A cura di Maria Mayer
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Veterinaria esperta in nutrizione del cane e del gatto

Anche senza avere conoscenze professionali in materia di alimentazione, psiche e comportamento del cane, sarà certamente capitato a molti lettori di Kodami di notare come cani con problemi gastroenterici cronici, più o meno gravi, abbiano spesso anche problemi psichici. E viceversa: cani di cui in prima battuta ci colpisce il comportamento alterato, scopriamo poi che defecano spesso male, vomitano o hanno coliche. Come mai questi fenomeni sono così spesso associati? Per spiegarvelo devo partire dal principio e portarvi in uno degli argomenti più affascinanti a mio parere della Medicina Veterinaria: l’Asse Intestino-Cervello.

Asse intestino-cervello e microbiota intestinale del cane

Prima di arrivare all’argomento principale di questo articolo, dobbiamo introdurre un terzo attore sulla scena, spesso dimenticato o misconosciuto: il microbiota intestinale. Per microbiota intestinale si intende quel consorzio non solo di batteri, come si potrebbe pensare, ma anche funghi, protozoi e virus che vive all’interno dell’intestino del nostro cane, colonizzandolo e influenzando tutti gli altri organi. Da un punto di vista scientifico, questo insieme di microrganismi è talmente importante da essere considerato un organo in più del nostro animale (o nostro, perché ovviamente anche noi umani abbiamo un microbiota intestinale!).

Come mai è così importante e perché dobbiamo parlarne per arrivare al comportamento e alla nutrizione? Perché il microbiota intestinale appare sempre più come fattore essenziale in grado di decidere se il nostro cane starà bene o male, sotto quasi tutti gli aspetti. Il microbiota infatti influenza durante le prime fasi della vita del cucciolo la corretta formazione anatomica dell’intestino, aiuta il sistema immunitario a svilupparsi correttamente, mantenendolo in equilibrio fra una giusta reazione “contro i cattivi” e una tolleranza verso tutte le sostanze non aggressive per il suo organismo.

Il microbiota intestinale inoltre produce direttamente o coopera alla produzione di sostanze e vitamine, metabolizza farmaci e, con i suoi prodotti di scarto, regola una serie di funzioni organiche.

Un microbiota intestinale alterato (definito disbiosi), causa la sindrome di permeabilità intestinale (leaky gut) di cui forse avrete già sentito parlare nell’uomo. A questa sindrome e alla disbiosi, sono associate malattie autoimmunitarie, asma, allergie alimentari, problemi dermatologici, diabete, cancro e tante patologie degenerative. Pensate ad una malattia e molto probabilmente esiste uno studio che abbia correlato questa patologia ad una disbiosi!

Gli studi moderni cercano di individuare per ogni malattia, se ci sono dei tratti comuni di alterazione del microbiota intestinale e in effetti sembra essere proprio così. Ognuno di noi e di loro (cani) ha un microbiota diverso, tanto da essere paragonato ad una impronta digitale, riconoscibile ed unica. Eppure, individui accumunati da una malattia, appaiono avere impronte digitali di microbiota simili in qualche modo e quindi identificabili.

Che cos’è l’Asse intestino-cervello e come è stato identificato nel cane

Per Asse Intestino-Cervello si intende una comunicazione bidirezionale e continua fra sistema nervoso centrale (cervello) e enterico (dell’intestino). Questa comunicazione, avviene tramite diverse vie: intestino e cervello si parlano in modo rapido attraverso le vie nervose, ma non solo. In modo più lento e modulato, intestino e cervello si scambiano continuamente informazioni, influenzandosi a vicenda, anche tramite il sistema immunitario, il sistema endocrino e tramite una serie di mediatori biochimici.

Qualche esempio? Se il vostro cane va in diarrea subito dopo aver vissuto uno spavento intenso (fuochi d’artificio o un temporale ad esempio), stiamo assistendo ad un esempio piuttosto banale e comprensibile di asse intestino-cervello. A seguito dell’agitazione infatti, il sistema nervoso enterico risponde accelerando il transito intestinale e dando luogo a questa sintomatologia.

Ma cosa succede se lo stimolo negativo persiste? Se il vostro cane ad esempio ha timore degli sconosciuti e ogni volta che lo portate a passeggio vive stress e paura, quello che succede e che lo stimolo si cronicizza. Potreste notare feci molli tutti i giorni ad esempio, oppure potrebbe insorgere vomito o coliche. E se di questo stimolo il vostro cane non si riesce a liberare, cosa succede? Il problema si cronicizza e allora intervengono anche le comunicazioni biochimiche di cui abbiamo parlato.

Al cervello del vostro amico, cominceranno a mancare una serie di mediatori biochimici ad esempio, come la serotonina. L’infiammazione intestinale cronica creerà delle scorie, veri e propri materiali tossici, che infiammano l’organismo in modo cronico, alterando a loro volta il suo comportamento. Un circolo vizioso insomma!

Microbiota, disbiosi e comportamento: come sono correlati?

Abbiamo visto quante malattie possono dipendere da un'alterazione del microbiota intestinale, definita disbiosi. Ma attenzione: alla disbiosi non sono state associate solo patologie organiche o funzionali. Anche molte patologie psichiche sono correlate a malfunzionamenti dell’organo microbiota.

I microrganismi intestinali infatti cooperano all’Asse Intestino-Cervello, sia in salute che in malattia. Se infatti un microbiota sano, non trattato con antibiotici, è in grado di produrre esattamente i mediatori biochimici di cui il vostro cane ha bisogno per essere ad esempio rilassato e sereno, in malattia tutto si complica.

Quando un cane è cronicamente stressato, il microbiota si altera e, nel tentativo di “aggiustare” la situazione, spesso porta alla formazione di metaboliti tossici che poi danneggiano mente e corpo del nostro cane.

Ad esempio, abbiamo nominato prima la serotonina. La serotonina, conosciuto come “l’ormone della felicità”, è un mediatore cerebrale importantissimo anche nel cane. Questo ormone, viene prodotto nell’intestino del cane sano a partire dal triptofano, un aminoacido naturalmente presente nei prodotti di origine animale. Il principale artefice di questa trasformazione è il microbiota intestinale.

In presenza però di un’infiammazione intestinale, con sindrome dell’intestino permeabile, il microbiota si trova a dover prendere una decisione: trasformare il triptofano in indolo, invece che in serotonina. Fa questo in realtà, per cercare di mettere a posto l’intestino del nostro cane, dato che l’indolo è una sostanza chimica capace di “rattoppare” i buchi di questo intestino permeabile. Come fosse un tetto in cui piove dentro, letteralmente cerca di aggiustarlo, essendo l’intestino la sua casa. Peccato però che l’indolo, una volta assorbito, sia una tossina per il nostro cane. Un aumento dei suoi livelli provoca infatti nausea e rifiuto del cibo, oltre ad un generale senso di malessere.

Oltre all’indolo, nel tentativo di aggiustare la sua “casa”, il microbiota intestinale del nostro cane darà però anche il segnale al sistema immunitario di attivarsi. Il sistema immunitario attivato a sua volta provoca infiammazione in diversi distretti corporei. E all’infiammazione corrisponde, lo abbiamo detto, un’alterazione del comportamento.

Ed eccoci qui, a combattere con un circolo vizioso difficile da rompere!

Come agire sull’Asse intestino-cervello del cane?

Immagino che molti lettori arrivati fino a qui, abbiano riconosciuto in questo articolo alcuni aspetti del proprio cane. Magari avete un cane con diarrea cronica, oppure al contrario fobico, o epilettico (anche le patologie neurologiche rientrano nell’asse intestino-cervello). Come potete fare per farlo stare meglio?

La base è ovviamente un’alimentazione sana, in grado di influenzare positivamente il microbiota intestinale. Anche scegliere uno stile di vita attivo, con lunghe passeggiate nel verde aiuta, dato che riduce lo stress vostro e del vostro cane. Ma a volte, questo non basta.

Cercare consiglio nel vostro Medico Veterinario curante è certamente un altro tassello fondamentale. Questo argomento, pur essendo un pochino “futuristico” ad oggi (2021), momento in cui scrivo, si sta facendo sempre più conosciuto. Si parla scherzosamente di “microbiota revolution” per quanto l’argomento microbiota sta scuotendo le basi della medicina, anche veterinaria.

Solitamente, per aiutare un cane ormai patologico, serve però un equipe di esperti in materia. Di questo gruppo, capace di cooperare ciascuno con le sue peculiari professionalità, dovrebbero far parte sempre, oltre al medico veterinario curante e in accordo con lui/lei: un medico veterinario esperto in nutrizione del cane, un medico veterinario esperto in comportamento, un medico veterinario gastroenterologo e un istruttore cinofilo.

Se vi sembra troppo complesso come percorso, cominciate a cercare: il vostro cane potrebbe essere una bellissima scusa per scoprire professionisti meravigliosi, in grado di aiutarvi a tutto tondo in un modo che magari non pensavate possibile!

Quale frutta può mangiare il cane?

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, le indicazioni date dal veterinario di riferimento.