11 Gennaio 2023
16:45

IBD nel cane e nel gatto, la malattia infiammatoria cronica dell’intestino

L’IBD è una malattia infiammatoria intestinale che può colpire sia cani che gatti. È una malattia ad andamento cronico ed eziologia multifattoriale. I sintomi più frequenti sono diarrea, perdita di peso, inappetenza, vomito. La cura prevede dapprima una modifica della dieta, poi eventualmente la somministrazione di antibiotici e probiotici per un lungo periodo.

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Professore universitario di Fisiopatologia veterinaria
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L’IBD è una malattia infiammatoria dell’intestino che può colpire sia cani che gatti. È una malattia ad andamento cronico ed eziologia multifattoriale. È caratterizzata da un infiltrato di cellule infiammatorie nello spessore dell’intestino. I segni clinici più frequenti sono: diarrea, perdita di peso, inappetenza, vomito. Il trattamento prevede dapprima una modifica della dieta poi eventualmente la somministrazione di antibiotici per un lungo periodo. Si può associare anche la somministrazione di probiotici. Una parte dei pazienti purtroppo non guarisce mai completamente, per cui i sintomi possono ripresentarsi a distanza di tempo.

Che cos'è l'IBD?

IBD è un acronimo della parola inglese che sta per Inflammatory Bowel Disease: malattia infiammatoria dell’intestino che individua un gruppo ampio di malattie croniche dell’intestino ad eziologia multifattoriale.

L’intestino è una porzione dell’apparato digerente che inizia con il duodeno e termina con il retto. Svolge principalmente la funzione di digestione e assorbimento dei principi nutritivi degli alimenti, grazie anche all’azione del succo pancreatico e dalla bile prodotta dal fegato. I movimenti dell’intestino sono detti peristaltici e permettono l’avanzamento dei cibi digeriti fino alla formazione delle feci che vengono espulse attraverso l’ano. L’intestino ha una forma tubolare con la porzione interna che è a contatto con il cibo provvista di strutture microscopiche dette villi, la cui funzione è quella di aumentare la superficie di assorbimento.

Se si accumulano cellule dell’infiammazione in prossimità della superficie assorbente si determina una malattia infiammatoria intestinale ad andamento cronico, nota appunto come IBD frequente maggiormente nella specie canina.

Le cause dell'IBD nel cane e nel gatto

Le cause dell'IBD nel cane e nel gatto non sono del tutto note. Alcune razze canine sembrano più predisposte di altre (Basenji, Yorkshire terrier, Pastore Tedesco ecc.) ma le cause sono molteplici. È possibile che si verifichi un’alterazione della risposta immunitaria nei confronti di proteine alimentari o componenti batteriche. Un' altra concausa importante è l’alterazione del microbioma intestinale (disbiosi). La malattia ha tipicamente un andamento cronico.

I sintomi dell'IBD nel cane e nel gatto

I sintomi più comuni della malattia infiammatoria intestinale nel cane e nel gatto sono:

  • vomito persistente per oltre 4 settimane,
  • flatulenza,
  • diarrea,
  • inappetenza,
  • perdita di peso per ridotto assorbimento,
  • addome rigonfio.

Nei casi più avanzati e gravi, si può manifestare edema localizzato o diffuso all’addome (ascite).

Come curare l'IBD

Il primo intervento terapeutico in soggetti affetti da enteropatia cronica con sintomatologia lieve o moderata e con concentrazioni fisiologiche di proteine plasmatiche, è basato sulla modificazione della dieta. Successivamente, in relazione alla risposta dell’individuo, si possono somministrare antibiotici appartenenti a diverse classi. L'antibioticoterapia tipicamente deve durare un mese, se i sintomi ricorrono dopo questo periodo allora si deve continuare per un tempo più lungo.

I pazienti che non rispondono alla terapia antibiotica o alla dieta vanno trattati con farmaci a base di cortisone o con immunosoppressori. Quest’ultima categoria comprende molecole che inibiscono la risposta immunitaria che è alla base della patologia. Infine, può essere utile associare la somministrazione di probiotici da effettuare per un lungo periodo di tempo.

La dieta per cani e gatti con IBD

La dieta deve essere palatabile ed introdotta in quantità crescenti durante la prima settimana di terapia. Le proteine vanno somministrate sotto forma di idrolisati. Generalmente, i pazienti che rispondono bene alla terapia dietetica hanno una remissione di sintomi nel giro di due settimane.

Aspettativa di vita

Gli animali che rispondono bene al solo trattamento dietetico hanno un’ottima aspettativa di vita. Diversamente, i pazienti che devono assumere antibiotici possono andare incontro a disbiosi, ovvero alterazioni del microbioma intestinale che può poi aggravare la sintomatologia.

In generale, in una buona percentuale di animali affetti da IBD la sintomatologia purtroppo ricompare e la gestione del paziente diventa difficile. Il fattore prognostico negativo più importante è l’ipoalbuminemia, ovvero quando l’infiammazione intestinale determina una riduzione delle quantità di albumina nel sangue.

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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Giuseppe Borzacchiello
Professore universitario di Fisiopatologia veterinaria
Sono professore universitario di ruolo presso il Dipartimento di Medicina veterinaria e Produzioni animali dell’Università degli studi di Napoli Federico II e titolare della cattedra di Fisiopatologia degli animali domestici. Ho insegnato in diverse Università italiane, corsi di perfezionamento e master universitari. Appassionato di animali e di cani in particolare, mi occupo da oltre vent’anni di ricerca scientifica nel campo della patologia spontanea degli animali domestici e di tematiche inerenti l’oncologia comparata.
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