scheda razza
2 Febbraio 2021
11:00

Sacro di Birmania, il gatto gentile che viene da Oriente

  • Origine (Data e Luogo): Data ignota, Birmania
  • Standard: SBI – I categoria FIFé
  • Peso (maschi-femmine): 4,5-7kg; 3-4,5kg
  • Incroci con altre razze: Nessuno
  • Vita media (fascia): 12-15 anni
  • Temperamento: Mite e tranquillo
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Il Sacro di Birmania è un gatto a pelo semi-lungo che presenta una colorazione simile a quella del Siamese, ovvero occhi blu e il mantello chiaro con orecchie, muso, zampe e coda colorate ma, oltre al pelo semilungo, di caratteristico presenta quattro piedini rigorosamente bianchi. Approdato in Francia dalla Birmania, fino agli anni '70 era allevato solo il seal, successivamente sono stati introdotti i colori blu, chocolate, lilac, cream, red, squama di tartaruga, silver e smoke, con o senza tabby.

attività e socialità

  • Bisogno di movimento2
  • Giocosità2
  • Indipendenza1
  • Riservatezza2
  • Tendenza a miagolare1

cure e salute

  • Cura del pelo2
  • Salute generale1
  • Malattie ereditarie2

Data e luogo d'origine: ignota, Birmania

Aspetto fisico: taglia media, il corpo è medio-lungo e robusto, la testa rotonda con orecchie medie e arrotondate, un mento forte e un naso con profilo romano. Gli occhi rotondi sono blu e leggermente obliqui, le zampe presentano il caratteristico guantaggio bianco.

Peso: 5,5-7kg per i maschi; 3,5-6kg per le femmine

Temperamento: mite e tranquillo

Incroci con altre razze: nessuno

Standard: SBI – I categoria FIFé

Origine e storia

Secondo la leggenda, il Sacro di Birmania discenderebbe da un gatto bianco di nome Sinh che abitava in antichità il tempio birmano di Lao-Tsun custodito dai monaci Kittahs. Durante un attacco, Sinh assunse i colori della dea cui il tempio era dedicato e aiutò i monaci a sconfiggere i nemici. Sul piano pratico, il Sacro di Birmania arriva in Occidente nel 1919-1920, attraverso due gatti importati proprio da monaci Kittahs in Francia (o forse negli Stati Uniti, le versioni sono discordanti). Nei libri genealogici francesi viene iscritto solo nel 1925 ma alla fine della Seconda Guerra Mondiale la razza sembra destinata all'estinzione ad eccezione di due esemplari. Da loro e incrociandoli con altre varie razze (tra cui forse anche il Siamese), gli allevatori hanno fatto ripartire la selezione ed oggi il Sacro di Birmania è una delle razze più apprezzate e più diffuse in Italia.

Il riconoscimento in FIFé risale al 1949, anno di istituzione dell'associazione stessa.

Aspetto fisico

Il Sacro di Birmania è un gatto di taglia media, dal corpo lungo e muscoloso, un'ossatura possente e robusta, coda media e a forma di piuma. La testa larga è piuttosto rotonda, con zigomi prominenti, un mento forte, profilo senza interruzioni ma con un leggera incurvatura, grandi occhi di colore blu leggermente obbliqui. Le orecchie di media grandezza hanno la punta arrotondata e il mantello è leggero e sottile, con poco sottopelo.

La caratteristica saliente del Sacro di Birmania è la colorazione colourpoint – solo le punte sono colorate, come nel Siamese – ma, soprattutto, il fatto che le zampe presentino un “guantaggio” bianco rigorosamente definito. Lo standard, infatti, richiede che i piedi siano bianchi candidi, senza macchia alcuna. Le macchie bianche devono essere simmetriche e sugli anteriori non devono superare la linea di passaggio tra piede e metacarpo; sui posteriori possono essere più lunghe e formare una “V” rovesciata, tra la metà e i tre quarti del piede. Il colore, la simmetria e la proporzione del guantaggio è una caratteristica molto difficile da ottenere in una cucciolata perché soggetta a molte variabili genetiche: non è insolito, infatti, che da genitori “perfettamente” guantati, possano nascere cuccioli poco rispondenti alle richieste dello standard.

Sul motivo colorupoint si può inserire una vasta gamma di colorazioni che interessano le parti colorate: seal (nero), blu, chocolate, lilac, rosso, crema (anche squama di tartaruga oppure smoke, con o senza tabby), ma anche seal, blue, chocolate, lilac squama di tartaruga silver tabby.

Temperamento

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Non fatevi ingannare da quegli occhi blu sognanti, il Sacro di Birmania potrebbe sorprendervi per la giocosità e la festosità che riesce ad esprimere. Si tratta di un gatto dal temperamento abbastanza tranquillo ma, come tutti i gatti, adora mettersi alla prova in spericolate acrobazie aree e mirabolanti battute di caccia, fosse anche ad un topo di pezza.

È un grande esploratore e ogni anfratto rappresenta una buona occasione per esplorare, perlustrare e cercare “prede” immaginarie.

Quando ben socializzato, è un gatto socievole, che ama la compagnia della famiglia e non ha particolari difficoltà a rapportarsi con gli estranei. Può convivere con altre specie, purché tutti i soggetti coinvolti vengano opportunamente presentati, concedendo pazientemente a tutti il tempo per conoscersi, con i propri tempi e i propri modi.

Per gentilezza e temperamento mite può essere un buon compagno di giochi per bambini che abbiano voglia di intrattenerlo e giocare con lui.

Salute e cura

Sebbene non impegnativo come quello del Persiano, anche il mantello del Sacro di Birmania deve essere spazzolato quotidianamente per mantenerlo nella sua condizione ideale. Il gattino andrà abituato a questa routine sin dalle prime settimane di vita, in modo da evitare che possa viverle come frustranti o costrittive.

Nei periodi di muta, il pelo ingerito con la lingua attraverso la normale toelettatura potrebbe provocare ostruzioni da boli, per cui è bene stabilire con il veterinario se sia il caso di aiutare il gatto con nutrienti che lo aiutino ad espellerli.

Il Sacro di Birmania non può essere incrociato con altre razze ed è sempre bene procedere alla tipizzazione del gruppo sanguigno prima di una cucciolata, per scongiurare che una madre di gruppo B allatti piccoli di gruppo diverso provocando l'eritrolisi neonatale e la morte dei cuccioli.

Questo gatto può soffrire di alterazioni alla terza palpebra e alla cornea (dermoidi oculuari), trattabili solo tramite intervento chirurgico. Displasia dell'anca e la lussazione della rotula, inoltre, sono due patologie spesso a carattere ereditario per le quali sarebbe meglio sottoporre il gatto a esami periodici.

Relazione e contesto ideale

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Il Sacro di Birmania è un gatto che si adatta ad una gran varietà di contesti e famiglie, vista la sua indole tranquilla e tendenzialmente socievole.

È un gatto mediamente attivo, quindi non mancherà di apprezzare un tiragraffi e la disponibilità di varie sopraelevazioni nell'ambiente più vissuto della casa, dal quale seguirà con interesse tutte le attività di famiglia.

La sua pacatezza lo rende adatto anche alla convivenza con bambini e animali e non sono i rari i progetti di pet therapy che lo vedono coinvolto. In questo, è bene ricordarlo, non è tanto la razza di per sé a rendere il Sacro di Birmania adatto ad impegni di questo genere, quanto il fatto che una buona predisposizione genetica alla mansuetudine, unita ad un'ottima socializzazione nel primo periodo evolutivo, possono fare da propulsore allo sviluppo di caratteri socievoli e adattabili attorno ai quali è possibile programmare opportuni percorsi co-terapeutici, purché incontrino le caratteristiche di socialità e socievolezza del gatto.

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Sonia Campa
Consulente per la relazione uomo-gatto
Sono diplomata al Master in Etologia degli Animali d'Affezione dell'Università di Pisa, educatrice ed istruttrice cinofila formata in SIUA. Lavoro come consulente della relazione uomo-gatto e uomo-cane con un approccio relazionale e sono autrice del libro "L'insostenibile tenerezza del gatto".
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