Cinque gatti avvelenati in due giorni a Bovino, piccolo e pittoresco borgo in provincia di Foggia, in Puglia. La denuncia arriva da Gennaro Lanna, presidente dell'associazione Amici dei randagi, che ha chiesto attenzione massima nella zona di Montecastro per trovare sia il veleno sia la persona che lo ha sparso.

«Due gatti sono già morti. Uno è stato trovato senza vita, l’altro è morto nelle scorse ore nonostante i nostri tentativi di salvarlo – ha detto martedì Lanna – Altre tre li abbiamo trovati oggi e stiamo provando a salvare anche loro. Ci troviamo a Bovino, uno dei borghi più  belli d’Italia, bandiera arancione, dove del randagismo purtroppo non c’è molto rispetto. La zona è Montecastro, quindi fate attenzione anche ai vostri cani, perché sono due giorni che stanno avvelenando senza scrupoli».

I volontari non sono ancora riusciti a trovare il punto in cui il veleno è stato sparso, e il timore è che in zona vi sia cibo ancora avvelenato che potrebbe essere mangiato da altri animali, o che l’autore o l’autrice del gesto possa tornare per ripeterlo: «La zona è tutta verde e molto ampia, non riusciamo a trovarlo. Il veleno quindi è ancora in giro e temiamo che vi siano altre vittime. Stiamo tentando di salvare i gatti che abbiamo trovato ieri e speriamo di riuscirci almeno questa volta, perché lunedì purtroppo, nonostante il nostro intervento, non c’è stato nulla da fare – ha detto Lanna – Non so cosa passi nella testa della gente, ma non è la prima volta che assistiamo a questa crudeltà da parte di qualcuno che non ha niente da fare se non uccidere esseri viventi».

«In questa zona ci sono anche tante persone che amano i gatti. Chiedo a tutti di fare la massima attenzione», ha detto Lanna in una diretta Facebook girata proprio nella zona degli avvelenamenti, nel tentativo di sensibilizzare sull’accaduto. I gatti avvelenati, pur non risultando di fatto colonia felina censita dalla Asl, erano comunque seguiti dai volontari che ogni giorno si occupavano di portare nutrirli e controllare le loro condizioni di salute. Proprio alcuni volontari hanno trovato i primi due, il 25 Aprile, e sono tornati il giorno dopo nel timore che potessero esserci – così come è stato -altre vittime.

L’avvelenamento di animali è punito dalla Legge 189/04 e dal relativo Titolo IX bis del Codice penale, che disciplina il reato di uccisione e maltrattamento di animali fornendo un ulteriore strumento di repressione dell’uso di bocconi avvelenati e identificando il reato come delitto. Gli articoli 544 bis e ter del Cp trovano applicazione nel caso in cui un avvelenamento doloso – e dunque intenzionale – provochi la morte di un animale, o anche solo lesioni o sofferenze. È punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro, pena che aumenta della metà se l’avvelenamento causa la morte dell’animale.