«Vista l’ondata di gelo prevista per le prossime settimane, le associazioni animaliste della provincia di Foggia lanciano un appello alla popolazione, affinché le famiglie ospitino, durante l’emergenza, un cane anziano o fragile del canile della propria città». Inizia così il post pubblicato da Francesca Toto, insegnante e volontaria, promotrice di “Zero cani in canile”, un progetto volto ad affrontare il fenomeno del randagismo tramite sterilizzazioni, adozioni, riconversione dei canili in oasi polifunzionali e altre azioni risolutive.

«L’idea è nata dal fatto che nei canili della nostra provincia ci sono molti cani che a causa del freddo rischieranno la vita nei prossimi mesi – spiega Francesca Toto – Parliamo di cani che hanno 12 o 13 anni, talvolta malati o depressi e che non hanno più la forza di sopportare il gelo e l’umidità dei mesi invernali». La proposta è arrivata proprio da Francesca che da anni lotta con tutte le sue forze per dimostrare che esistono diverse soluzioni per gestire il randagismo e che è possibile aumentare la consapevolezza delle persone al fine di favorire le adozioni dai canili.

«Si tratta di evitargli la morte quasi sicura»

«I cani di cui parliamo nel post – racconta Francesca – sono animali che hanno vissuto per anni in condizioni terribili e ne portano i segni: spesso sono deboli o malati. Permettergli di trascorrere qualche mese in casa significa evitare che muoiano di freddo. Il nostro augurio è che una volta usciti non rientrino più dalla porta del canile e trovino una famiglia per il tempo che gli rimane da vivere. Ma se anche dovessero tornare il trauma sarebbe comunque il male minore. Gli avremmo evitato una morte quasi sicura».

«Scegliere di portare a casa un cane è una decisione importante che va affrontata con la dovuta consapevolezza – spiega Francesca – per questo motivo chi adotta presso le strutture di cui ci occupiamo con il progetto “Zero cani in canile”, ovvero quelle di Vieste, Apricena e Lucera, seguirà un iter che comprende la compilazione di un questionario conoscitivo e un incontro con un volontario che valuterà la validità dell’adozione. In questo modo potremo assicurare che il cane entri in famiglia in maniera consapevole e che, una volta arrivato, ne venga tutelato il benessere».

«Questo genere di iniziative – spiega ancora la volontaria – ha sempre un grande successo. Già oggi, a un giorno dalla pubblicazione del post, sappiamo che tra qualche settimana se ne andranno cinque cani per i quali sono già stati svolti gli iter preadottivi, mentre la cagnolina ritratta sotto al post  ad oggi è già in preaffido. E tutto ciò accade soprattutto grazie al buon cuore dei nostri concittadini, visto che le adozioni verranno accettate solo all’interno della nostra provincia».

Non solo soldi ma soprattutto collaborazione

Questa non è la prima iniziativa proposta da Francesca, da molti anni impegnata in ambito di canili e randagismo sul suo territorio e non solo: «Il mio obiettivo – racconta – è da sempre quello di dimostrare che la vita dei cani può migliorare anche senza un eccessivo impegno economico da parte delle istituzioni. Ciò che serve, a mio parere, è la capacità di fare rete, di aiutarci gli uni con gli altri e fare in modo che ogni cane trovi un destino migliore rispetto al canile, esattamente come sta accadendo in questi giorni con l’iniziativa dedicata ai cani anziani».

Un nuovo progetto dedicato ai gatti

«In provincia di Foggia – continua Francesca – abbiamo proposto da poco anche un nuovo progetto dedicato ai gatti. La nostra idea è quella di creare ambienti all’interno della città dedicati esclusivamente ai felini, con il supporto di volontari appositamente formati e veterinari che si dedicheranno alla sterilizzazione e alla successiva reimmissione nell’ambiente». Le attività volte a migliorare la condizione di vita degli animali domestici senza famiglia in provincia di Foggia sono quindi in evoluzione e, come conclude Francesca Toto: «Abbiamo deciso di concentrare tutte le nostre energie per sviluppare iniziative volte a dimostrare che i cani possono effettivamente uscire dai canili per sempre e non c’è bisogno di soldi ma principalmente di una buona gestione delle risorse e dell’aiuto dei cittadini che, come in questo caso, sono fondamentali per la sopravvivenza di animali anziani o malati».

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