I cani da slitta sono cani abituati al lavoro in muta con l'obiettivo di trasportare persone e merci nelle zone caratterizzate dai climi più rigidi del mondo: Russia, Canada, Stati Uniti, Scandinavia e Groenlandia sono infatti i luoghi in cui questi cani sono stati selezionati e in cui in passato svolgevano il loro compito fino a 70 gradi sotto lo zero. Nonostante l'utilizzo delle slitte trainate da cani sia stato quasi completamente soppiantato dalle motoslitte, rimangono ancora forti schemi comportamentali in questi potenti cani nordici che, nei secoli, hanno svolto diversi mestieri insieme all'uomo. Inizialmente infatti, i cani da slitta erano considerati "tutto fare": cacciavano la selvaggina, svolgevano il lavoro del guardiano e conducevano le greggi. Poi la selezione ha separato i compiti suddividendo i cani nordici in diverse categorie: cani nordici da caccia, da guardia, da pastore e da slitta.

L'aspetto del cane da slitta è caratterizzato da zampe solide e orecchie piccole ed erette. Spesso hanno la coda arrotolata verso il dorso e gli occhi a mandorla, in modo da proteggersi dal vento del Nord. La loro struttura solida li rende cani adatti perfettamente ai climi freddi, mentre faticano nei climi più caldi. Condividere la propria vita con una muta che corre nella stessa direzione mitiga la competizione verso i simili e amplifica invece le abilità comunicative. Andiamo a vedere chi sono questi potenti corridori del Nord.

Samoiedo

Le tribù dell'etnia Samoiedo, da cui questo cane prende il nome, vivevano nella Russia settentrionale. I cani, famosi per il loro mantello bianco candido, venivano utilizzati come cani da caccia e da slitta e, nelle rigide notti siberiane, venivano inoltre sfruttati dagli esseri umani, che dormivano con loro, come fonte di calore. A rendere famosi i Samoiedo nel mondo è stato lo zoologo Ernest Kilburn Scott che, dopo aver passato alcuni mesi con le tribù siberiane, ha importato in Inghilterra alcuni individui di questa razza. Abituato agli spazi ampi, chiederà ai proprietari di potersi muovere liberamente e avviserà spontaneamente se da lontano arriverà qualcuno verso di voi, come gli è stato insegnato quando ancora proteggeva le greggi di renne. Non è abituato agli incontri, in Siberia non accadeva spesso di incappare in qualcuno. Il Samoiedo è famoso per il suo "sorriso", che non è un'espressione di gioia, ma una conseguenza delle forme del muso, che gli conferisce un'espressione di piacevole sorpresa che all'uomo ricorda appunto il sorriso.

Da dove arriva: le lande desolate della Siberia (Russia).

Motivazioni prevalenti: affiliativa, territoriale, perlustrativa, esplorativa.

Siberian husky

I Siberian husky venivano un tempo considerati troppo piccoli per resistere alle temperature dell'Alaska dove vennero importati nei primi anni del ‘900. Chi non credeva nelle loro potenzialità si è dovuto però ricredere quando a Nome, in Alaska, vi fu un'epidemia di difterite e furono proprio i "ratti siberiani", come li chiamavano gli scettici, a salvarli trasportando per 600 miglia il siero necessario per la cura della malattia. Oggi, nel centro della cittadina di Nome, si può ammirare una statua di bronzo dedicata ai cani da slitta. I Siberian husky lavoravano in mute molto numerose e si nutrivano in maniera autonoma, per questo motivo ancora oggi mantengono una spiccata motivazione predatoria che li rende fortemente perlustrativi. Lavorate sul richiamo e sulla socializzazione con le altre razze e con le altre specie ed avrete un cane gradevolmente indipendente.

Da dove arriva: tecnicamente dalla Siberia, ma è "adottivo in Alaska", dove è diventato eroe nazionale.

Motivazioni: perlustrativa, predatoria, collaborativa, comunicativa, sociale.

Alaskan Malamute

Originario dell'Alaska, il Malamute prende nome dalle tribù mahlemiut, nomadi del Nord. L'Alaskan malamute viene spesso confuso con il Siberian husky, ma è molto più solido e la taglia è più grande. Se volete vivere con un Malamute, considerate l'idea di frequentare un professionista dell'educazione cinofila, in modo da prevenire il rischio che tiri al guinzaglio. Non lo fa per cattiveria, è semplicemente che per secoli gli è stato detto di trainare i mezzi e potrebbe quindi considerarvi la sua personale slitta. Si tratta di cani estremamente autonomi, in grado però di perdere la dignità giocando con il gruppo familiare. Amano correre e sono più irruenti di quanto si immagini, proprio per questo motivo talvolta mostrano problemi di comunicazione con gli altri cani. Come altri nordici, anche i Malamute hanno una motivazione comunicativa sviluppata ma talvolta sembra funzionare solo con i compagni di razza: forse parlano solamente un dialetto diverso.

Da dove arriva: dalla Siberia orientale, ma più di 3000 anni fa hanno attraversato lo stretto di Bering con i nomadi per arrivare nell'Alaska Nord occidentale.

Motivazioni prevalenti: affiliativa, predatoria, collaborativa, cinestesica.

Groenlandese

Anche loro sono cani molto antichi e vengono considerati i cani più nordici del mondo. Meno diffusi in Italia rispetto ai Malamute e agli Husky, mantengono uno schema di comportamento ancora fortemente legato al passato da conduttore di slitte. A differenza delle altre razze di cane da slitta, i groenlandese viene attaccato al mezzo con una struttura a "ventaglio", invece che in fila indiana. Questa differenza deriva dal fatto che la Groenlandia è disseminata di crepacci all'interno dei quali i cani rischierebbero di cadere se disposti in fila per due. Le grandi difficoltà che ha dovuto affrontare nel tempo lo hanno reso un cane meno socievole rispetto alle altre razze "esperte" di slitte. Anche lui, come altri cani nordici ha un passato da cacciatore che manifesta con una motivazione predatoria sviluppata. Se il tuo sogno è un groenlandese, preparati ad avere con te un cane deciso, rude e amante della natura.

Da dove arriva: Groenlandia, ma la Danimarca sostiene che siano di origine danese.

Motivazioni prevalenti: comunicativa, cinestesica, predaotria, affiliativa.