Le megattere (Megaptera novaeangliae) oltre ad essere animali bellissimi sono famose per il loro “canto” che, come hanno mostrato diversi studi, è ricco di variazioni, cambia spesso e ha un ruolo fondamentale nell’accoppiamento. Questi cetacei, però, emettono anche altri richiami che si distinguono dal canto perché non hanno la stessa struttura lunga, ma soprattutto ripetitiva.

Tra questi, ce n'è uno chiamato “gunshot”, "colpo di pistola", per il caratteristico rumore molto simile allo scoppio di un’arma da fuoco e che per la prima volta è stato ascoltato nelle megattere.

Come ha spiegato il team internazionale composto dagli scienziati dell'Università di Stellenbosch (Sudafrica), dell'Università di Exeter (Regno Unito), di Sea Search Research and Conservation e di Greenpeace che ha condotto la ricerca, la novità importante della scoperta, infatti, non è tanto il “gunshot” in sé, visto che questo tipico suono non è estraneo ai cetacei. La scoperta ha valore perché, mai questo tipo di richiamo si era registrato nelle megattere.

La dottoressa Kirsten Thompson, ricercatrice presso i Greenpeace Research Laboratories dell'ateneo britannico e a guida del team, ha raccontato che il richiamo è stato registrato durante una missione di 11 giorni nelle acque sopra il Vema Seamount, una montagna sottomarina sita nell'Oceano Atlantico meridionale, a 1.000 chilometri da Città del Capo.

Gli scienziati hanno registrato con gli idrofoni oltre 600 richiami di megattera, in tre notti consecutive. Il suono maggiormente prodotto era stato senz’altro il “whup” che questi cetacei emettono mentre si nutrono e durante le interazioni tra madre e piccolo.

Ma, tra i suoni registrati, è emerso anche il "colpo di pistola”. La dottoressa Thompson ha spiegato che ancora non si sa cosa significhi questo vocalizzo nelle megattere, ma scoprire che lo emettono anche loro, mette in evidenza quanto ancora ci sia da imparare su questi incredibili animali.

Ciò che, invece, viene confermato dal nuovo studio, è che le balene durante il loro lungo viaggio attraverso gli oceani trovano, arrivando a Vema l’habitat giusto per nutrirsi. E, infatti, ciò che preoccupa gli scienziati è proprio che questo habitat venga conservato al meglio, dato che solo una parte dell'area attorno al Vema Seamount è chiusa alla pesca.

Attraverso l’attività di monitoraggio promossa dall’area marina protetta di Punta Campanella Kodami è stato a bordo del veliero Jean Gab di Oceanomare Dolphin, l’associazione fondata nel 1991 da Angelo Miragliuolo e Barbara Mussi. L’avvistamento di alcuni cetacei è avvenuto grazie anche alla presenza a bordo di Sterna, una simil Jack Russell che fa parte dell’equipaggio. Durante la navigazione abbiamo proprio chiesto all'equipaggio di spiegarci la comunicazione dei cetacei.

La megattera (Megaptera novaeangliae)

La megattera (Megaptera novaeangliae) vive in quasi tutti i mari e gli oceani del mondo e fa lunghissime migrazioni per spostarsi dalle regioni polari dove si ciba, a quelle subtropicali o tropicali dove si accoppia e partorisce.

Può raggiungere dimensioni che vanno dagli 11 ai 17 metri, sebbene esemplari più lunghi di 15 metri siano piuttosto rari, e può pesare fino a 30mila chili.

In acqua compie una serie di acrobazie in superficie che non sono ancora state interpretare del tutto. Si ritiene che possano essere comportamenti utilizzati per comunicare o semplicemente per giocare.

Tra questi, per esempio, ci sono il breaching, il lancio in aria con la testa in avanti ricadendo in acqua con un tuffo e il loebtailing o tailslapping con cui si intende una sorta di “schiaffo” sull’acqua, compiuto con la pinna caudale, mentre l'animale si trova appena sotto la superficie del mare.

I maschi producono un canto complesso che può durare fino a 20 minuti e che viene ripetuto per diverse ore. Lo scopo non è ancora definito, ma si suppone possa riguardare l'accoppiamento. Si cibano principalmente di krill, piccoli crostacei, e di piccoli pesci che cacciano in modi singolari. Per esempio attraverso il bubble feeding, una tecnica che si basa sulla produzione di una rete di bolle per intrappolare le prede.

Come altri grandi cetacei, le megattere sono minacciate da diversi fattori: intanto, la caccia da parte dell’industria baleniera. Non meno rischiose per la sua sopravvivenza, le collisioni con le navi e l’inquinamento del mare e quello acustico.

Nel 2003 è stato calcolato che la popolazione delle megattere si fosse ridotta di circa il 90 per cento a causa delle eccessive uccisioni compiute prima del 1966. Ma grazie alle misure di protezione messe in atto a partire dagli anni ’60, la specie si è ripresa numericamente e si stima vi siano al mondo almeno 80.000 esemplari.