Membro del Comitato Scientifico di kodami
Istruttore cinofilo CZ

Proviamo per un istante ad immaginare che la bocca del nostro cane sia l’equivalente delle mani di nostro figlio. Come è normale che sia, specialmente nell’età infantile. Questo strumento eccezionale gli consentirà di fare esperienza del mondo circostante. Ma è anche qualcosa di complesso da utilizzare e le sue capacità vanno raffinate con la pratica.

Non è scontato il fatto che con la bocca si possano fare molte cose e il cane scoprirà via via quale sia il suo potenziale. Pensiamo alla fatica che abbiamo impiegato per imparare ad impugnare una penna e scrivere parole su un foglio di carta: non siamo mica "nati imparati"! Ci siamo impegnati, abbiamo fatto molti tentativi, abbiamo anche fatto fatica nel superare ostacoli imprevisti. E allora ecco che il nostro cane ha questo strumento fantastico, e complesso, che necessita di molte esperienze per essere raffinato nell’uso. Inoltre non dobbiamo dimenticare che la sua storia filogenetica fa di lui un predatore, un animale che dovrà acquisire un controllo magistrale della bocca, proprio come noi nelle mani. I primi tentativi saranno goffi, non sarà in grado di modulare con raffinatezza la presa, per esempio, e facilmente sperimenterà questo strumento ogni qual volta gliene si presenterà l’occasione. Insomma, gli schemi motori necessari al controllo di uno degli strumenti più importanti nella conoscenza del mondo e per la sopravvivenza dell’individuo necessitano di dedicarci molto tempo.

L'importante ruolo della mamma nell'inibizione del morso del cucciolo

I cuccioli imparano stando con la madre e i fratellini le prime nozioni di controllo del morso. Scoprono che possono fare male stringendo troppo, soprattutto quando hanno nella bocca una gran quantità di “spilli” che stringono sulla delicata pelle dei fratelli, i quali, provando dolore, guaiscono. La madre interviene per mantenere la situazione sotto controllo ed evitare che i piccoli si facciano troppo male, così, se vogliono continuare a giocare e non essere continuamente interrotti dalla mamma, imparano presto quanto possono stringere e l’effetto che  i loro morsi hanno sugli altri. Tutto ciò inizia all’incirca intorno alle 5 o 6 settimane con la prima dentizione. Sviluppano così i basilari rudimenti dell’autocontrollo.

Perché il cane morde tutto? L'importanza del contesto

Teniamo presente che l’uso della bocca sarà deputato a moltissimi contesti e funzioni: il gioco, le interazioni sociali, l’esplorazione del mondo, la caccia, la nutrizione, eccetera. Quando i dentini spuntano si aprono una breccia nelle delicate gengive e questo procura fastidio, una sorta di prurito, che spinge i cuccioli a cercare soddisfazione proprio nel mordicchiare tutto quello che gli capita a tiro. È meglio che da subito il piccolo abbia a disposizione oggetti appropriati, di materiali con differenti consistenze, e che non orienti queste necessità lenitive alle mani delle persone – molto spesso è sufficiente fare quello che fa la madre, interrompe l’interazione andandosene, per esempio – o ad oggetti che potrebbero anche ferirlo. A tale scopo esistono molte tipologie di “giocattoli”, proprio come per i nostri bambini.

Come abbiamo detto il morso, o i vari tipi di morso, rappresentano anche momenti differenti dell’atto predatorio: esistono morsi per ferire gravemente, morsi per uccidere piccole prede, che inducono il cane allo scrollamento del capo, morsi seguiti da fremiti rapidi, spesso utilizzati per ripulire una preda dal terriccio e dalla polvere; ci sono poi i morsi per la dissezione della preda, nei quali il cucciolo sperimenta lo strappare, spesso aiutandosi con le zampe anteriori per bloccare la preda a terra; ci sono poi morsi per bloccare e trattenere. Giocando il cane impara tutte queste cose: si tratta di una vera e propria pulsione che dà molta soddisfazione. Il nostro compito quindi non è già quello di impedire tutto ciò, ma di fornire  il contesto e i referenti appropriati affinché questi apprendimenti motori raggiungano un buon livello di competenza. È importante comprendere che anche questi aspetti avranno un impatto sul carattere del cane da adulto, sulla sua percezione del sé e sul suo equilibrio, tutto senza però dimenticare dell’autocontrollo, che significa incentivare una corretta modulazione dell’arousal, senza spingere il cane a livelli troppo alti di eccitazione.

Cosa fare e gli errori da evitare

Quindi, nelle diverse fasi della sua vita il cane assolverà a bisogni differenti. Solitamente i problemi più grossi arrivano proprio nei primi mesi insieme perché il bisogno di sperimentare è molto forte e le conoscenze ed esperienze sono ancora molto poche. Certamente, sapendo che un cucciolo sta per arrivare, proprio come faremmo con un bambino, sarà opportuno predisporre la nostra casa al fine da non lasciare alla sua portata oggetti preziosi, fragili, pericolosi per lui. Tutto ciò però non sarà sufficiente. Sarà necessario orientare i suoi interessi su giocattoli “masticabili” fatti ad hoc, e in commercio se ne trovano tantissimi. Ma è importante che noi si dia importanza a questi giocattoli altrimenti lui, spinto dal desiderio di imitarci, si dirigerà su quelle cose che noi manipoliamo più spesso, pensando che: “Ehi, se tutti quanti ignorano questi giocattoli e prestano attenzione al telecomando, custodia per gli occhiali, portafogli, eccetera, un motivo ci dovrà pur essere…”

Queste accortezze valgono a maggior ragione quando il cucciolo verrà lasciato un po’ di tempo solo: si annoierà e sarà frustrato, quindi maggiormente predisposto a trovare sollievo al disagio usando la bocca, per rilassarsi, masticando qualcosa.

Ha senso rimproverarlo?

Quando il nostro cucciolo afferra qualcosa per masticarlo, qualcosa che non dovrebbe masticare, non ha molto senso rimproverarlo, non vogliamo certo creare conflitti inutili e stimolare in lui insicurezza nei nostri confronti, cosa che in alcuni soggetti fa maturare la necessità di difendere ciò che gli interessa, sviluppando possessività inappropriata. Piuttosto è meglio offrirgli un baratto, dargli qualcosa di appropriato in cambio, ed evitare di lasciare alla sua portata ciò che ci sta a cuore.

Se il comportamento distruttivo si protrae, in modo eccessivo, anche nell’età adulta questo è spesso sintomo di stress e frustrazione del cane. Sovente si tratta di soggetti molto energici che vengono lasciati troppo tempo da soli e vivono vite poco stimolanti. Ma è pericoloso fare di tutta un erba un fascio, meglio rivolgersi ad un esperto in comportamento nei casi più ossessivi.