Bollino nero sulle strade e autostrade i prossimi fine settimana, non solo per il traffico di chi parte per le vacanze. Il bollino nero purtroppo è anche per l’abbandono degli animali. Un triste e crudele fenomeno che ogni estate, e non solo, si ripropone.

Un gesto di inciviltà e anche un reato oltretutto, è bene sottolinearlo, visto che la normativa in materia prevede l’arresto e multe sino a 10.000 euro, che non si ferma nonostante le tantissime campagne di sensibilizzazione da parte delle associazioni che lottano con grande sforzo per poter vedere cambiare una situazione che si rinnova ogni anno.

Più controlli in Autostrada: si attiva la Tangenziale Esterna Spa di Milano

Tra chi sostiene, in maniera molto tangibile, la battaglia contro l’abbandono di animali in Autostrada durante le grandi partenze agostane, c’è anche Tangenziale Esterna SpA di Milano, che ormai da tre anni sostiene la campagna "Abbandonarmi è un reato. Testimonia!" lanciata da Enpa (l'Ente protezione animali) e patrocinata da AISCAT e ANAS, garantendo molti più controlli lungo l'A58-Teem, sia per quanto riguarda gli abbandoni, sia per i possibili incidenti causati involontariamente dai cani e gatti disperati lasciati a girovagare sotto il sole e il caldo tra le auto che sfrecciano, dai loro disumani proprietari. E in questo caso possiamo proprio usare proprietari perché di questo si tratta, non certo di pet mate.

Il tratto di autostrada dove i controlli verranno intensificati grazie ad una maggiore presenza di ausiliari del traffico e addetti alla Centrale operativa, sarà quello da Melegnano ad Agrate Brianza, tracciato che si connette poi all’A1 Milano Napoli, l’A35-Brebemi e l’A4 Torino- Trieste.

L'abbandono è un reato

Il timore è che, con ancora l’epidemia in corso, le numerose persone che hanno adottato un animale durante il lockdown adesso che tutto, compresi i viaggi, è ripartito, voglia liberarsene come di una cosa di cui non si ha più bisogno, spingendosi fino a, come ricordavamo all’inizio, a commettere un reato.

Perché è bene sempre sottolinearlo, visto che,  se non fosse per l’aspetto etico dell’orribile gesto, le persone potrebbero essere stimolate a non farlo almeno per il timore di dover rispondere al proprio comportamento criminale con l’arresto e con multe sino a 10mila euro.

Abbandono di animali Art. 727 del Codice Penale

La legge protegge e tutela anche gli animali e considera il termine abbandono in senso piuttosto ampio: infatti, l’abbandono, scatta non solo se li si lascia per strada, ma anche se li si affida a persone incapaci di occuparsene. In questi due casi, si tratta di un reato vero e proprio.

L’Art. 727 del Codice Penale dice: «Chiunque abbandoni animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze».

Insomma, per abbandono si intende ogni condotta che è manifestazione della volontà di non curarsi dell’animale. E il reato scatta ogni volta che la persona che abbia la custodia dell’animale, che non è  necessariamente il proprietario, ma chiunque ne abbia responsabilità, decida consapevolmente di disfarsene.

La legge, inoltre, parla di arresto e non di reclusione e di ammenda e non di multa, perché per il Codice Penale l’abbandono di animali non è qualificato come un delitto, cioè la forma più grave di reato, ma come una contravvenzione.

Rapporto Zoomafia 2021 dell’Osservatorio LAV

I numeri sono altissimi: nel 2020, ogni 58 minuti in Italia, è stato aperto un fascicolo giudiziario per reati a danno di animali; ogni giorno sono in media 25 i fascicoli aperti e circa 14 gli indagati, uno ogni 103 minuti. E, a livello nazionale, si registra un tasso di 15,25 procedimenti e di 8,72 indagati ogni 100.000 abitanti.

Sono i dati dei crimini a danno di animali presentati dall’Osservatorio Zoomafia LAV nel Rapporto Zoomafia 2021. E sono tutt’altro che positivi. Perché, nonostante l’analisi dei dati provenienti da un campione di 116 Procure evidenzi un calo dei procedimenti nel 2020 con conseguente diminuzione degli indagati, la flessione secondol’Osservatorio non corrisponderebbe ad una effettiva diminuzione dei crimini contro gli animali, ma solo a una diminuzione delle denunce e dei fatti accertati dovuto alle attività di polizia indirizzate altrove a causa della pandemia.

Il fenomeno quindi, per i responsabili del report, sarebbe tutt’altro che in diminuzione e proprio per questo diventa sempre più indispensabile non abbassare la guardia, ma al contrario aumentare gli strumenti di contrasto a disposizione delle Forze dell’Ordine.

Anas lancia la Campagna contro l'abbandono #AMAMIEBASTA