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10 Ottobre 2021
9:26

Maltrattamento animale: quando il veterinario è un detective alle prese con veri e propri reati da investigare

La disciplina delle Scienze Forensi Veterinarie ha la finalità di arrivare a trattare i casi di maltrattamento e uccisione di animali come veri e propri delitti da investigare con una metodologia precisa e rigorosa, a partire dall’approccio alla scena del crimine fino alle autopsie dei cadaveri animali e le analisi di laboratorio.

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Membro del comitato scientifico di Kodami
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In Italia, ogni giorno vengono aperti una media di 25 fascicoli per casi di maltrattamento animale, ad alcuni di questi corrispondono delle vere e proprie indagini per arrivare ai responsabili.

Nel nostro Paese, ed in maniera straordinaria rispetto agli altri paesi europei, stiamo assistendo ad un profondo avanzamento scientifico e un perfezionamento professionale nell’ambito delle discipline scientifiche applicabili alle investigazioni forensi di casi di maltrattamento e uccisione di animali.

La finalità è quindi arrivare a trattare i casi di maltrattamento e uccisione di animali come veri e propri reati da investigare con una metodologia precisa e rigorosa, a partire dall’approccio alla scena del crimine fino alle autopsie dei cadaveri animali e le analisi di laboratorio.

Nasce per questo in Italia la disciplina delle Scienze Forensi Veterinarie, che oggi si vede rappresentata dalla Società Italiana di Scienze Forensi Veterinarie.

Che casi possono interessare le Scienze Forensi Veterinarie?

Gli ambiti di interesse ed applicazione delle Scienza Forensi Veterinarie sono numerosi. Dai casi di maltrattamento e uccisione di animali d’affezione, al bracconaggio (ovvero la caccia sia di animali selvatici protetti che di animali oggetto di caccia in violazione alle leggi), ai combattimenti e le corse clandestine, ma anche il traffico illecito di animali, siano essi cuccioli di cani e gatti o di specie selvatiche ed esotiche, le macellazioni clandestine, il business dei canili rifugio e tanti altri reati.

Lo spettro d’azione delle Scienze Forensi Veterinarie è quindi molto ampio, riguardando praticamente tutte le specie animali, in diversi ambienti, dagli animali da compagnia, agli animali selvatici fino agli animali tenuti in cattività.

Le attività e gli accertamenti svolti sono, quindi, fondamentali affinché un indagato per un crimine contro gli animali possa essere considerato colpevole e ricevere le sanzioni o le pene previste dall’ordinamento giuridico.

Facciamo un esempio riguardante l’uccisione di un animale. La metodologia applicata è di enorme importanza per poter arrivare ad un colpevole: in primis va effettuato un vero e proprio sopralluogo sulla scena del crimine, a cui seguono l’identificazione, la raccolta e l’analisi di tutte le prove di reato e, in fine, l’esame della vittima.

Per quest’ultima sono per esempio state redatte delle precise linee guida nazionali per la standardizzazione metodologica delle autopsie a scopo forense, promosse da Ministero della Salute.

Chi sono i professionisti coinvolti?

I professionisti del settore forense applicato al mondo animale sono sì i medici veterinari, ma non solo. Per questo motivo la definizione di "Scienza Forensi Veterinarie" è più adatta a rappresentare questa comunità scientifica, piuttosto del solo termine "Medicina Veterinaria Forense".

Essendo le circostanze degli atti criminosi contro gli animali estremamente variabili e le scene del crimine molto diversificate tra di loro, ai professionisti forensi è richiesta una importante collaborazione interdisciplinare.

Il medico veterinario forense è chiamato quindi a collaborare con altre figure professionali dell’area tecnico scientifica quali genetisti, zoologi, entomologi, tossicologi ecc. Le stesse figure collaborano inoltre con figure professionali dell’area giuridica quali magistrati, forze di polizia come i carabinieri forestali, e avvocati.

Le diverse figure lavorano e si formano quindi con l’obiettivo di fornire prove ed elementi utili per individuare i colpevoli di atti di maltrattamento o uccisione di animali.

L’assetto organizzativo in Italia

In Italia le attività relative alla medicina forense veterinaria vengono eseguite in primo luogo presso gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, che svolgono le analisi di laboratorio e le autopsie, e sono coordinati dal Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense Veterinaria, istituito nel 2009 presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana. Anche le Facoltà di Medicina Veterinaria hanno un importante ruolo, esse sono supportate dal Gruppo Italiano di Patologia Forense Veterinaria e dalla Società Italiana di Scienze Forensi Veterinarie, fondata ad Amalfi nel 2020.

Le università, oltre al supporto alle indagini, hanno l’importantissimo ruolo della formazione.

Alcuni corsi di perfezionamento ed aggiornamento professionale riguardanti le discipline forensi e il ruolo del veterinario come Consulente tecnico d’Ufficio (CTU) o Consulente Tecnico di Parte (CTP) vengono periodicamente attivati.

Presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’università Federico II di Napoli, assistiamo invece alla terza edizione del master di secondo livello in Scienze Forensi Veterinarie, aperto alle figure professionali precedentemente menzionate, oltre ai medici veterinari.

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Laura Arena
Veterinaria esperta in benessere animale
Sono un medico veterinario esperto in comportamento animale, mi occupo principalmente di gestione del randagismo e delle colonie feline, benessere animale e maltrattamento animale con approccio forense. Attualmente lavoro in Italia, Spagna e Serbia.
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