A cura di Sonia Campa
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Consulente per la relazione uomo-gatto

Il gatto d'Angora o Turco d'Angora o Angora Turco è  un gatto originario della Turchia per molto tempo selezionato solo nella varietà bianca, ma oggi presente nelle esposizioni in un tavolozza di colori. A lungo confuso con varie razze a pelo semi-lungo tra cui il Persiano, il Siberiano e il meticcio bianco, oggi è una razza ben definita e riconoscibile, presente anche nelle competizioni italiane.

Data e luogo di origine

Turchia, XVI secolo / 1960

Aspetto fisico

Il Turco d'Angora è un gatto di taglia media, a pelo semi-lungo, con un corpo slanciato su lunghe zampe sottili, piedi piccoli e testa di media larghezza triangolari, grandi orecchie ampie alla base, oggi a mandorla di colore azzurro, verdi, arancio o impari. Il mantello è setoso, con scarso sottopelo e la coda è lunga, affusolata e fluente.

Peso

Maschio 4,5-6kg

Femmine 4-5,5kg

Temperamento

Attivo e intelligente

Incroci con altre razze

Nessuno

Standard

TUA – II categoria FIFé

Origine e storia

Le origini del gatto Turco d'Angora risalgono con ogni probabilità alla capitale turca Angora, ribattezzata nel 1930 Ankara. La sua evoluzione è legata in realtà a quella di altre razze, come Persiano e Orientale a pelo lungo e non è stata certo lineare, forse anche per via di alcune leggende che hanno caratterizzato la sua popolarità. Si narra, infatti, che fosse un gatto d'Angora Muezza, il gatto di Maometto, e che fossero d'Angora i gatti di Maria Antonietta imbarcati per le Americhe in seguito alla Rivoluzione Francese, che avrebbero poi dato origine ai Maine Coon.

In realtà, è possibile che esemplari a pelo semilungo di gatti d'origine turca siano approdati in Europa già nel Seicento sulle rotte commerciali con il Vicino Oriente e che siano stati in qualche modo inseriti nelle popolazioni di gatti destinati alla nobiltà, soprattutto francese. Alla fine dell'Ottocento i discendenti di questi gatti vennero inseriti nei programmi di selezione per l'ottenimento del Persiano, cosa che ne oscurò la popolarità fino a portarli quasi sull'orlo dell'estinzione. Negli anni '60, tuttavia, alcuni allevatori americani riuscirono a far ripartire la selezione grazie ad esemplari importati dallo zoo di Ankara, che all'epoca li selezionava rigorosamente bianchi, vincolo ormai rimosso da tutte le associazioni feline che lo riconoscono. In Europa è riconosciuto da tutte le associazioni principali e dalla FIFé nel 1960, con una revisione dello standard nel 2019.

Aspetto fisico

Il Turco d'Angora è un gatto elegante, armonico e pieno di grazia, conferitagli da un'ossatura minuta e agile, con un posteriore leggermente più alto dell'anteriore. Le femmine hanno taglia media e i maschi sono leggermente più grandi, la testa è cuneiforme e affusolata con un mento in linea con il naso leggermente incurvato ma senza interruzioni. Le orecchie sono grandi, appuntite e ben ricoperte di peli anche sulle sommità, posizionate alte sulla testa mentre gli occhi sono grandi, a mandorla, con colorazioni differenti.

Il mantello, una delle caratteristiche più caratterizzanti della razza, è di media lunghezza, senza sottopelo, con una abbondante gorgiera attorno al collo; il pelo è sottile e setoso, leggermente ondulato sul ventre. Le colorazioni sono tutte ammesse, con e senza macchie bianche ed inclusa il bianco integrale ma sono esclusi i disegni pointed e le colorazioni colorpoint, chocolate, lilac, cinnamon e fawn.

Temperamento

Per molto tempo il Turco d'Angora ha goduto nella cattiva reputazione d'essere un gatto indocile e poco propenso a tollerare le esposizioni feline. Tuttavia, essa potrebbe essersi affermata perché i primi esemplari con cui si è provato a ricostruire la razza, sia in Europa che in America, erano gatti nati e cresciuti all'interno di uno zoo, in cui – forse – non godevano di opportune esperienze di socializzazione con l'uomo. Oggi il gatto d'Angora Turco è noto per essere un gatto affettuoso, giocoso e divertente, per quanto – come tutti i gatti – continui ad aver bisogno di un opportuno percorso di socializzazione per sviluppare la fiducia e l'intesa con gli esseri umani.

E' un gatto sportivo, atletico ed agile, non particolarmente portato per restare immobile sul nostro grembo a farsi accarezzare indefessamente. Piuttosto, è un gatto che ama la sua indipendenza ed autonomia, pur conservando la capacità di creare legami affettivi con i membri della sua famiglia allargata, inclusi bambini e altri animali.

Salute e cura

Per lungo tempo si è pensato erroneamente che il Turco d'Angora fosse un gatto predisposto alla sordità. In realtà, la frequenza di questo deficit risale al tempo in cui la selezione si concentrava sui soggetti esclusivamente bianchi: il gene responsabile per questa colorazione, infatti, è lo stesso che può generare geneticamente una sordità mono- o bi-laterale. I Turchi d'Angora, quindi, non sono più sordi di quanto non lo siano gatti di qualunque altra razza, selezionati per la stessa varietà di colore.

Un allevamento oculato di questa razza tende a monitorare i propri soggetti per la cardiomiopatia ipertrofica (HCM), sebbene la patologia non abbia l'incidenza riscontrabile in altre razze.

La cura del mantello di un Angora Turco non richiede particolare impegno grazie all'assenza di sottopelo e alla sua consistenza sottile. Tuttavia, una spazzolata ogni 10-15 giorni è sempre buona norma prevederla, anche solo per rimuovere il pelo morto e per aiutare il micio a liberarsene, onde evitare la fastidiosa formazione di boli intestinali conseguenti al leccamento del mantello.

Relazione e contesto ideale

Il Turco d'Angora è un gatto ideale per persone dallo spirito sportivo e concreto. Non è esattamente un gatto da grembo, ama le persone che sanno riconoscergli una sua individualità e che sono seriamente interessate a stabilire con lui un rapporto alla pari dove anche la sua opinione venga ascoltata e rispettata.

Ottimo cacciatore, non disdegna i giochi con l'acqua per cui potrebbe divertirsi a inzuppare le zampe nelle ciotole d'acqua e sicuramente si trova a suo agio in contesti naturali, ricchi di vegetazione e della possibilità di arrampicare, saltare e raggiungere luoghi sopraelevati.

Può essere un ottimo gatto da inserire in una famiglia allargata fatta di adulti, bambini e altre specie ma è fondamentale che abbia ricevuto una socializzazione appropriata nell'allevamento di provenienza, ovvero che sia stato messo in contatto sin dalle prime settimane di vita con una gran varietà di persone e situazioni, oltre che con la presenza costante di mamma e fratellini. Questo consente lo sviluppo di quella fiducia e quelle capacità auto-regolative che gli permetteranno di integrarsi in maniera serena malgrado le diversità.

Sacro di Birmania, il gatto gentile che viene da Oriente

L'Exotic Shorthair, il gatto sornione e curioso