a Gregorio per il suo lavoro. Primo fra tutti il presidente della sua regione, Marco Marsilio: «Se ne va un simbolo dell’Abruzzo, resterà nella memoria di tutti il suo impegno per valorizzare e salvaguardare il nostro territorio».

Gregorio era conosciuto per il suo grande amore nei confronti di tutti gli animali: era un pastore d'altri tempi che conosceva l'importanza di preservare gli equilibri della valle scannese, dove era nato e vissuto, e dell'Appennino. Come ogni buon pastore amava i suoi cani, che lo aiutavano con le greggi e condividevano con lui la vita. La sua più fedele compagna era Beatrice, definita la sua «speranza», con la quale si faceva spesso ritrarre durante le consuete passeggiate presso il lago di Scanno.

Gregorio Rotolo
in foto: Gregorio Rotolo con uno dei cuccioli di Beatrice

Nel 2020 Beatrice gli aveva dato una nuova cucciolata di piccoli pastori che adesso guideranno le greggi con i collaboratori di Gregorio, nel segno del rispetto degli animali e della tradizione abruzzese. Con la speranza che altri dopo di lui portino avanti la sua missione: «Provare a comprendere ancora di più la natura che ci circonda ed ogni suo linguaggio».

gregorio rotolo
in foto: Gregorio Rotolo