Validato da Eva Fonti
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Medico Veterinario

Come tosare un gatto? E soprattutto, è davvero necessario farlo? Come per il cane, il mantello del gatto svolge una funzione termica, fungendo da isolante, e serve quindi a mantenere la temperatura corporea piuttosto costante, sia d'inverno che d'estate. L'idea che la pelliccia del gatto, soprattutto se a pelo lungo, è necessariamente da tosare durante il periodo estivo è più che altro una nostra convinzione, dovuta al fatto che paragoniamo il suo pelo a una sorta di coperta che mai indosseremmo quando la temperatura esterna arriva ai 30 gradi. Il gatto però, sta benissimo così e non necessita di essere tosato.

I gatti a pelo lungo o semilungo però, come il Balinese o il Persiano, necessitano di cure particolari e hanno quindi bisogno di essere spazzolati periodicamente, sia per eliminare i peli in eccesso durante la muta, sia per evitare la formazione di fastidiosi nodi. Per evitare la formazioni di questi grovigli è consigliabile ogni tanto fare delle piccole spuntature con un taglio a forbice. Solo in casi estremi, si può prendere in considerazione l'operazione di tosatura, come ad esempio quando i nodi diventano impossibili da sciogliere o il gatto presenta dermatiti o problemi alla pelle. È consigliabile non prendere la decisione autonomamente ma farsi consigliare da un medico veterinario, per capire se è davvero il caso di tosare il gatto con cui conviviamo, mettendo sempre al primo posto il suo benessere.

Come tosare il pelo del gatto

Se il veterinario di fiducia vi ha dato il via a tosare il gatto, sarebbe meglio che questa operazione venisse fatta da un professionista, magari su proposta proprio del medico veterinario. Se ciò non fosse possibile, vediamo passo per passo come procedere alla tosatura del pelo del gatto, evitando di provocargli fastidi o lesioni:

  1. Per prima cosa è meglio indossare dei guanti protettivi per evitare graffi o altri tipi di lesioni causati dal gatto.
  2. Cerchiamo di non agguantare il micio spaventandolo e innervosendolo sin da subito. Al contrario, possiamo fargli conoscere la tosatrice elettrica, specifica per il pelo dei gatti e preferibilmente quella che produce poco rumore e vibrazioni, e il suono che produce prima di procedere alla rasatura. Facciamogli vedere la tosatrice e premiamolo quando cerca di esplorarlo. Poi accendiamolo e diamogli una piccola ricompensa se non si spaventa e continua a stare tranquillo. Continuiamo così per un po' di volte e, quando ci sembra ormai sereno, possiamo procedere a tosare un piccolo ciuffo di peli, in maniera superficiale. Continuiamo a premiarlo e a tosare qualche altro ciuffo, senza esagerare, riprendendo poi l'attività il giorno dopo e procedendo per step.
  3. Se il gatto è tranquillo, possiamo procedere alla rasatura. Non facciamo niente di troppo drastico: tosare non vuol dire togliere completamente il pelo al gatto, almeno uno strato deve sempre rimanere per svolgere ancora la sua importante funzione termica. Una rasatura completa infatti crea un disagio comportamentale di vergogna nel gatto, quindi è consigliabile utilizzare il distanziatore che lasci almeno 4-5 centimetri di pelo o utilizzare una tosatrice con il pettinino piccolo, tipo quello che si usa per le zampe, e applicarlo solo nelle zone più soggette a nodi. Inoltre, avvicinarsi troppo alla pelle potrebbe essere pericoloso e lesionare il micio, soprattutto se è anziano, in quanto la sua cute è più elastica e maggiormente vulnerabile a possibili tagli. Cerchiamo di tenerlo fermo, con l'aiuto di qualcuno o da soli, senza però spaventarlo né assumendo una postura troppo incombente. Se il gatto si muove troppo infatti, potremmo sbagliare e rasare zone che non dovevano essere tosate.
  4. Non avviciniamoci a faccia, collo e orecchie, in quanto rappresentano delle zone molto delicate per il gatto, dove passano diversi vasi sanguigni. Inoltre, vicino al muso, ma anche sopra gli occhi e sui gomiti, ci sono le vibrisse, importantissime per lo spostamento dell'animale nell'ambiente, soprattutto di notte, e la percezione degli oggetti e di altri individui nelle vicinanze, grazie allo spostamento d'aria che provocano. Se è necessario la tosatura vicino questi organi è meglio rivolgersi ad un professionista.
  5. Una volta che abbiamo completato la tosatura, non dimentichiamoci di prenderci comunque cura del suo pelo spazzolandolo periodicamente e assicurandoci che sia sempre pulito. A questo però il micio sa provvedere bene: è infatti un animale che tiene molto alla sua igiene personale e che, attraverso l'auto toelettatura o self – grooming, si prende cura del suo mantello, rimuovendo la sporcizia, il pelo morto e le squame di pelle. La lingua del micio è infatti composta da piccoli e duri uncini rivolti verso la gola, chiamati papille, che agiscono sul mantello proprio come i denti di una spazzola e, grazie alla flessibilità della spina dorsale, riescono a raggiungere anche testa e orecchie.

È giusto tosare un gatto?

Come abbiamo detto, il pelo ha un'importante funzione nella termoregolazione e nel mantenimento della temperatura, agendo come un'efficace barriera sia contro il freddo che contro il caldo. Di conseguenza, rimuovendolo, il gatto non si sentirà più al fresco, il suo pelo si è infatti evoluto proprio per permettergli di resistere a diverse temperature. Inoltre, grazie al self – grooming, la saliva depositata sul mantello evapora d'estate raffreddando il corpo del micio. D'inverno invece, il leccamento del pelo provoca la produzione di un sebo idrorepellente che protegge la cute, evidente soprattutto nei gatti che vivono in zone con climi molto rigidi. È importante quindi prendersi cura del mantello del gatto 365 giorni l'anno, così da non rendere necessaria la tosatura.

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