Il cane è per molti una presenza costante nel corso della propria esistenza. Vive nelle nostre case, mangia nelle nostre cucine e condivide con noi esperienze di vita, i momenti belli e quelli brutti. Vi siete mai chiesti però da dove viene il cane che conosciamo oggi? E come sarebbero diverse le nostre vite e, probabilmente, anche la nostra natura senza la sua presenza?

Il cane, frutto della spontanea relazione con l'uomo

Il cane non è nato già tale ma, attraverso un processo noto come domesticazione, si è staccato dai suoi antenati selvatici per diventare il compagno di vita che conosciamo adesso. Le modificazioni che derivano dalla domesticazione l'hanno profondamente cambiato e lo differenziano dall'antenato selvatico da cui deriva: è infatti più docile, più propenso all'interazione con l'uomo e anche più bravo a capirci, grazie alla lunga convivenza che ha avuto con noi. Non crediate però che questo incontro tra uomo e proto-cane non abbia cambiato anche un po' noi: si parla del resto proprio di co evoluzione e l'incontro tra le due specie ha cambiato entrambe. Ma quando è nata la relazione tra uomo e cane e chi è l'antenato selvatico da cui il nostro compagno di vita deriva?

L'antenato selvatico del cane moderno

Quello che sappiamo è che l'antenato del cane è il lupo. Quale specie o popolazione di lupo sia quella da cui deriva il cane di oggi è ancora però oggetto di dibattito. Si pensava infatti fosse il lupo grigio il padre dei cani moderni ma, ultimi studi sul DNA condotti dal Wolf Science Center hanno rivelato che il cane non discende dal lupo grigio che conosciamo oggi ma al contrario, da un lupo che accettava meglio l’uomo e che non esiste più in natura. A tal proposito, una ricerca pubblicata recentemente su Science, ha analizzato 27 antichi genomi di cani e, integrando i dati con altri genomi di cani antichi e moderni, ha dimostrato che i cani derivano da un unico processo che prende origine da una popolazione di lupi ormai estinta. Questo studio ha messo in discussione una precedente ricerca pubblicata su Science nel 2016 che aveva invece suggerito che i cani erano stati sottoposti  a due processi di domesticazione separati, uno avvenuto in Asia e uno in Europa o nel Vicino Oriente.

Incontro tra lupo e uomo

Qualunque sia stata la popolazione di lupi da cui si è poi distaccato il cane, anche come sia avvenuto l'incontro è ancora un mistero. La teoria più accreditata, che supera l'idea di una domesticazione voluta e ricercata essenzialmente solo dall'uomo, vuole che il processo sia iniziato più o meno in questo modo: verso la fine dell'ultima era glaciale, un lupo, probabilmente più mansueto rispetto agli altri, si è avvicinato spontaneamente a un accampamento umano e da qui sarebbe poi nata una collaborazione tra le due specie.

Quel "lupo" – che secondo Raymond e Lorna Coppinger si è in qualche modo "auto addomesticato" –  si è accorto dunque di poter avere un più facile accesso al cibo se faceva compagnia all'uomo e quest'ultimo si è reso conto che il lupo era molto abile nella caccia e poteva aiutarlo a procacciarsi la selvaggina.  Da questa collaborazione, dunque, sarebbe iniziata poi la domesticazione  sino ad arrivare al cane che conosciamo oggi, frutto della relazione tra le due specie.

L'incontro tra il lupo e l'uomo, che ha dato origine al processo di domesticazione, risale a almeno 15.000 anni fa, ma anche questa "data" non è certa. Meglio, infatti, ipotizzare un range temporale che, secondo le ricerche più accreditate, spazia tra i 15 mila e i 40 mila anni fa e anche su questo c'è ancora molto da indagare. Paola Valsecchi ad esempio, ricercatrice dell’Università di Parma, ha raccontato nell'ottava puntata di MeetKodami, il nostro format in cui incontriamo personalità che studiano il mondo degli animali, il libro di cui è autrice dal titolo: “Attenti al cane – Una storia di 40.000 anni”, facendo risalire la data della domesticazione a 25.000 anni addietro rispetto ai 15.000 sino ad ora presi in considerazione.

Ottava puntata di MeetKodami con ospite Paola Valsecchi

La mappa dei cani di un tempo per capire gli attuali da dove arrivano

Una ricerca pubblicata recentemente su Science, attraverso l'analisi di genomi di cani antichi e moderni, ha dimostrato che già 11.000 anni fa erano presenti ben cinque diverse popolazioni di cani che hanno dato poi origine ai cani del Vicino Oriente, dell'Europa settentrionale, della Siberia, della Nuova Guinea e delle Americhe. In poche parole, suggeriscono i ricercatori, nei cani moderni è possibile trovare un po' di retaggio di una di queste popolazioni vissute in posti diversi del mondo intorno agli 11.000 anni fa.

I cani di oggi derivano da cani antenati vissuti intorno a 11.000 anni fa ©Bergström, A., Frantz, L., Schmidt, R., Ersmark, E., Lebrasseur, O., Girdland–Flink, L., … & Skoglund, P. (2020). Origins and genetic legacy of prehistoric dogs. Science, 370(6516), 557–564.
in foto: I cani di oggi derivano da cani antenati vissuti intorno a 11.000 anni fa ©Bergström, A., Frantz, L., Schmidt, R., Ersmark, E., Lebrasseur, O., Girdland–Flink, L., … & Skoglund, P. (2020). Origins and genetic legacy of prehistoric dogs. Science, 370(6516), 557–564.

La ricerca ha portato alla luce anche un altro dato interessante: nonostante gli animali domestici conservino parte del DNA dei loro antenati selvatici e sono spesso ancora interfecondi tra loro, il flusso genico tra lupi e cani è stato prevalentemente unidirezionale. Nel corso del tempo i lupi si sono infatti più volte reincrociati coi cani, ad esempio quando gruppi di cani liberi si sono ritrovati tra gruppi di lupi. Il contrario però non è avvenuto, o meglio, i cani che si sono reincrociati con i lupi non erano cani di famiglia e quindi il materiale genetico del lupo non si è diffuso nella popolazione domestica. Nel DNA dei cani non sembrano quindi esserci stati nuovi apporti di materiale genetico.

Probabilmente questo, suggeriscono i ricercatori, è dovuto proprio alla relazione tra uomo e cane: cani troppo selvatici non sarebbero stati ben accettati e quindi su di loro ha operato una sorta di selezione involontaria dovuta alla relazione con l'uomo.

Infine, uno studio pubblicato recentemente su Pnas, mette in evidenza nuovi elementi che spiegano la diffusione dei cani nei diversi continenti. Suggerisce infatti che i cani sono stati domesticati in Siberia intorno a 23.000 anni fa quando uomo e lupo sono stati isolati a causa del forte freddo dell'ultima era glaciale. Da qui è nata la relazione tra i due che ha fatto sì che i cani accompagnassero l'uomo nelle Americhe, viaggiando con lui e seguendolo nella dispersione all'interno del continente, avvenuto circa 15.000 anni fa.

Il ruolo della donna nella domesticazione del cane

Un altro dato molto interessante è emerso invece da uno studio pubblicato su Journal of Ethnobiology che mette in risalto l'importanza della donna nel processo di domesticazione del cane. Secondo questa ricerca infatti, le donne hanno favorito questo processo includendo il cane all'interno della famiglia. I ricercatori suggeriscono a tal proposito che gli uomini erano più propensi a considerare i cani come veri e propri individui e a inserirli all'interno del contesto familiare se erano presenti anche delle donne.

Il motivo non è così difficile da ipotizzare: probabilmente infatti, come suggerisce anche Elena Garoni, veterinaria comportamentalista e membro del comitato scientifico di Kodami, i cani seguivano e aiutavano l'uomo in certe circostanze ma, la maggior parte del tempo, soprattutto i cuccioli, rimanevano negli accampamenti insieme alle donne e i bambini. I cani quindi potevano venire inclusi nel rapporto madre-bambino e essere accuditi dalle donne come veri e propri membri della famiglia.

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