I cani sono animali molto giocherelloni, caratteristica che mantengono anche quando diventano adulti. Ma quali sono i fattori che possono influenzare il gioco tra di loro? È stato visto, ad esempio, che l'attenzione reciproca tra due soggetti che giocano è importante per mantenere alta la motivazione e rendere quindi il gioco più efficace. Poco però si sa dell'influenza che può avere l'umano di riferimento sul cane. Un nuovo studio ha voluto verificare proprio questo, dimostrando che l'attenzione che rivolgiamo al nostro cane incrementa sia la frequenza che l'intensità del gioco, rivelando quanto sia importante per loro il nostro grado di attenzione.

Lo studio: l'attenzione dell'uomo facilita il gioco tra cani

La ricerca condotta dalle Università di Monmouth e Arizona e pubblicata su Animal cognition, ha analizzato il comportamento di gioco di dieci coppie di cani che vivevano insieme da almeno sei mesi. I ricercatori hanno videoregistrato le coppie in tre sessioni sottoposte a tre condizioni differenti. Nella prima il proprietario era totalmente assente; nella seconda invece era presenta ma rivolgeva l'attenzione altrove, ignorando del tutto i cani; nella terza invece si mostrava interessato e attento. Dall'analisi sono emersi dei risultati davvero interessanti: era più probabile che i cani cominciassero a giocare e con una maggiore intensità se il compagno umano era presente e rivolgeva loro l'attenzione. Inoltre, i cani guardati dal proprietario mostravano anche più comportamenti legati al gioco, come il tipico inchino. Sembra quindi che i cani tengano conto e vengano influenzati dal "pubblico umano" presente e si divertono a mettere su una sorta di "spettacolino" per farsi notare.

Perché i cani vengono influenzati dall'attenzione umana?

I ricercatori suggeriscono che questo comportamento è molto simile a quello che si ritrova nei bambini quando chiamano i genitori per far vedere quanto sono bravi a fare una determinata cosa. Il cane allo stesso modo potrebbe riconoscere l'attenzione come una ricompensa, compiacendosi del fatto che l' umano di riferimento si interessi a quello che fanno. Ma non è l'unica possibilità, i ricercatori infatti propongono altre ipotesi che potrebbero essere investigate in futuro. La prima è che i cani potrebbero sentirsi più al sicuro avendo l'uomo vicino, che potrebbe intervenire nel caso qualcosa durante il gioco andasse storto e sfoci in un'aggressione. L'altra è che la vicinanza stimoli il rilascio di ossitocina nel cane, che rafforza il suo stato emotivo positivo e lo invoglia ancor di più a giocare. In ultimo, potrebbe essere anche che il cane apprezzi l'attenzione perché sa che potranno esserci dei risvolti positivi, come un suo coinvolgimento nel gioco.

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